CENTRO STUDI SOCIALISMO NAZIONALE



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RISPOSTA AD UN APPELLO:

 Camerata Roberto, abbiamo letto il tuo appello e condividiamo totalmente la tua disamina; ciò che rivolgi in ultima istanza nel finale ci troverebbe naturalmente portati a rispondere: Presente !, ma c’è qualcosa che non ci permette – al momento – di essere così perentori e riguarda appunto la scelta “elettoralistica” che seppur in solitudine (e questo almeno fa onore a te ed al movimento che guidi) anche Voi ritenete di fare e che rimane invece per noi indigeribile, soprattutto se si pensa che trattasi di elezioni per un ente come la Regione che come sai rappresenta per la nostra concezione politica un elemento fuorviante l’approdo ad un progetto alternativo di realizzazione dello Stato Nazionale del Lavoro. 

 Insomma per essere schietti come è nostra abitudine; tutto può essere fatto se condiviso sul piano etico, su un codice d’onore a cui attenersi,"margin-left: 20px; margin-right: 20px;" sulla volontà dell’interesse Comunitario e non di fazione e personalistico, ma sempre perseguendo un fine strategico politico e non di mera rappresentanza nelle istituzioni (soprattutto se istituzioni di valore nullo, dal nostro punto di vista, culturalmente e storicamente parlando). 

 Invitiamo a questo proposito - te ed altri che lo volessero – a leggere con attenzione la nostra pagina web relativa alle “Regole Comunitarie" il cui collegamento trovate qui più sotto.

 Perciò la nostra motivazione a invitare all’astensione del voto (per CHIUNQUE, ivi Voi compresi), per le prossime elezioni regionali rimane in tutta la sua valenza di opposizione ad ogni tentativo di “sgretolamento nazionale”. 

 Dopo marzo ed in vista di un’azione prorompente per le elezioni politiche generali del 2013, purché determinata finalmente a dimostrare che c’è ancora chi si sente Popolo Italiano e non “colonia italiota” - e non semplice “testimonianza” - siamo a disposizione per un confronto serrato e senza ipocrisie. 

 Anche con Voi così come con molti altri purché NON sia la solita raffazzonata “convergenza elettorale” dell’ultima ora né la strutturazione di una “area” - e peggio che mai una riserva indiana di “destra” - che di fatto NON esiste. 

Ciò a maggior ragione dopo le dichiarazioni pronunciate da un presidente del consiglio italiota in un parlamento di apolidi per la qual cosa la linea del fronte ora è stata spostata oltre ogni limite della “Terra dei Padri”, e non è più - come in passato – quella che divideva anticomunisti ed antifascisti; che divideva destra e sinistra.

 Oggi ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la linea di combattimento demarca la RESISTENZA NAZIONALE contro l’OCCUPAZIONE; demarca chi vuole rimanere e vuole difendere i diritti suoi e dei Figli da UOMO LIBERO contro chi accetta il ruolo di “COLLABORATORE” (se non peggio !); insomma chi vuole restare sé stesso (nell’ottica di appartenenza ad una Civiltà che NON è quella “occidentale” ma quella della Stirpe millenaria indoeuropea trascendente) e chi accetta di divenire schiavo - consapevole o meno - dell’usura apolide (anch’essa sì millenaria, ma nella sua diabolica espressione materiale). 

 Vogliamo essere sinceri fino in fondo; temiamo che ormai molti abbiano intrapreso strade che tracciano un solco profondo e invalicabile, ed in questo caso mi riferisco ad altre realtà ormai prese nel vortice del “marketing sociale” (o da “pirati della tortuca” come preferiscono indicarsi assomigliando però più ai “corsari” - che agiscono con “lettera di corsa” a scorribande più o meno lecite su procura di un “Potere assoluto” - che ai Ribelli caraibici) e difficile sarà dopo marzo ricolmarlo ma non precludiamo nulla alla provvidenza. 

 Certamente sappiamo pure che sulla linea del fronte potremo trovare invece altri Combattenti che da altro sentiero saranno giunti alla medesima consapevolezza e non avremo timori a continuare la battaglia con chi dimostrerà il suo valore ed avrà in comune con noi il Nemico di fronte alla nostra trincea, anche perché liberatisi finalmente dal falso mito dell’antifascismo ormai appannaggio solo dei servi.

