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G E R A R C H I A
bollettino telematico
del
Nicola Bombacci tra i fondatori del P.C.I. a Livorno nel 1921, riconoscendo gli errori del marxismo-leninismo dei Soviet, ritrovò nello spirito socialista nazionale della Repubblica Sociale Italiana nel 1943 nuova linfa rivoluzionaria accettando anche lui il martirio per la Nazione, assassinato dai partigiani - "sicari prezzolati del liberalcapitalismo" - in quel di Dongo nell'aprile del 1945. COMUNICATI STAMPA << Non mi difendo contro accusatori ai quali nego il diritto di accusarmi e di accusare i miei compatrioti. Non mi difendo contro colpe che interessano gli affari interni della Germania, che non devono riguardare gli stranieri. Non protesto contro dichiarazioni che toccano il mio onore e l'onore dell'intero Popolo Tedesco: considero anzi tali rimproveri come titolo d'onore. Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.>>DICHIARAZIONE RESA AL TRIBUNALE DI NORIMBERGA DA RUDOLF HESS. (tratto da www.noreporter.org )
Di fronte a queste parole, oltre ad inchinarci di fronte alla Dignità ed all'Orgoglio di un vero uomo di Milizia, non possiamo che riflettere su ciò che da qui alla fine dell'anno avverrà sul piano politico nazionale, sullo scenario geostrategico mondiale, sulle prospettive di una crisi economico-finanziaria che potrebbe risultare un vero e proprio "tsunami" per l'intero mondo globalizzato.
Noi generazione che non abbiamo potuto, per motivi strettamente anagrafici, vivere la fortuna di lottare accanto agli uomini più grandi della storia millenaria e combattere per gli interessi più profondi delle nostre Genti, ma costretti anzi a fare (male) una serie di errori di gioventù non per le azioni in sé ma per la mancanza strategica di fondo; noi forse oggi siamo chiamati all'ultima adunata per sdebitarci anche con chi é venuto dopo di noi ed ai quali non abbiamo saputo dare altro che la frammentazione di una intera Comunità umana e vecchie e malintese "ruggini" (abile il nemico a creare anche solchi di tipo "personale" con la classica applicazione della "disinformatio" e - spesso - della calunnia !), e soprattutto con chi - prima di noi - ha combattuto nella Grande Guerra Civile Europea con Fede ed Onore e ci ha stimati indicarci come loro "Continuità Ideale".
Per fare questo sarà forse necessario scendere dalle nostre Torri eburnee ed accettare - nella forma, mai nella sostanza ! - alcuni passaggi meno consoni al puro idealismo e più pragmatici ma se certi sacrifici "tattici" avranno il fine strategico di ricomporre una forza di vera Alternativa, di vero Antagonismo, di vera azione rivoluzionaria sociale e nazionale Noi non avremo giustificazioni a tirarci indietro.
Sia chiaro sin da subito, per evitare "male" interpretazioni, che ciò non significherà entrare eventualmente nella mischia in cerca di posti da "fureria" ma volontà di muovere in coscienza sulla linea del fronte come avanguardia ed esempio di lotta e di coerenza ideale.
Siamo fatti così ed altri devono indicare senza ipocrisie se intendono averci al loro fianco o meno; ciò significa che se noi siamo disponibili nell'umiltà di milizia ad accettare alcuni formalismi deve essere corrisposta una purezza sostanziale di progetto e di dichiarato raccordo con le radici più profonde della nostra Storia e Tradizione, a partire dal riconoscimento totale senza "se" e senza "ma" del patrocinio di quella formidabile esperienza statuale che é stata la REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA e la sua ispirazione socialista nazionale a più ampio respiro europeo sancita nella cameratesca Guerra del Sangue contro l'Oro.
Come dire; a noi non dispiace avere il "torcicollo" come viene malamente detto in certi ambienti un poco troppo "borghesi" se questo significa mantenere intatto tutto il patrimonio spirituale proprio di una " mistica" ed anzi rilanciamo il concetto che senza una chiarezza di fondo sul "da dove veniamo" - senza pelose ed ipocrite "prese di distanza" (spesso poi cucinate a mò di..... "spezzatino" !) - non si capirebbe dove "si vuole arrivare" e per noi il punto di approdo é uno solo, lo STATO NAZIONALE DEL LAVORO.
Nell'attesa richiamiamo i nostri lettori alla sintesi che ci appartiene:
Italia, Repubblica, Socializzazione ! M.C.
