<<Il Cazzotto, per lo Squadrista, E' Dottrina !>> F.T. Marinetti

<<Se mala cupidigia altro Vi grida, Uomini siate, e non pecore matte, sì che'l Giudeo di Voi tra voi non rida !>> Dante Alighieri, Paradiso  Canto V Dante Alighieri  Divina Commedia

    

CHI DESIDERA PUO' OFFRIRE UN SUO CONTRIBUTO VOLONTARIO PER TENERE IN VITA L'UNICA VOCE DEL SOCIALISMO NAZIONALE

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Noi ci siamo, noi non dimentichiamo, noi non accettiamo una sentenza scritta su una "lapide" per affossare un massacro di popolo. Paolo Signorelli

dispositivo richiesto al Tribunale di Bologna - scarica formato pdf allegato

Riprendiamoci il Futuro - di Giacomo Ciarcia

“La strada è tracciata, ora avanti con gli Uomini..” Queste erano le parole d'ordine usate da Filippo Corridoni, sindacalista nazionale di inizio ventesimo secolo, apostolo del socialismo nazionale, intellettuale e soldato; camerata e compagno di lotta di Benito Mussolini.

Queste devono diventare anche le nostre parole d'ordine. 

In Italia e in un Europa  al tracollo,  dove ormai viene completamente distrutto lo stato sociale, vedi i tagli alle pensioni, ai finanziamenti alla scuola e alla sanità pubblica, dove i nostri soldati vengono mandati in giro per il mondo per difendere gli interessi economici e militari americani, dove la disoccupazione giovanile e non diviene il principale problema, dove il bipartitismo del capitalismo apolide soffoca ogni risveglio di popolo, e dove continuiamo ad “attanagliarci” per rivendicare inutili e passatiste etichette “ottocentesche” (Destra-Sinistra) - senza pensare a qualcosa di concreto ed a una vera alternativa antagonista al sistema - le parole del socialista nazionale Corridoni devono diventare la bandiera per tutte le forze antagoniste e rivoluzionarie. Stati Uniti contro Europa, Oro contro il Sangue, Nuovo ordine mondiale contro le Patrie, precarietà contro sicurezza, speculazione finanziaria contro gli interessi nazionali, capitalismo contro socialismo, multinazionali contro socializzazione. Occupazione e imperialismo contro le nazioni e la libertà!

Su questi terreni si realizzerà lo scontro del nuovo millennio: queste sono le posizioni che dovranno scegliere i cittadini del nuovo secolo, scenari in parte già visti, ma battaglie e guerre ancora in corso. Chiunque voglia fare politica o voglia essere protagonista senza rimanere passivo o schiacciato da questo mondo ormai troppo lontano dagli interessi e dalle aspettative della gente comune deve avere ben chiaro quali sono le forze in campo e soprattutto da quale parte bisogna schierarsi.

Noi  abbiamo la fortuna di avere radici profonde e ben salde e per questo non dobbiamo temere di guardare in avanti, ma neanche di offuscare il nostro passato glorioso come qualcuno tenta di fare.

Sappiamo benissimo da dove veniamo ed è arrivato il momento di decidere con chi stare e dove vogliamo arrivare.

Noi vogliamo una Patria libera dall'occupazione della Nato, vogliamo una Patria che abbia un proprio esercito, libero di agire e di difendere gli interessi nazionali e non quelli atlantici.

Noi vogliamo che il lavoro torni ad essere spina dorsale della nostra nazione.

Vogliamo che la produzione si liberi dalla logica usuraia e speculativa dell’alta finanza internazionale.

Vogliamo che l’operaio, il lavoratore torni ad essere elemento chiave e colonna portante delle nostre comunità. Vogliamo che questa nobile figura torni a riprendere le redini della nostra economia, diventando produttore e cogestore delle imprese e dei mezzi di produzione liberato dallo sfruttamento del padronato; in poche parole vogliamo una socializzazione integrale e radicale.

Per troppi anni il capitale ha socializzato le perdite e privatizzato gli utili, è ora di cambiare rotta, di invertire il processo per la vera dignità e la vera libertà e del popolo intero.

Vogliamo essere realmente liberi contro chi ci vuole schiavi.

Liberi militarmente, economicamente, liberi culturalmente e socialmente.

A chi ci critica di guardare troppo in alto e indietro, a chi cerca di dissuaderci dal continuare nel nostro percorso vogliamo far presente che la lotta di liberazione o la Rivoluzione non sono la notte del "bordello", ma gli anni della costruzione, gli anni passati tra pochi intimi a cercare e trovare la nostra linea politica. E’ giunta l’ora di costruire, ma dalla base, con fondamenta solide, con una visione reale e chiara della situazione economica e geopolitica che il nuovo mondo ci propone. Nuovi strumenti e nuove battaglie politiche, ma dal sapore antico e nello stesso tempo futurista.

Mai più abbindolati o deviati da chi per troppo ci ha ingannato e ci ha distolto dal nostro vero nemico politico. Dobbiamo riconquistare la nostra libertà e solamente combattendo chi rende schiavi possiamo ritrovarci intorno ad un programma e un progetto che un giorno ci porterà alla nostra liberazione. Non dobbiamo più rendere conto a nessuno se non alla nostra coscienza di Uomini Liberi, non dobbiamo più rendere felici personaggi che per troppo tempo hanno regnato in questo strano mondo, gli unici a cui dobbiamo sempre rendere conto sono gli Uomini Liberi, gli Uomini di Milizia, i Camerati di Trincea, che da sempre hanno lottato e lottano per dare dignità alla nostra terra pagando a volte con la vita. Agli altri vada la nostra indifferenza, noi vogliamo partire dal basso per risolvere i problemi più grandi, essere al fianco delle fasce sociali meno abbienti per ritrovarci domani insieme al nostro popolo, e alla nostra Patria. 

Noi ci impegneremo con tutte le nostre forze a percorrere la strada tracciata da personaggi come Corridoni, Marinetti, Mussolini, Pavolini, Bombacci.

Ci avevano indicato dove il sole sarebbe sorto, ma per troppo tempo siamo stati legati al tramonto.

