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![]() ![]() | sito ottimizzato per il browser Mozilla FirefoxPRIMA PAGINANUOVI ARRIVI NELLA SEZIONE BIBLIOTECA (trovi il collegamento in fondo pagina)![]() Quando
la finiranno con questa pantomima di urla e strepiti tra "potere" e
"contropotere" entrambi gestite in realtà dall'unica
entità sovranazionale che governa tutto e tutti e si chiama
USURA grazie al SIGNORAGGIO MONETARIO !? Apriamo gli occhi ai cittadini
inconsapevoli fuorviati da dispute giuridico-elettorali mentre si sta
consumando il più grande furto ai danni del Popolo (e per
esempio la decurtazione delle pensioni di reversibilità di cui
se ne parla più sotto........é una di queste vere e
proprie ruberie !). Dovrà venire il tempo di una riconquista piena del nostro diritto ed intanto marciamo dritti verso l'orizzonte di una nuova rivolta, di una nuova alba, di una LIBERAZIONE della NAZIONE dalla cricca apolide che merita di rimanere dannata per l'eternità. M.C. Alla fine credono di avercela fatta a prendere per il fondo dei pantaloni per l'ennesima volta i cittadini, o meglio il popolo bue con il "decreto interpretativo" con l'avallo di questo capo delle repubblica delle banane. Ma sbagliano questa volta i loro conti; non sappiamo ancora come andranno a finire le prossime elezioni regionali e sinceramente neanche ci interessa sapere chi vincerà perché chiunque vinca rappresenterà comunque la CASTA DELL'ARROGANZA E DEL SOPRUSO e sarà da combattere sia che si presenterà sotto l'occhiello di "sinistra" (indi compresa l'italia dei valori o radicali), sia se si presenterà sotto l'occhiello di "destra" (indi compresa la Lega). E lasci perdere il massone piduista Berlusconi a fomentatare "scelte di campo" perché il "trucco delle tre carte" ormai é stato ampiamente scoperto così come il giacobino Bersani o il manettaro Di Pietro lascino perdere i richiami "antifascisti", pure questi con meno valore di un due a briscola: gli Italiani stanno iniziando a capire e presto inizieranno a marciare con scarponi chiodati andando a rifilare sonori CALCI NEL CULO a loro ed agli "italioti" che ancora tentennano a seguirli verso il baratro di una crisi irreversibile. Ne vedremo delle belle ! ![]() A
PROPOSITO DI QUESTO MANIFESTO "la repubblica.it" nel pubblicarlo si
é accorta - come noi - che c'era un errore (corruzzione con
due
zeta) per un evidente refuso di stampa da noi prontamente corretto, ed
ha pensato bene di sottolinearlo scrivendo come sottotitolo "manifesta
ignoranza"; ebbene i giacobini di repubblica invece hanno dato prova di
"MANIFESTA SUPPONENZA" tipica di chi ormai non ha più
argomenti
al pari dei loro dirimpettai reazionari; comunque li
ringraziamo
di averci dato spazio e conseguente modo di rendere pubblica la nostra
presenza che diventerà sempre più insistente per
dare
lezioni non di ortografia ma di coerenza e volontà di lotta
per
la LIBERAZIONE NAZIONALE contro il "sistema" tutto rappresentato
dall'intero neo arco costituzionale antifascista di "destra" e di
"sinistra". Eja !
E’ ora di iniziare a dire basta, é ora di iniziare
a
ribellarsi alle arroganze della casta che quando un normale cittadino
senza padrini sbaglia contravvenendo o non rispettando le regole, dalla
casta promulgate, è colpito senza pietà e senza
appello
mentre - come verifichiamo in queste ore - laddove è la
casta a
non riuscire nemmeno più a stare dietro
l’architettura
barocca messa in piedi per impedire la rappresentanza dei non
garantiti, dei non allineati dei non omologati e
s’ingarbuglia
fino a non rispettare delle regole o le viola, ecco che
s’irrita,
minaccia e cerca scappatoie ad usum delphini.
Questa volta è toccato ai miracolati della politica quali
sono
le classi dirigenti del cosiddetto partito delle libertà
(che
sembra essere più simile ad una armata
brancaleone,cioè
il partito della confusione) a fallire miserevolmente il loro compitino
ed ora irridono il normale cittadino paventando richiami alla piazza
contro l’evidenza della loro imbecillità e delle
loro
lotte intestine.