PECHINO
- Prima il successo sportivo, subito dopo lo sfogo. Gli atleti italiani portano
in alto il nome del Paese, ma poi, lamentano, devono pagare sui premi tasse
molto alte. Soprattutto per chi pratica sport che non sono ricchi come il calcio.
Il primo a sollevare la questione è Francesco D'Aniello, nel tiro a volo. Queste dichiarazioni non fanno onore ad atleti che sono stipendiati dall'amministrazione pubblica (per la maggior parte inseriti nei gruppi sportivi della forze armate e delle forze dell'ordine) e che per la loro "professione" ricevono, sempre a carico dell'amministrazione, oltre gli emolumenti tutti gli strumenti e le infrastrutture necessarie alla pratica della loro disciplina. E' come se i normali operatori - per esempio di polizia giudiziaria - chiedessero conto all'amministrazione pubblica dei proventi che lo stato può incassare dal sequestro di beni patrimoniali confiscati a cosche della criminalità organizzata. Non ci siamo proprio; questo significa non attaccamento al Tricolore ma disarmonia con quanto si intenderebbe rappresentare. Perché questi atleti invece non appoggiano i loro commilitoni nella sacrosanta aspirazione ad avere salari più adeguati e mezzi sufficienti per le necessità di servizio (in Patria e nelle missioni all'estero) !! Tra l'altro il paragone con i calciatori (che certo non apprezziamo per la loro avidità) é improprio perché si tratta comunque di professionisti di aziende private non a carico diretto dell'amministrazione pubblica. Qui si sta perdendo il senso della misura; già lo si é perso accettando di partecipare ad una olimpiade che doveva essere boicottata (ma questo é un vulnus della politica) ma che ora si debba sorbire anche la "presunzione" di chi dovrebbe già essere gratificato da rappresentare la Nazione, di vedersi detassare degli extra guadagni non lo possiamo digerire, in nome e per conto degli italiani che faticano sempre di più ad arrivare a fine del mese e che sono tassati e tartassati senza possibilità di "aiuti governativi". Forse siamo in presenza di una nuova "casta" dopo quella dei politici ! Ci dispiace solo per coloro che in divisa lottano, sudano e rischiano la vita anche per questi loro "colleghi" sulla carta ma privilegiati nella sostanza. La Redazione ….senza tener conto di quanto “costano” a noi contribuenti questi campioni “militari” nella preparazione: spese ingenti per l’acquisto e la “manutenzione” dei “sofisticati” supporti necessari allo sport di alto livello! E lo sport di massa è sempre più dimenticato in questa nostra povera società decadente ! In particolare per quanto riguarda le Forze Armate e i Corpi Armati dello Stato, che si fanno carico della gran parte dello sport nazionale cosiddetto “povero”, quello che è reso del tutto marginale è il fondamentale addestramento psico-fisico dei militari "normali", tanto più necessario per giovani cresciuti in una società “civile”completamente disinteressata alla formazione fisica e sportiva dei propri figli in età evolutiva! M.C.
"Eppur qualcosa si muove" In questo caldo agosto meteorologico che prelude - probabilmente - ad un autunno ancora più bollente in termini sociali la mancanza di ventilazione apparente in realtà sta coprendo ancora per poco dei sommovimenti che potrebbero scuotere a breve l'apatia di molti. A dispetto della scenografia abbagliante dei "ludi" cinesi appena cominciati l'attenzione si sta spostando più verso venti di guerra che di "tregua olimpica"; quanto sta accadendo in Ossezia é la dimostrazione del qualunquismo aggressivo americano che attraverso le sue colonie sparse nel mondo tenta disperatamente l'ultima carta della sopravvivenza a rischio per la crisi economica spaventosa imminente. Per fortuna che nel mondo esiste ancora qualche Nazione con la enne maiuscola in grado di interrompere il triste teatrino dell'acquiescenza internazionale. La decisa reazione di Mosca a difesa del Popolo russo di Ossezia dalle devastanti provocazioni promosse dall'ennesima neo candidata (schiava) NATO, la colonia Georgia, dimostra che ci sono momenti in cui le decisioni diventano "irrevocabili" e che solo l'Europa divenisse padrona politicamente del proprio destino invece di rimanere sottomessa alle mire degli gnomi della tecnocrazia e dell'usura si troverebbe finalmente il modo di riequilibrare una situazione geopolitica - in cui colossi asiatici (Cina e India tanto per intenderci) e