Noi vogliamo andare incontro alla nuova alba che restituirà dignità e libertà al nostro popolo.

E’ l’ora della decisioni irrevocabili, o con noi o contro di noi, senza mezze misure, noi SOCIALISTI NAZIONALI, vogliamo iniziare la nostra lotta senza parlarci addosso.

Una lotta interrotta drammaticamente dal destino della storia, ma che proprio da quella rottura, da quel filo bruscamente interrotto nel lontano aprile 1945, noi oggi dobbiamo ricominciare rinnovando quei postulati e quei punti programmatici che videro luce in quella  grandissima adunata rivoluzionaria profetizzata da Alessandro Pavolini leggendo il discorso di Benito Mussolini all'apertura dei lavori del congresso di Castelvecchio di Verona.

E’ giunta l’ora di smetterla con la rivendicazione di “etichettismi” vari ed astratti.

Non conosciamo nessun valore realistico che si rispecchi nello stantio binomio “Destra-Sinistra”, e soprattutto non vediamo tramite questo binomio nessuna svolta popolare.

L’unica svolta che vediamo all’orizzonte per tutti noi e per tutti quelli vicino a noi, è soltanto quella che ci propone da sempre la Terza Via social-nazionale, che ripudia e tanto meno ha da rivendicare schieramenti in parlamento, ma che altresì  dispone ancora di sane e vitali radici da alimentare attraverso l’ “ortodossia eretica”  della Continuità Ideale verso quell’esperienza statuale che fu la Repubblica Sociale Italiana, ed il suo impulso significativo che essa lasciò scolpito per la realizzazione italiana ed europea del Socialismo Nazionale.

Solo così ce la faremo, se potremo e se saremo ancora in grado di farcela, alla faccia dell’attuale sistema decadente e plutocratico che da troppo tempo ci attanaglia. 

 la strada è tracciata, ora avanti con gli Uomini!

EUROPA

A pochi giorni si sono chiuse le urne per il rinnovo del parlamento europeo e corre l’obbligo di fare alcune valutazioni , non tanto sui risultati di questo o quel partito, per la qual cosa si sono sprecati già fiumi di inchiostro da parte della stampa embedded, quanto sullo scenario che si profila per un’Europa che, trascorso ormai il primo decennio del XXI secolo, appare sempre di meno quella casa comune sognata da uomini come De Gasperi o Schumann. Sembrerà un paradosso, ma i cosidetti padri nobili di questa Europa, la cui formazione e i cui principi ispiratori erano ben lontani dall’Idea paneuropeista che infiammò milioni di uomini e donne solo qualche anno prima di loro, mai si sarebbero immaginati e di certo mai avrebbero accettato la deriva tecnocratica e plutocratica di questa specie di mega agglomerato di popoli, tenuti assieme da una serie di direttive che i più disconoscono o disattendono e da una moneta che non appartiene a nessuno, se non alle banche che la stampano su licenza della BCE.

Un uomo come Alcide De Gasperi, al quale per comodo si rifanno un po’ tutti i popolari italiani, sia di destra che di sinistra, mai avrebbe digerito l’attuale Unione Europea, con quella sua struttura pletorica quale è il parlamento di Strasburgo e con una commissione esecutiva composta da burocrati nominati o cooptati. Non gli sarebbe piaciuta proprio per quel senso delle istituzioni che gli era proprio, per quella concezione dello Stato che oggi lo farebbe essere più vicino ad un Giovanni Gentile che ad un Barroso qualsiasi, che altri non è se non uno dei tanti etero diretti burocrati che oggi è alla UE, ieri alla Nato e domani forse alle Nazioni Unite o al WTO; burocrati che sono, e sanno di essere, l’espressione di quelle oligarchie finanziarie senza patria e senza radici che dettano i tempi della politica, dell’economia e della vita di tutti i comuni mortali. Ebbene, abbiamo la presunzione di affermare che oggi un De Gasperi non starebbe seduto al parlamento di Strasburgo assieme ai membri nostrani del PPE e, comunque, difficilmente condividerebbe le idee che dell’Europa hanno uomini come Frattini o Berlusconi.

E’ evidente che tutto questo ha un significato intrinseco: semplicemente si vuol dire che anche sull’operato e sulle idee dei padri fondatori della “comune casa europea” si è fatto uno sciacallaggio politico che oggi li farebbe rivoltare nella tomba, tanta è lontana questa Europa da quella che essi, pur in tempi difficilissimi di guerra fredda, immaginavano una volta che le condizioni politiche l’avessero resa attuabile. Purtroppo gli attuali mediocri politicanti non solo si sono lasciati andare ad un odioso sciacallaggio che denota la loro totale inconsistenza progettuale, ma sull’Europa uomini come De Gasperi o Schumann sono stati letteralmente traditi da quelli che oggi li ricoprono di onori e non perdono un’occasione per commemorarli, magari richiamandosi proprio ai loro stessi insegnamenti.

Per l’appunto, di Europa e del suo ruolo geopolitico e geostrategico si è parlato alcune sere fa su Rai 2 nel corso di un interessante approfondimento condotto dal sempre brillante Pietrangelo Buttafuoco, che aveva con se’ Franco Cardini e Carlo Rossella, due intellettuali notoriamente attenti alle dinamiche ed agli sviluppi della politica internazionale. Nel valutare e nel considerare gli attuali scenari, i rapporti di forza tra gli USA e la nuova Russia, il ruolo sempre più preponderante di colossi economici e demografici come Cina e India e facendo ipotesi sul percorso che la UE potrebbe intraprendere in vista anche di un futuribile allargamento alla Turchia, si è giunti ad immaginare un po’ di tutto: l’Europa come ponte tra Est ed Ovest del mondo; l’Europa naturalmente votata ad un allargamento e ad un coinvolgimento della Russia onde scongiurare la nascita di un fronte russo-sino-indiano che vada ad impadronirsi dell’area strategica del Caucaso; l’Europa come prolungamento atlantico dell’egemonia USA.