Ma poteva benissimo toccare alle classi dirigenti di quel partito
democratico che lo è solo quando può far comodo
mantenendo nel suo dna la violenza premeditata dell’attacco
di
classe e che poggia la sua esile esistenza solo ed ormai sul
“mito resistenziale antifascista”.
A dare man forte ai primi della classe di questa casta complessiva ci
stanno i rozzi compagni di merenda rappresentati dai Bossi e dai Di
Pietro e una manica di scherani che si pongono sulle ali, i duri e puri
dell’anticomunismo da una parte e dell’antifascismo
dall’altra, a far da contorno pittoresco e – si fa
per dire
– muscolare.
Ebbene contro di “loro”, questa casta
complessiva ed
impunita, noi iniziamo a dire basta e vogliamo portare i cittadini
senza
padrini e non garantiti a dire basta ed a ribellarsi insieme a noi
perché intendiamo lanciare nell’orizzonte il
concetto di
Fronte di Liberazione, quello che sta già riecheggiando in
queste ore nell’antica Terra di Grecia stretta nel cappio
sempre
più stringente dell'usurocrazia apolide.
Perché da ora in avanti , lo comprenda bene la
casta, la
piazza
prenderà piede non per difendere i loro assurdi privilegi e
le
loro arroganze di potere ma per autodifendersi dalla spaventosa crisi
economica, sociale, culturale di comunità che è
solo
all’inizio.
Ecco perché nel nostro slogan diciamo che non è
una
promessa ma una minaccia. La minaccia reale di iniziare una protesta
civile intanto disertando il voto in qualunque modo si accorderanno tra
loro e cercheranno "soluzioni" ai loro verminai; poi secondo
ciò
che detterà la coscienza comunitaria. L'aria sta cambiando.......................... La Redazione Riproponiamo intanto delle nostre considerazioni alla luce di appelli all'unione sempre più irricevibili.......... UNIONE DELLE DESTRE.......SI CHIAMA PDL; IL RESTO E' NOIA. Seguivamo
con molte riserve il processo aggregativo promosso da una "consulta per
l'unità" della associazione "areadestra" ma leggendo il loro
ultimo documento progettuale chiariamo - forse definitivamente - le
nostre perplessità che ora si tramutano in aperta diffidenza
rispetto a ciò che sembra essere una ambigua trama di
riposizionamento dello scacchiere politico italiota a cui evidentemente
si vogliono prestare alcuni. Per evitare l'ennesima illusione e
conseguente disillusione di chi ingenuamente ci può cascare
abbiamo voluto di seguito impostare alcuni concetti seguendo l'ordine
del progetto (?) esposto nel sito di quell'associazione e siamo
disposti ad un confronto/scontro dialettico senza peli sulla lingua con
chi vorrà confutare le nostre contro deduzioni. -
L’unione
delle destre esiste già e si chiama……
“popolo della libertà”; cercare di
rincorrere quel
contenitore è pura follia non solo mediatica ma soprattutto
politica. Occorre un netto taglio al cordone ombelicale con il termine
(destra) e soprattutto con il metodo perché in queste
condizioni
pensare di essere equiparati dal cittadino medio con quel
caravanserraglio di tutto il peggio reazionario è
semplicemente
un suicidio, a meno che non si abbia avuto il compito di gettare
l'ennesima "rete" di contenimento delle spinte ribellistiche. - Quando
si crede in una dottrina politica di riferimento (e si ha il coraggio
di esprimerlo e di muoversi di conseguenza) non si è Destra
ma
si è promotori di una differente realtà
rappresentativa
di un modo di essere, di uno stile di vita. Altrimenti si è
una
delle tante “variabili” di un sistema accettato che
si
chiama democrazia antifascista. - Non si deve essere Stato ma fondatori
di una Comunità Etica rappresentativa della
organicità
tra categorie e competenze in cui il singolo individuo si riconosce
oltre ogni fazione classista, sociale o partitica. La Nazione
rappresenta trascendentalmente un sentimento di appartenenza di Stirpe
formatasi in un percorso culturale e di tradizione che vive se vive il
senso di appartenenza ad un fine comune che è il concetto
stesso
di Civiltà; la coscienza di partecipare – ognuno
per la
sua parte – alla costruzione di una Storia millenaria senza
fine
di continuità identifica chi non é di "destra" ma
si
sente Sociale, Libero e Nazionale. - Voler difendere come Destra la
Chiesa Apostolica Cattolica e Romana non è di per
sé
negativo ma è evidente che pone un limite improponibile per
chiunque intenda muoversi su un piano politico che vuole rimarcare il
predominio della politica e del governo di un popolo a livello
superiore rispetto alla pur rispettabile coscienza etica individuale
che però nel senso di appartenenza comunitario deve avere
una
valenza secondaria. Questa volontà di rimarcare un diretto
collegamento di tipo “confessionale” può
comportare
scelte vincolate da una gerarchia clericale che è
“universalista” e non nazionale e ciò
non è
accettabile a prescindere dalle convinzioni personali di ognuno. - Le
affermazioni sulla "difesa della vita" e le difese d'ufficio contro
eutanasia ed eugenetica sono figlie dirette e legittime del punto
precedente ed hanno lo stesso vizio di forma; ciò significa
l’appiattimento senza condizioni su volontà
egemoniche di
pensiero strettamente religioso che non si conciliano con la
capacità laica di governo e regole di una
Comunità basata
sull’organizzazione ed il controllo delle pulsioni di parte
per
trovare un punto di fusione omogeneo che compatti i molti in un unicum.