una America Latina in forte risorgenza potrebbero ridisegnare il mondo uscito dal perfido accordo di Yalta - che senza cambiamenti di rotta vedrebbe il nostro continente fare la fine del famoso "vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro" di manzoniana memoria. Ecco perché diventa imprescindibile che l'Italia si svegli dando il segnale al resto dell'Europa (come avvenne già nel secolo precedente e come é insita nella Storia millenaria dell'antica Roma "faro del mondo" !) Ecco perché senza voler entrare nel merito di questioni partitocratiche stiamo monitorando con attenzione ciò che muove al di fuori del partito unico PD e PD con la L (prossimo alla sua costituzione ufficiale a gennaio del nuovo anno). Chi ci conosce sa che siamo vaccinati dalla sindrome "democratica" del sistema e crediamo oggi che tutti i partiti rappresentino le comparse del suo teatrino ma ciò non significa non osservare e valutare con attenzione se "qualcosa di muove" nella direzione che da sempre auspichiamo di una decisa presa d'atto del pensiero e della prassi del Socialismo Nazionale come unica reale alternativa alla monocrazia bipartitica e unico possibile antagonismo alla decadenza del modello liberaldemocratico turbocapitalista. E "qualcosa si muove" laddove non te lo aspetteresti: all'interno del partito de "La Destra" si capirà a novembre se le spinte gravitazionali della signora Garnero Santanché di attrazione alla galassia berlusconiade potranno avere successo o saranno stoppate ma intanto c'é un gruppo di uomini e donne che si sono esposti in una sigla interna come "Blocco Sociale Nazionale" che intendono portare la mozione congressuale del senatore Storace ad essere categorica ed inequivocabile nel richiamo ai Valori della Repubblica Sociale Italiana ed al suo progetto tutto futuristico impresso nei noti 18 Punti di Verona. Noi non abbiamo altro che suggerire loro di leggere con attenzione il nostro Manifesto programmatico e la nostra carta dei Valori e di profonderlo a piene mani. Se lo faranno, se Storace - come potrebbe anche succedere (alla fantasia non porre mai limiti) - sapesse portare fino in fondo la sua ABIURA ALLA ABIURA DI FIUGGI, a novembre, con una dichiarazione solenne poi tutto potrebbe accadere; anche che sorga il movimento degli Italiani, il Movimento del "Socialismo Nazionale", il movimento di Liberazione Nazionale. Se ciò rimarrà invece un miraggio del deserto non é detto che si ingrossino comunque le fila della nostra possibile - e forse a questo punto necessaria - nascente "associazione" vera e propria ! Intanto auguriamo a tutti almeno una settimana di meritato riposo per ritemprare il corpo e l'anima. IN ALTO I CUORI M.C. Quello che segue é il documento emerso dalla riunione del 9 Agosto 2008 della componente del Blocco Sociale Nazionale che é composta da tesserati del partito "La Destra", e che lo porrà all'attenzione della mozione congressuale dell'attuale reggente del partito Storace. Molti punti sembrano indicare una chiara volontà di svolta verso l'ispirazione di un Socialismo Nazionale senza "se" e senza "ma" ; bisognerà ora attendere se Storace recepirà in toto il documento e se lo farà suo nella propria ricandidatura alla segreteria del partito. Se così fosse, dopo novembre molti scenari potrebbero cambiare in prospettiva. Diversamente - e ce ne rammaricheremmo senza però disperare - diamo già le chiavi di casa nostra ai Camerati del Blocco Sociale Nazionale perché diventino insieme a noi una vera e propria associazione politica. Non abbiamo bisogno di capi che non ci seguono. Abbiamo bisogno di Uomini che portino in fondo l'Idea. Eja M.C.
Che cosa
significa nella collocazione dei deputati nel Parlamento, la distinzione in
partiti di “centro destra”, di “centro sinistra”, quando tutti hanno in comune
il denominatore «liberismo”? “Destre” e “sinistre” cioè, anche ideologicamente,
partono dallo stesso presupposto, considerano la società dallo stesso angolo
visuale: quello del liberismo. […] In entrambe le soluzioni il lavoratore è
sempre un salariato, un servo, e non può che inchinarsi al volere del
capitalista individuo o del capitalista stato.
<<L’Italia è pronta a
riaprire le sue porte: migliaia di lavoratori extracomunitari potranno a breve
mettersi in regola. Riparte, infatti, la “lotteria delle quote”: subito dopo
l’estate verrà approvato l’atteso decreto flussi 2008. I posti in palio?