Va detto che nel dibattere sull’affascinante argomento sono emerse svariate variabili che potremmo definire secondarie, come la tendenza della Germania a privilegiare rapporti economici con la Russia piuttosto che con altre nazioni a vocazione più occidentale, oppure la posizione di importanti stati membri della UE nei confronti del futuro ingresso della Turchia: insomma si è spaziato, come del resto doveva essere data la natura cattedratica e politologica della tavola rotonda, attraverso un orizzonte estremamente ampio dei possibili scenari che ci potremo trovare davanti nei prossimi due decenni.

Purtroppo però - e diremmo nostro malgrado - non si è udita una sola presa di posizione degna degli illustri ospiti su due aspetti sostanziali che condizionano il futuro di questa nostra Europa, che in troppi e a troppo alto livello vogliono far restare quel nano politico e militare che era ed è a tutt’oggi . Ci riferiamo all’allargamento della NATO verso Est, che altro non è se non la spinta conquistatrice degli USA verso i bacini petroliferi caucasici, a fronte della quale l’Europa intera rimane muta ed immobile come ai tempi del muro di Berlino, lasciando ipocritamente alla Russia il compito di fare la voce grossa contro l’insaziabile fame di energia che da oltre atlantico si muove di pari passo con le armate a stelle e strisce.

E non si è sentita nemmeno una parola sul ruolo della BCE, sulla sua natura di banca privata, espressione delle altrettanto private banche nazionali, sul signoraggio che la BCE opera a detrimento di ogni singolo cittadino, facendo pagare interessi sul valore nominale di pezzi di carta ai quali un ristretto numero di oligarchi, che nessuno ha eletto o nominato, decidono in totale autonomia di assegnare un valore pressoché fittizio.

Ci pare di capire – e non ce ne voglia Pietrangelo Buttafuoco – che, tutto sommato, gli approfondimenti come quello dell’altra sera servono si ad ampliare gli orizzonti e ad ipotizzare qualche scenario futuro o futuribile, ma se poi di fronte alle questioni cogenti e contingenti ci si arresta e si rinuncia ad andare oltre, allora vuol dire che o non si è compreso bene il vulnus che oggi attanaglia l’Europa oppure si fa finta di non conoscerlo. E’ ovvio che la nostra valutazione propende per la seconda ipotesi: siamo certi che ormai è diventato un tabù il solo mettere in discussione il legame a doppio filo che questa Europa deve per forza avere con la NATO, anche a costo di doverci rimettere in prima persona, magari rinunciando a quelle aperture verso la Russia che sarebbero salutari per la la nascita di un potente blocco eurasiatico in funzione di contenimento dell'espansione sino-indiana. Come è un tabù assoluto il solo ipotizzare la nascita della sovranità monetaria e la fine del signoraggio, autentica truffa e rapina delle banche ai danni degli Stati e delle loro genti.

Se di tutto ciò si continua a non parlare potrà anche essere piacevole ascoltare esperti di questioni internazionali spingersi a dipingere scenari più o meno affascinanti; forse, senza peccare di eccesso di autostima, saremmo in grado di farlo pure noi, riducendosi la cosa ad una specie di gioco d'immaginazione, ma alla fine dei salmi se si continua a fare gli gnorri sulle gravi questioni che incidono in negativo sulla vita quotidiana di milioni di uomini, che servizio si da alla gente che ogni giorno deve correre dietro ai mille problemi che ne attanagliano l'esistenza ?

Il dibattito è aperto e speriamo che dalla fantasia si passi alla realtà !!

FERNANDO VOLPI

IL BEDUINO ED IL CAVALIERE - clicca per scaricare in formato pdf

E'morta la destra, viva la destra(nuova o vecchia non importa) !!???......NO GRAZIE !!!

Cari Camerati e Compagni di Lotta, dal risultato delle elezioni europee possiamo evincere sinteticamente quanto segue:
1) l'astensionismo in Italia ancora non riesce ad essere il primo partito di maggioranza e ciò fa comprendere come purtroppo i cittadini italioti stiano scivolando sempre di più verso un'assuefazione al sistema imperante nemmeno troppo scalfita dai primi morsi della crisi globale ma c'é un perché, vedi punto 2;
2) a dispetto dell'intelligenza sono stati premiati dai delusi del centro-sinistra e del centro-destra (ed anche da qualcuno di destra o da qualcuno di sinistra) partiti che a parole sono contro il sistema ma ne fanno parte integrante come Italia dei Valori e Lega, che vedono in essi dei "baluardi" contro una certa Casta (siamo al ridicolo ma questi sono i dati emergenti).
3) La disgregazione di quel poco che si poteva ancora chiamare NAZIONE Italia é molto vicina se si pensa come l'unità di Popolo sia ormai sotto attacco diretto da parte di forze centrifughe che si identificano al sud con il movimento per l'autonomia di Lombardo che ottiene oltre il 3% al sud ed oltre il 12% nelle isole così come la Lega si gonfia fino al 19% nelle aree nord-est e nord-ovest tentando anche un primo sfondamento al centro dove raggiunge il 3%. Il dato inquietante che appesantisce la situazione é anche che queste due realtà disgregratrici sono sotto l'ombrello del centro destra atlantico e sionista il che potrebbe confermare anche una volontà eterodiretta dalle centrali mondialiste di dare corpo all'ipotesi della fondazione Agnelli di spezzettare l'Italia in 4/5 macroregioni creando di fatto la "balcanizzazione" del Mediterraneo;
4) l'eutanasia di quella che veniva pomposamente definita "area" di destra é chiara, netta ed inequivocabile. Questo é l'unico dato positivo che ci conforta delle scelte degli ultimi 5 anni di voler superare obsoleti schematismi per riprendere senza "se" e senza "ma" il percorso di attualizzazione della dottrina socialista nazionale, antisistema, rivoluzionaria e consapevole del ruolo storico di unica possibilità per la risorgenza del principio di Stato Etico e di Comunità di Popolo che é di per sé NAZIONE.
Seguiranno altre analisi più approfondite ma alla luce di quanto esposto nei punti precedenti diventa prioritario accelerare il processo di formazione dalla base dei cittadini di un punto fermo di gravità permanente capace di ottenere una risposta consensuale soprattutto da coloro i quali sono ora i più affidabili nella loro dimostrazione di rottura con il sistema, cioé i NON VOTANTI. Questo centro di gravità necessita intorno a sé, a cerchi concentrici, di realtà comunitarie, associative e militanti che superino l'infantilismo politico della sinistra e della destra per rimanere sul territorio a conforto degli strati meno garantiti del popolo italiano ed indirizzarli verso il consenso di un movimento di azione popolare.
Per fare ciò occorre che chiunque abbia intenzione di formare o creare "Nuove Destre" et similia comprenda che a noi non servono. così come non ci servono "radicalismi di destra o di sinistra", così come non ci servono "antifascisti", "anticomunisti", "antiislamici" ed ogni "anti" di qualsiasi genere.
Noi cerchiamo uomini e donne capaci di porsi allo scontro verso il sistema secondo principi etici e valoriali che identificano il Popolo con la Nazione e questi con la giustizia sociale della dignità del Lavoro contro ogni economicismo sia esso burocratico e di stato o sia esso privatistico e di classe.
La diffrenza da qui in avanti starà tra chi si pone al fronte unitariamente contro l'usurocrazia internazionale filo atlantica e sionista antinazionale, nella difesa dell'identità dei Popoli, nella meritocrazia del lavoro come risorsa ecosostenibile di società organica e partecipata e chi vuole rimanere marionetta nelle mani delle centrali occulte del potere apolide internazionale tutte eterodirette dall'unica cupola del "nuovo ordine mondiale" . Il Nemico é unico e ben individuato ed identificabile senza altro ragionevole dubbio e l'avanzata del cosiddetto "centro-destra" in tutta Europa é altro segnale netto.
Ne va dell'esistenza della nostra civiltà che non é quella falsa dell'"occidente" ma la Civiltà dell'Uomo contro la "inciviltà" dell' oro e di "mammòna".
PER IL SOCIALISMO NAZIONALE avanti con l'Azione Popolare.
M.C.