- I termini di principio indicati da area destra non si discostano
dalla normale prassi a cui tutti i partiti di
“questa”
repubblica sono costretti a sottostare. Non li discutiamo a prescindere
ma è evidente che chi si vuole porre come ALTERNATIVA al
sistema
e non come ulteriore tassello del sistema stesso dovrebbe essere meno
formale e dare indicazioni di una rivolta allo statu quo per cui
famiglia, diritto alla casa, rifiuto del modello multietnico della
società, autodeterminazione dei Popoli dovrebbero essere
declinate non come le declina la “destra” ma come
le
rivoluziona un modello di sviluppo “terzo” rispetto
alle
filosofie del profitto liberalista o collettivista. - Noi siamo
cittadini italiani di Nazionalità ITALIANA per cui siamo in
grado di concepire il diritto alla cittadinanza per chi vuole essere
individuo che si riconosce nella Comunità organica
riconoscendone le leggi e gli ordinamenti e promuovendo il senso etico
di Stirpe con l’evidente concetto che la
Nazionalità
è regolata dallo Jus sanguinis; questa per evitare di cadere
sia
nella xenofobia spicciola tipiche della destra quanto
nell’indiscriminato senso internazionalista della sinistra. -
Il
problema meridionale per chi non si vuole sentire semplicemente di
“destra” di fatto NON DEVE ESISTERE
perché le
Comunità territoriali sono rappresentative ognuna di una
propria
distinzione ed appartenenza e tutte insieme danno e ricevono nel
riconoscimento più ampio di appartenenza ad un grande e
maggiore
destino che è la NAZIONE. - Non possiamo riconoscerci
nell’angustia del recinto in cui l’appartenenza al
concetto
di “destra” ci imporrebbe di stare laddove non si
dichiara
senza mezzi termini che l’Europa dei Popoli deve avere la
capacità di svincolarsi definitivamente dal laccio
strangolatore
della geopolitica atlantica e sionista e recuperare la piena
sovranità monetaria, economica, politica e militare che deve
avere la partecipazione di tutte le Nazioni da Mediterraneo agli Urali.
In Europa il pensiero della destra italiana è stato chiaro e
chiarito dal suo attuale capo che è Silvio Berlusconi che ha
a
cuore l’inserimento di Israele nell’unione europea;
questo
è inaccettabile per chi ritiene quell’enclave
etnica una
spina nel fianco nel vicino oriente destabilizzante per il nostro
continente e per l’area mediterranea in particolare. Tutto il
resto è discussione accademica. - La destra non
può
parlare di “socializzazione”
dell’economia e dunque
della “socializzazione” anche della stessa
architettura
statuale perché è limitata dai paraocchi
economicisti e
questo è un discrimine che impedisce ogni valutazione
convergente - Chi non è di “destra” ma
si pone in
continuità ideale con il socialismo nazionale rifiuta certo
il
concetto fuorviante di esportazione delle democrazia ma ritiene anche
che si debba parlare di “Dignità del
Lavoro” per il
quale lo scambio di merci deve essere funzionale non alla ricerca del
semplice profitto a tutti i costi di pochi quanto al benessere comune
di tutti e per questo è capace di concepire una autarchia di
mantenimento di questa dignità in cui gli scambi sono alla
pari
con chi è alla pari nello stesso concetto comunitario
rifiutando
a priori ogni contatto ed apertura con chiunque violi questo semplice
disegno civilizzatore. - I concetti che si esprimono dalla destra nel
suo complesso e dunque pedissequamente allineata su posizioni
semplicemente di contrasto alla dirimpettaia
“sinistra” in
un concetto di conflittualità generica e poco attenta alle
necessità dei cittadini nella loro realtà
rispetto al
tema della giustizia, della moralizzazione della politica in senso lato
ed in senso compiuto dimostra quanto sclerotizzato sia il contesto
politico schematico a cui non ci si vuole opporre ma solo "farne
parte". - Ci si limita ad abbaiare alla luna e mentre si dice di voler
contrastare il “bipolarismo” in realtà
sene vuole
far parte integrante appiattendosi non solo come
“termine”
ma anche come sostanza ad una delle due
“polarità”.