 Questo almeno per quanto riguarda noi del Centro Studi Socialismo Nazionale che non pretendiamo di essere depositari di verità ma rimaniamo fermi nel concetto di mistica del Soldato Politico al servizio della Comunità Identitaria (e non deleteria volontà di protagonismo egoistico nella società dei consumi) in continuità ideale con le espressioni storiche rivoluzionarie socialnazionali da cui traiamo insegnamento e linfa. 

 Eja. 

 Il portavoce nazionale pro-tempore

 Maurizio Canosci










REGOLE COMUNITARIE

Siamo sempre stati convinti che per mettere insieme diverse sensibilità - purché animate da una omogenea volontà di raggiungere un fine condiviso - ci vogliono chiare e sintetiche modalità di convivenza e di capacità di sacrificio. Per questo motivo prendendo spunto dalla superiore Etica di Uomini Veri quali coloro che imposero all'Italia ed al mondo una visione progettuale ancora oggi inarrivabile, noi del Centro Studi Socialismo Nazionale, seppur modestamente, poniamo all'attenzione di altri Soldati Politici - singolarmente presi o già riuniti in una propria realtà e/o raggruppamento - una pagina di

REGOLE COMUNITARIE, di Modus operandi per un patto d'onore, di Codice disciplinare di comportamento

che se condivise potrebbe essere il fulcro di un ORDINE rinascente.


ROMA NON E' MORTA.


Ed ora anche questo 27 gennaio si chiude con la solita sequela di ipocrisie e genuflessioni mentre i problemi reali rimangono tutti inesorabilmente sul tappeto e pesano come macigni sulla vita di milioni di cittadini "non garantiti dal pianto che paga".

Ormai lo scollamento tra i "mandarini" della politica tutta uguale - riverenze e minuetti con chi strangola le Nazioni - ed omologata a destra, al centro ed a sinistra presa solo dalle fibrillazioni elettoralistiche della "democrazia assembleare" per le quali ognuno si sente in diritto di trovare una giustificazione pure etica e morale per nascondere le proprie meschinità di sopravvivenza parassitaria, e il popolo inteso come insieme di individui impegnati nel lavoro (spesso pure precario) quotidiano e con le bollette da pagare inesorabilmente ed i mille sacrifici da imporsi per tirare avanti una famiglia con l'impossibilità materiale di poter dare un futuro degno ai propri figli, diventa sempre più enorme. 

Ma chi se ne frega dei peana e degli struggimenti di queste ore quando comunque in queste ore mille e mille drammi travolgono la vita di milioni di esseri umani che non avendo nessuna "copertura dogmatica" non hanno nessuno che li ascolti - é proprio il caso di dirlo - in "religioso" silenzio ! 

Non stiamo qui a discutere e discernere di storia oggi; siamo qui a puntare il dito accusatorio contro tutti i servi del sistema liberalcapitalista che con la finzione tra destra e sinistra ci prendono letteralmente per il fondo dei pantaloni. Che schifo !

La nostra voce però, fino a che sarà possibile la faremo udire, che piaccia o meno, a tutti, compresi a quelli che blaterano di "fascismo del terzo millennio" e poi si accodano alla carovana del più forte con la scusa di portare acqua alla macina dell'espressione "sociale", mentre non comprendono di fuorviare la gioventù migliore in una minimalistica posizione marginale che tutto é meno che ...........Terza Via. 

Non abbiamo fretta, sappiamo aspettare, sappiamo seminare; i frutti quando verranno saranno dolci per pochi ed amarissimi per molti.

La Redazione

Ringraziamo i Camerati della Comunità associativa Militia di Como per la cameratesca ospitalità riservata al nostro portavoce e per i numerosi partecipanti alla relazione che hanno mostrato interesse all'argomento proposto. Alla prossima. Eja !



Su gentile concessione del Centro Studi denominato “Movimento per gli Studi storici delle Discipline Fasciste e Leniniste Integrate con la geopolitica contemporanea”, denominato M.S.D.F.L.I., (il cui link lo potete raggiungere comodamente dal nostro blog) iniziamo qui una raccolta di elementi utili allo studio e all'approfodimento politico e storico. Cliccando su ogni titolo potrete scaricare il file .pdf dell'argomento. Buona lettura dalla Biblioteca ! : 







Ogni tentativo di ridurre il Fascismo alla funzione di una “destra politica nazional-conservatrice" o neo-tradizionalista deve essere considerato un chiaro disegno volto a diffamare le intenzioni rivoluzionarie mussoliniane, per la difesa di quegli interessi che ne provocarono la sconfitta militare e lo scempio corporeo (Principio Federico Altomonte)