 

LA QUESTIONE ROMANA

Non é intenzione dello scrivente fare in questa sede la storia e la genesi di quella che storicamente é conosciuta come la "questione romana", ma visti certi ripetuti e purtroppo tollerati atteggiamenti da parte del Vaticano, é bene ricordare agli immemori i termini essenziali che trovarono la loro origine in due opposte esigenze: l'Italia unita aspirava legimttimamente e con tutte le sue forze ad avere Roma come propria capitale; la Santa Sede reclamava la necessità per essa di non essere sottoposta ad alcuna sovranità terrena nell'esercizio del governo della Chiesa universale. L'urto delle due esigenze dette origine alla "questione romana" che - tra l'altro - veniva utilizzata strumentalmente a danno dell'Italia a livello internazionale con l'ingerenza di non richiesti negoziatori stranieri ben sollecitati, viceversa, dalla Santa Sede. Uno dei tanti gravi problemi irrisolti che dovette affrontare da subito Benito Mussolini fu appunto quello dei rapporti fra lo Stato italiano e la Santa Sede. Occorre ricordare che la trattativa iniziata dal nuovo governo durò diversi anni e si interruppe più volte soprattutto a causa di due punti ritenuti fondamentali da parte italiana: l'educazione dei giovani, quale compito prioritario dello Stato, e il rifiuto da parte dello Stato italiano della proposta avanzata dalla Santa Sede di una garanzia internazionale nella nascita dello Stato Città del Vaticano. La nuova Italia nata con la rivoluzione delle camicie nere non poteva cedere su questi punti fondamentali ed alla fine la Santa Sede dovette convincersi che il clima era cambiato e l'era della chiamata di eserciti stranieri per la difesa del "trono e dell'altare" era ormai definitivamente e storicamente chiusa. Come pure é bene ricordare che Mussolini portò a termine la trattativa senza intoccare l'integrità del territorio italiano. Infatti, nella realtà, l'attuale territorio vaticano di fatto non appartenne mai al Regno d'Italia per quanto esso fosse considerato, in linea di diritto, come sottoposto alla sovranità italiana, questa sovranità non ebbe mai modo di esplicarsi e può dirsi che la innovazione portata dal Trattato é stata tutta e soltanto di valore giuridico. A questo punto é necessario riaffermare che lo Stato Città del Vaticano ha caratteristiche singolarissime rispetto agli altri stati. Tali caratteristiche dipendono tutte dal particolare fine riconosciuto allo Stato Città del Vaticano. Questo é uno stato la cui natura é quella di un "mezzo" per l'attuazione di un fine che lo trascende. Da questa sua fondamentale caratteristica discende anche la singolare origine dello Stato Città del Vaticano che é sorto esclusivamente sulla base di un trattato, senza che ad esso si sia giunti per movimento di popoli, per lotta di nazionalità o per la vittoria di un ordinamento politico su di un altro. Lo Stato Città del Vaticano non si é posto fra gli altri stati, come avviene generalmente per i nuovi stati, in seguito al riconoscimento di una situazione di fatti compiuti da parecchi stati, ma soltanto in seguito al riconoscimento compiuto autonomamente dallo Stato italiano. Si tratta di una origine tutta e solo fondata su di un  atto giuridico con il quale lo Stato italiano lo riconosce come segno esteriore e materiale della Santa Sede per l'attuazione del governo della Chiesa universale. Tale ciò come mezzo per il raggiungimento di questo fine lo hanno voluto entrambi i contraenti degli accordi lateranensi, lo stato italiano e la Santa Sede. E' bene non dimenticare mai che questa sua particolarità non può essere strettamente collegata con la sua assoluta neutralità. Affermato quindi che lo Stato Città del Vaticano ha, per sua fondamentale caratteristica, quella di essere un mezzo per l'attuazione di un fine che lo trascende, si é anche detto che tale fine é costituito dalla libertà della Santa Sede nel governo della Chiesa universale. si comprende perciò come, la creazione dello Stato Città del Vaticano, abbia dato all'epoca la soluzione - in unione con il nuovo assetto concordatario dei rapporti fra lo Stato italiano e la Chiesa, rapporti anche di natura economica - a quella che era stata storicamente definita la !questione romana". Qual'é, viceversa, la situazione attuale ? A parere dello scrivente, nella sua qualità di cittadino italiano, di nazionalità italiana e di religione cattolica, il "Trattato" dovrebbe essere denunciato unilateralmente dallo Stato italiano per palesi, ripetute, gravissime violazioni da parte dello Stato Città del Vaticano. Nella circostanza non si tratta di affrontare il problema da un punto di vista "laicistico" (quello lo lasciamo ai laicisti di professione che nel frattempo hanno concesso i finanziamenti alla scuola privata ed hanno immesso in ruolo oltre trentamila insegnanti di religione !), ma di riaffermare il principio della "sovranità nazionale", almeno nei confronti del "Papa re" dal momento che in più occasioni e circostanze lo Stato Città del Vaticano non ha rispettato il principio della neutralità comportandosi - non volgio srrivare a sostenere come "stato nemico", - ma sicuramente come entità statuale collusa con i nemici dell'Italia e complice con il nemico. Basti pensare che nel territorio vaticano é data - anche attualmente - ospitalità agli uffici del B'nai B'rith, influente organismo della giudeo massoneria internazionale notoriamente nemico dell'Italia e dell'Europa e che già negli anni 1930 aveva teorizzato la nascita di quella "Nuova Santa Alleanza" che avrebbe rappresentato: ".....La fiamma di una nuova coscienza universale (1)". Per non citare i numerosi casi di concreti comportamenti contrari all'Italia ed agli interessi del popolo italiano. Cominciamo intanto con il rivedere tutti gli appalti pubblici e le concessioni affidate a società aventi sede nello Stato Città del Vaticano, appalti concessi anche in violazione degli accordi sottoscritti con l'unione europea. Rimettiamo in discussione i privilegi fiscali estesi alle attività commerciali e turistico alberghiere dello stato Città del Vaticano e delle sedi che godono di extra-territorialità. Spezziamo il meccanismo perverso degli affari sull'immigrazione nei quali é coinvolto anche lo Stato Città del Vaticano. Rivendichiamo la funzione piena di Roma capitale d'Italia, la Roma dei Cesari ovviamente e non quella papalina o veltroniana o alemanniana, anche perché non abbiamo dimenticato che "quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini".