Inoltre più che dire basta al
“bipartitismo” si
dovrebbe essere accesamente portatori di un concetto partecipativo che
superi la partitocrazia e questo però è possibile
una
volta ancora se si rifiuta per primi di voler etichettarsi di parte (in
questo caso di DESTRA) rifiutandosi di far parte del meccanismo e delle
regole del gioco imposte da vincitori ai vinti oltre sessanta anni fa.
In conclusione si evince come la nostra concezione legata ad una
precisa dottrina di riferimento di progetto di alternativa al modello
di sviluppo imperante non si può conciliare affatto con chi
vuole ripercorrere una strada senza sbocchi e segnata da un vincolo
fuorviante promosso negli ultimi 35 anni dall'acquiescenza
parlamentarista di una "destra nazionale" missina che ha già
condotto all'errore/orrore dell'abiura di Fiuggi e che ambiguamente si
vuole ripercorrere proprio quando i tempi sono maturi per una
Liberazione Nazionale da ogni schema imposto dagli occupanti anglo
americani e dalla politica atlantista conseguente. Siamo con chi
vorrà rompere gli schemi una volta per tutte e
saprà
recuperare senza infingimenti il valore sacrale di quella Repubblica
Sociale Italiana che ancora deve essere compiuta nel suo intero
percorso progettuale rivoluzionario. Tutto il resto non ci interessa.
Il portavoce pro-tempore del C.S. Socialsmo Nazionale M.C. ![]() UN PATTO DI SOLIDARIETA’È giunto il momento di stabilire un patto di solidarietà tra le generazioni per assicurare a tutti un futuro più sicuro anche dal punto di vista economico. L’argomento previdenza è quello che può rappresentare il momento della saldatura tra classi e generazioni diverse, per cui l’adesione all’iniziativa del Comitato per la Difesa delle Pensioni di Reversibilità (CoDiPeR) non è solo opportuna ma necessaria per garantire un avvenire e la giustizia sociale anche ai più giovani, nel segno della continuità dei diritti della famiglia garantiti dall’articolo 29 della Costituzione. D’altra parte la famiglia è il nucleo fondamentale di una società civile che voglia riconoscersi ed affermarsi come comunità nazionale unita intorno ai valori della tradizione culturale, della lingua, della storia condivisa. L’insensibilità di classi politiche e sindacali occupate soltanto a difendere privilegi fraudolentemente acquisiti, hanno trasformato la società italiana nel suo complesso in un agglomerato di individui alla ricerca di favori e di raccomandazioni. Ma “la nazione” è ben altra cosa; è quella che comprende i dipendenti degli enti pubblici e privati, i lavoratori delle fabbriche e delle officine, che vivono adesso con l’incubo della cassa integrazione e della disoccupazione, i giovani precari senza prospettive di lavoro, i lavoratori part time, il popolo delle partite IVA che cerca di sopravvivere all’usura bancaria, gli studenti che non trovano più nella scuola la soluzione del loro avvenire. In tempi di delirio collettivistico, di corruzione e di degrado morale l’iniziativa intrapresa dal CoDiPeR assume anche una funzione educativa ed un significato simbolico perché rivendica un diritto acquisito tramite versamenti contributivi obbligatori e non certamente una elargizione di tipo assistenziale. In questo contesto occorre fare assegnamento solo sulla forza delle cose e sulla volontà di uomini e donne che vogliono essere ascoltati per ottenere giustizia sulla base di diritti costituzionali violati. L’invito è pertanto quello di sottoscrivere, sostenere e diffondere la petizione presentata dal CoDiPeR ai sensi dell’art. 50 della Costituzione e provvedere ad inviarla direttamente alle presidenze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. (Stelvio Dal Piaz)scarica la petizione |