Stelvio Dal Piaz

(1) Emil Ludwig (in realtà Emil Choen) "La Nuova Santa Alleanza" Edizioni Gallimard, Parigi 1938.

 

NOTA POLITICA DEL 18 MAGGIO 2009

Securitas  Nobis

Sembra che sia necessario uno sforzo di chiarezza per evitare confusioni, fraintendimenti e scarsa comunicabilità.
Socialismo Nazionale si ritiene a torto o a ragione – ma non ci interessa d’interloquire con chi crede che abbiamo torto – rappresentare l’ortodossia di una dottrina politica che ha un preciso mandante il quale ha determinato una svolta epocale in Italia ed in Europa ed ha determinato un lascito testamentario inequivocabile per chi vuole intendere e non ama le ambiguità e le ipocrisie.
Socialismo Nazionale non è una persona fisica ma è un Ideale a cui i singoli individui portano il loro contributo (una volta si sarebbe detto la propria “pietra al cantiere”) che pretende assoluta Fede senza tentennamenti, senza scorciatoie, senza prosopopea, senza orpelli barocchi.
Socialismo Nazionale non ama distinguere tra “buoni e cattivi” all’interno della propria visione apologetica storica complessiva (che non è solo italiana ma Europea), ma rivolgere ogni sforzo combattente all’esterno perché ritiene che Esso è il principale elemento positivo mentre il Nemico è la negatività rappresentata da modelli di sviluppo socioculturali ed economici alienanti l’Uomo - nella sua essenza di Ragione Trascendente - a vantaggio esclusivo di avidità del possesso grettamente economicista e materialista, da combattere senza limiti ed esclusione di colpi, che provoca la schiavizzazione dei Popoli, delle Stirpi e delle loro Culture e Tradizioni ancestrali.
Socialismo Nazionale è disponibile a seguire dei tratti di percorso comuni a realtà politiche attive che ovviamente non siano in contrasto con i principi spirituali e fondativi del proprio pensiero ideologico, e che pragmaticamente intendono sviluppare un consenso di massa, ma la visione di Socialismo Nazionale rimane necessariamente dogmatica rivolta ad un orizzonte di elevazione della Comunità Nazionale che può avvenire solo e solamente attraverso una mistica rivoluzionaria in cui è necessario immergersi e dalla cui selezione etica, morale, culturale e fisica scaturiranno avanguardie elitarie di Uomini Nuovi.
In questo contesto non c’è al momento attuale un Capo carismatico che pure dovrà avere la forza di emergere tra i giovani quadri di volontari disposti a muoversi secondo le caratteristiche sopra disegnate; l’attuale funzione di “portavoce” è semplicemente e solamente una necessità di tipo organizzativo temporaneo che verrà immediatamente cancellata dallo schema operativo non appena emergeranno le figure gerarchiche atte al dispiegamento dell’intero potenziale strutturale.
Con ciò riteniamo che sia compatibile per chi è profondamente Socialista Nazionale promuovere e promuoversi nell’azione politica del Movimento Di Azione Popolare in partecipazione ad altri con provenienze diverse e con sensibilità diverse ma al contempo valutare se possono e devono impegnarsi volontaristicamente anche nella concretizzazione di un secondo e diverso livello di attuazione del progetto dottrinario uscito solo momentanemente sconfitto nella lunga battaglia tra “il Sangue e l’oro” che continua.
Ci si deve intendere bene; nessuno chiede o pretende a chiunque di fare una scelta di campo perché il fronte di combattimento è unico e la trincea è la medesima per SN, MDAP o altri che dopo l’8 giugno vorranno unitariamente a noi assaltare il “palazzo d’inverno”. Si dà semplicemente la possibilità a tutti di ragionare quale collocazione avere al fronte; genio, fureria o assaltatori, sapendo che ogni compito è funzionale ed indispensabile all’altro.
L’obiettivo è arrivare in condizioni ottimali di confronto rispetto ad un intero “arco costituzionale” (così di diceva una volta e così è ancora oggi tra chi si ritiene depositario della “verità dei vincitori” e chi – come noi – si Onora del “sangue dei vinti”) che farà carte false per non avere rompiscatole alle prossime consultazioni politiche generali nazionali. Noi Rompiscatole invece ci saremo con tutta la forza di un movimento politico organizzato e con tutta la capacità di autodeterminazione dell’ortodossia dottrinaria: costi quello che costi.
Buon Lavoro a tutti.
M.C.

NOTA DI SERVIZIO

In considerazione di necessarie valutazioni ed approfondimenti per il momento riteniamo giustificato rimanere assolutamente equidistanti da molte iniziative e pertanto ci limiteremo a portare avanti la nostra Continuità Ideale con la Dottrina e la Prassi del Socialismo Nazionale; seguiremo con attenzione ed amicizia altre iniziative ma senza intervenire più in prima persona. M.C.

Mistificazioni ad uso e consumo dell'antifascismo istituzionale

ALLA DIREZIONE della Rivista
"Storia del Novecento"
Mensile di Storia contemporanea Arezzo, 19 maggio 2009

Gentile Direttore,
chiedo ancora ospitalità per diritto di replica a quanto continua ad affermare il signor Bertotto il quale basa il suo assunto sul fatto che Mussolini abbia "messo volutamente ai voti l'ordine del giorno" (non la mozione !) presentato da Grandi, insinuando così una implicita adesione dello stesso Mussolini. Risulta che anche in una riunione condominiale se viene presentato un O.d.G. questo debba essere messo ai voti e solo il sig. Bertotto trova del tutto nuova tale prassi per quel "tipo di riunione". Comunque, a parte questo dettaglio che - ai fini di una valutazione storica della dinamica degli avvenimenti é, dal sig, Bertotto, inserito nel contesto del tutto pretestuosamente - resta il fatto incontrovertibile che il risultato della votazione dell'O.d.G. Grandi dette l'avvio e la giustificazione politica alle procedure del programmato da tempo colpo di Stato eterodiretto (la lettera di John McCaffery, tra le altre, ne é la prova !), colpo di Stato effettuato con la complicità di diverse componenti interne tra le quali non é possibile escludere i membri del Gran Consiglio del Fascismo che votarono a favore di Grandi. Lo stesso Grandi, uscito dalla riunione all'alba del 25 luglio, era atteso dal Ministro della Real Casa Acquarone, regista ufficiale della congiura. Alle ore 06.30 sempre del 25 luglio, il re riceve Acquarone il quale lo informa della visita di Grandi e delle decisioni del Gran Consiglio. Il signor Bertotto continua a sostenere che "Giuridicamente i firmatari dell'ordine del giorno Grandi non erano penalmente perseguibili". Al momento dell'incriminazione e alla luce degli avvenimenti (colpo di Stato, arresto del Capo del governo, resa senza condizioni, tradimento dell'alleato, provata collusione col nemico, ribaltamento delle alleanze) motivi di colpevolezza di rilevanza penale oltre che politica, ne esistevano ormai a sufficienza, al di là di ogni sofisma dialettico che si possa oggi sollevare sulla consapevolezza o meno di alcuni imputati.
Il Partito Fascista - ripeto - aveva il diritto-dovere di processare e condannare, in primis sul piano politico, i responsabili ed é storicamente provato che il Partito ha tenuto volutamente e pervicacemente fuori dal processo ogni e qualsiasi intervento dello stesso Mussolini anche in considerazione della particolare situazione familiare che lo vedeva tragicamente coinvolto in prima persona. Ma non solo per questo; venne tenuto conto della funzione preminente di Mussolini quale Capo della Repubblica Sociale Italiana, quello Stato repubblicano che il signor Bertotto - anche a distanza di tanti anni e nonostante che l'esperienza repubblicana sia oggetto di studio e di approfondimento a livello accademico in vari paesi del mondo - non riesce proprio a digerire.
Provi, il signor Bertotto, ad immaginare per un momento l'Italia post 8 settembre senza Mussolini e senza la Repubblica Sociale Italiana. Tornando in argomento, é accertato documentalmente che il Partito Fascista Repubblicano, nella sua interezza, volle assumersi direttamente la responsabilità morale e politica del processo e delle condanne a morte. Per il signor Bertotto si é trattato di vendetta. E' una sua opinione.
Per Stelvio Dal Piaz si é trattato di giustizia anche se parziale dal momento che dei responsabili si erano dati prudentemente alla latitanza. Sarebbe doveroso e corretto che il signor Bertotto - per rispetto della verità storica - lasciasse fuori del processo di Verona Mussolini e la volontà di Hitler (che poteva pure coincidere con quella dei Fascisti !) alla quale lo stesso Mussolini si sarebbe sottomesso facendo "assumere all'esecuzione di Verona il lugubre carattere delle indiscriminate purghe staliniane". E' ormai chiaro -anche sulla base di altri suoi scritti apparsi sia sulla Rivista che sul quotidiano "Rinascita", - che il signor Bertotto, perfettamente integrato nel filone di un antifascismo di ritorno, sia alla ricerca di notorietà mediatica e di legittimazione antifascista attraverso la vivisezione ossessiva del personaggio Mussolini che, in un sistema di mercato qual'é quello attuale, é sempre e comunque un prodotto commercialmente molto appetibile e di sicuro successo indipendentemente dall'ottica con cui viene presentato. Ma tutto questo, con la ricerca storica, ha poco da spartire. si tratta di operazioni che nascono dal desiderio piccolo borghese di legittimaziona politica da parte dell'antifascismo doc, di quell'antifascismo che fu inventato dalla propaganda del Komintern intorno al 1930 e che é stato diffuso e reso popolare in tutto il mondo dagli ambienti demoplutocratici e massonici di Hoolywood e di New York.
si é trattato, in concreto, di quella operazione congiunta -COMUNISMO & LIBERALDEMOCRAZIA - attraverso la quale si é riusciti a coinvolgere in una generale accusa di oscurantismo ogni forza europea capace di reagire al disegno mondialista di quella cupola usuraia che ha la sua sede logistica ed operativa negli Stati Uniti.
In Italia, in Europa e nel mondo - voglio affermare - l'uomo che ha impersonato questa forza, che ha saputo incarnare ed interpretare l'esigenza posta dalla cultura del suo tempo - superare l'ideologia borghese scientista ed egualitaria del XVIII secolo - é indiscutibilmente Mussolini il quale - come ebbe a scrivere Adriano Romualdi - "ha dominato il suo tempo per lunghi anni, ha suscitato una nuova speranza, ha infuso forza, fede, energia ad un popolo vecchio, scettico, sfiduciato. E' stato un antico romano in mezzo a degli italiani. E' stato il migliore di noi
". Nell'attuale contesto é ancora troppo facile denigrare Colui che - come lucidamente ebbe ad affermare sempre Adriano Romualdi - "in un momento di tramonto e di decomposizione, nel grigio orizzonte della modernità razionalistica ed economicistica, da autentico rivoluzionario, rimise in movimento la ruota della Storia2.
Prendo atto che il signor Bertotto,bontà sua, mi grazia da considerazioni di carattere ideologico che, sempre secondo lui, non porterebbero a chiarire la "dinamica" della controversia. Non é mia abitudine innescare polemiche, ma non posso tacere sul tentativo di dividere i Fascisti veri tra "moderati" ed "intransigenti", tra i "rivalutati" dalle istituzioni democratiche ai quali sembra siano state intitolate addirittura vie e piazze, ed i "reietti" unici rappresentanti del "male assoluto".
E' un tentativo che fa parte di un ben noto disegno di cosiddetta "pacificazione" sulla base di una "memoria condivisa" costruita a tavolino per motivi di carattere contingente. In risposta a tale tentativo, del quale non é certamente autore il signor Bertotto, faccio mia - come metafora - una riflessione del più volte citato Adriano Romualdi, noto intellettuale Fascista della generazione post-bellica, purtroppo prematuramente scomparso:
"Quel che non perdono al mio tempo non é quello di essere vile, ma di dover costruire ogni giorno l'alibi della propria viltà diffamando gli Eroi".
Grazie per l'ospitalità e cordiali saluti
Stelvio Dal Piaz
Arezzo

Livorno - Buontempo - Niccolai - e i "comunisti radicalchic".

Partendo dal presupposto che niente abbiamo a spartire con il partito di Storace, e che sicuramente non intendiamo in nessuna maniera fornire appoggio, specialmente dopo l’ingloriosa accozzaglia con partiti di stampo liberal-clero-massonico inaugurata per le prossime europee penso per doveroso senso critico e morale che occorre condannare gli episodi e le immorali contestazioni avvenute a Livorno contro il comizio promosso dal presidente de “La Destra” Teodoro Buontempo.

Ancora una volta come era del resto prevedibile i duri insulti sono partiti dalle correnti della cosiddetta ultrasinistra “antagonista” (veramente poco antagonista, e molto conforme al potere) molto forti nella città nativa del pseudo-comunismo italiano.

<<Fascista criminale, hai le stragi sulla coscienza>>, <<Fascisti carogne tornate nelle fogne>>, <<Viva Piazzale Loreto>> ed altri indegni e vergognosi slogan lanciati fra canti di “Bandiera Rossa” e “Bella Ciao” sono stati agli ordini del giorno.

Ovviamente i teppistelli nostalgici verso quell’immonda teoria sistemica e borghese degli opposti estremismi non hanno ricevuto alcun ostacolo dalle sedicenti forze dell’ordine dello Stato antifascista, rendendo così impossibile il comizio del presidente de “La Destra”.

Vengon in mente analoghe situazioni quando sempre in zona negli anni ’70 ‘80 provava vanamente a parlare il camerata Beppe Niccolai con tutta la differente caratura del personaggio rispetto a Buontempo.

Tengo  a ribadire la nostra appartenenza all'ortodossia eretica propria del Socialismo Nazionale”, ed invito nell’occasione tutti i camerati di trincea ed i compagni di lotta ad astenersi dai prossimi ludi cartacei, riconoscendo ancora una volta il valore rivoluzionario dell’astensione ma era doverosa altresì questa nostra denuncia da Uomini Liberi contro lo strapotere massonico e sionista promosso da talune correnti borghesi pseudocomuniste in concomitanza e sinergia con le già presenti e forti comunità ebraiche livornesi. Una vera e propria lobby usurocratica “giudeo-comunista” fondata sull’odio e sulla persecuzione antifascista, a cui le autorità locali e nazionali non sanno altro che stringere la mano.

Una città Livorno, dove dietro la bandiera rossa del potere comunista covano talune forze reazionarie, ultracapitaliste e sioniste, sempre pronte ad agire ed a soffocare qualsiasi germoglio che riscopri altresì i sani valori sociali e nazionali. Questi i comunisti di Livorno !

Una vera piaga di tutta la regione toscana, che sicuramente non si risarcirà mai almeno finché non cambieranno i venti, se cambieranno. E questa la dice lunga sulle possibilità di risveglio e di nascita di una vera e forte comunità nazionalpopolare in zona.

GIACOMO CIARCIA

La commemorazione dell'anno scorso

QUEST'ANNO 24-24 maggio 2009 p.v.

PROGRAMMA DEL RADUNO IN FORMATO PDF clicca e scarica

            

COMITATO ONORANZE CADUTI DI ROVETTA

Caro Camerata,

il Consiglio Direttivo, unitamente al Comitato Caduti di Rovetta, ti comunica che il nostro XVII Raduno si terrà nei giorni 23 e 24 Maggio 2009 (sabato e domenica) presso l’Hotel La Bussola di Clusone (Bg), a due chilometri da Rovetta, in Via Brescia n. 14.

La Manifestazione, improntata al ricordo dei nostri Caduti, è ormai una tradizione tra le più sentite e utili per la Continuazione Ideale dei valori di cui i nostri Martiri erano e sono l’esempio più elevato; quindi ti aspettiamo per onorare insieme numerosi la loro Memoria e il significato del loro eroico Sacrificio che per noi non fa parte del passato, ma è vivo nel presente che non dimentica.

Alleghiamo al presente invito il foglio contenente il Programma dei due giorni, le condizioni di partecipazione, e i riferimenti per le prenotazioni e ogni desiderata informazione, a nell’attesa di rincontrarci in questa prossima occasione a Rovetta, ti salutiamo romanamente.

FRANCO MANDELLI

Presidente    

comitatorovetta@tiscali.it

www.comitatoonoranzecadutidirovetta.blogspot.com

 

<< Noi, Tabularasa, quelli che....un calcio in culo al sistema. Questo é il luogo sacro dell'anticonformismo ideoantroposociopsicologico; il paradiso dei rompicoglioni, del politicamente scorretto. Di quelli che non ci stanno; che non credono alla destra o alla sinistra e non sognano  neppure il grande centro. Quelli che al sistema preferiscono le due colonne.  Quelli che detestano l'America e... Dio stramaledica gli inglesi. Quelli che la tribù é molto meglio del villaggio globale. Quelli che sognano un nuovo disordine mondiale. Quelli che vaffanculo la coca cola e l'hot dog. Quelli che le Borse ce l'hanno sotto gli occhi per l'insonnia e il Pensiero Unico é un nuovo modello di dichiarazione dei redditi e perciò evadono le tasse. Quelli che,  al diavolo Eurolandia. Quelli che il TUS é un pericolosissimo retrovirus custodito nelle Banche centrali e ci vorrebbe un vaccino. Quelli che l'Occidente é un punto cardinale e il Mediterraneo nonsolomare. Quelli, infine, che il gendarme planetario lo impalerebbero alla statua della libertà. Si, questo é il sito degli antagonisti, degli antiborghesi, dei non moderati, degli antilabliberisti, degli anarcofascisti, dei camercompagni, del rosso e del nero a denominazione di origine controllata, degli estremisti del terzo sentiero, dei militanti del cazzimperio.  Non c'é bisogno di carte di credito. Frequentaci e te pentirai.   >>                       Antonio Carli - Tabula Rasa

Per il Socialismo Nazionale

O legionari, in alto i gagliardetti! Serrate i ranghi, è l'ora di marciar.
Camerati assassinati dalla reazione marciate in spirito
   con la rivoluzion:
E tutti insieme, insieme morti e vivi, al vecchio
mondo che non ha più ideal:
Lanciamo in coro una sfida travolgente: pronti a morir per la nostra civiltà!

IN ALTO I CUORI !

Caro Maurizio, non potendo collaborare "fisicamente" alle comuni attività ti invierò on line Giustizia Giusta dalla quale potrai attingere ed utilizzare ciò che può interessarti. Sempre in alto! Paolo

Ringrazio personalmente la Nostra "Canaglia" , il Prof. Signorelli, per la vicinanza comunitaria con cui comunque ci segue e qui sotto - cliccando - possiamo tutti avere modo di seguire le Sue che sono anche le nostre battaglie.

GIUSTIZIA GIUSTA - scarica in formato pdf

Viale Giulio Cesare, 59 – 00192 - ROMA

Invitiamo a declinare il 5x1000 della dichiarazione dei redditi alla nostra associazione

COMUNICATO STAMPA

Parla lo “sciacallo”

La strage di Bologna non è opera dei fascisti ma della Cia e dei Servizi per favorire Israele

Abbiamo letto in questi giorni dal Corriere -che in passato, come noi, si era occupato della vicenda- delle recenti e rilevanti dichiarazioni rese da Carlos “lo sciacallo” -il cui vero nome è Ilich Ramirez Sanchez, ora detenuto nel carcere francese di Poissy e famoso per l’assalto al quartier generale dell’Opec nel 1975- per la prima volta davanti ad un magistrato della Procura di Bologna, Enrico Cieri.

«La strage del 2 agosto, a Bologna, non è opera dei fascisti»; dunque, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti così come Luigi Ciavardini sarebbero estranei all’attentato del 2 agosto 1980, a dispetto delle sentenze che, dopo iter tormentati, fatti di verdetti contrapposti, ne hanno affermato la responsabilità per quel crimine orrendo.

Non si è spinto oltre, Carlos, assumendo di voler parlare “davanti a una commissione ministeriale, non a un magistrato” ma affermando che la strage risaliva alla Cia, con la connivenza dei servizi segreti italiani e tedeschi incapaci di autonomia in quanto operanti nel nome di Paesi che sono “semicolonie” degli USA.

Da parte nostra non siamo né sorpresi, né esaltati da questo scenario che ci viene descritto: per noi che le abbiamo vissute direttamente certe storie processuali la verità è sempre stata altra da quella delle Corti d’Assise.

Certamente la questione ci interessa, anche perché alcuni ancora soffrono di quelle condanne ingiuste, mentre lapidi frettolosamente apposte, con odio e cinismo, recano ancora infamia ad una idea politica su un presupposto falso ed inventato a tavolino; ma vogliamo che questa volta si arrivi sino in fondo e le parole dello “sciacallo” non divengano solamente lo squallido strumento elettorale per altri sciacalli che della verità e della giustizia hanno da tempo dimostrato di infischiarsene.

Da “Giustizia Giusta” marzo-aprile 2009

Securitas  Nobis

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RAGGRUPPAMENTO SOCIALE ITALIANO

L'articolo (1939) a firma di Niccolò Giani (docente universitario, direttore e fondatore nel 1930 della

 Scuola di Mistica Fascista:

Perché siamo dei mistici.

Non era assurda per i tiepidi e per i pavidi la marcia su Roma ? Per i pessimisti e per i ragionatori non sono state ugualmente assurde la vittoria contro i 52 Stati sanzionisti e la conquista dell'Etiopia? Non era ugualmente assurdo per i miopi, il trionfo della nuova Spagna? (...). A questi assurdi Mussolini ci ha abituati da vent'anni, di questi assurdi, oggi, è imbevuta l'anima di noi tutti (...). La Storia, quella con l'esse maiuscola, è stata e sarà sempre un assurdo: l'assurdo dello spirito e della volontà che piega e vince la materia; cioè mistica. Fascismo = Spirito = Mistica = Combattimento = Vittoria perché credere non si può se non si è mistici, combattere non si può se non si crede, marciare e vincere non si può se non si combatte".

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