170mila. IMMIGRAZIONE O INVASIONE ?
Il fenomeno immigratorio sta assumendo proporzioni
insopportabili sia dal punto dl vista sociale che economico. L’eccessiva
antropizzazione del territorio italiano sta provocando un degrado diffuso ed
invasivo che sfugge ormai ad ogni controllo dl carattere sanitario ed igienico.
Nonostante tutta ciò si continua inesorabilmente a sostenere che gli
immigrati rappresentano una risorsa per la nostra economia. Balle, balle
colossali che una classe politica inetta ed incapace di gestire anche la normale
amministrazione continua a diffondere per giustificare la propria impotenza
nell’affrontare un fenomeno epocale di così vaste proporzioni. In questo
contesto occorre evidenziare anche la gravissima responsabilità dell’apparato
clericale della chiesa cattolica che, con tutte le sue organizzazioni falsamente
“umanitarie” (la Caritas in primis), lucra sfacciatamente sul fenomeno
immigratorio a danno degli italiani. La crisi economica a livello mondiale
provocata dalla speculazione usurocratica dei soliti noti e che sta investendo
pesantemente anche l’Italia, non permette ulteriormente di sostenere le spese
per il mantenimento di queste masse di disperati che approdano nelle spiagge
italiane. Un governo serio e responsabile dovrebbe schierare le unità navali ai
limiti delle nostre acque territoriali per respingere al mittente tutte le
imbarcazioni provenienti dall’Africa settentrionale ( i nostri ministri
continuano a farsi prendere in giro dal beduino libico !). In questi giorni
viene stimato che circa due milioni di africani siano in procinto dì invadere le
nostre coste. E’ questo allarmismo ? No, è una prospettiva reale che, d’altra
parte, é la conseguenza di una politica demografica sbagliata degli ultimi
sessant’anni. Nel merito riportiamo quanto scritto da Mussolini nel 1928 nella
prefazione a “Regresso delle nascite. morte dei popoli”:
A proposito di competenze e collaborazione tra le categorie qualcuno a Palazzo Chigi dovrebbe spiegarci perché non si tratta la soluzione del "Thor" a livello nazionale (a parte l'emergenza Campania il tema interessa comunque tutta la Nazione) che andrebbe pure esportato come brevetto con beneficio di cassa e soddisfazione dei Ricercatori del CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE (forse perché ente nato sotto il periodo del..................."male assoluto" !??!).
CHI SONO Dal sito www.cnr.it – Centro Nazionale per le Ricerche. 07/01/2008 Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’ Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata. Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità. “Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno. Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro. L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno. “Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”. Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”. Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani. Roma, 7 gennaio 2008
La scheda
Ufficio
Stampa Cnr
Rosanna Dassisti
Stato Nazionale del Lavoro Il 30 luglio 1949, il M.S.I. si riuniva a Roma nel secondo congresso nazionale, e qui trovavano integrazione le diverse anime del fascismo stesso: quella repubblicana, quella nazionalista, quella sociale o socialista, quella moderata, conservatrice e monarchica, nella sintesi espressa dal concetto di Stato nazionale del lavoro, ispirato appunto dai presupposti della dottrina sociale del fascismo (LA GRUA, M. ALFREDO LO STATO NAZIONALE DEL LAVORO NELLA VOCAZIONE DEL M.S.I. - PREFAZIONE DI ALFREDO CUCCO - ROMA, TIP. TAMBONE, S.D. (MA C. 1949/50)). Di fronte all'offensiva economicista promossa dal governo Berlusconi non possiamo non pensare che troppe occasioni sono state perse per colpa di miserevoli omuncoli che dimentichi dell'ispirazione di allora hanno lentamente eroso e portato alla (quasi) estinzione l'unica reale possibilità di alternativa all'eutanasia sociale che sta portando la Nazione (quella italiana e più in generale europea) alla sua possibile definitiva scomparsa secondo parametri di (sotto)sviluppo decretati dai vincitori del 1945 e spacciati per "libertà e democrazia". Il verbo del capitalismo più sfrenato, della sperequazione tra Valore Uomo e "fattore di profitto", della speculazione materialista per cui la moneta é idolatrata a dispetto di ogni trascendente spirituale, della prepotenza dell' "avere" rispetto all'umile fatica dell' "Essere" é ormai - sembra - l'unica voce a cui viene dato parossistico ascolto da coloro i quali pretenderebbero di governarci sulla base di una "democrazia mutilata" per cui il Popolo NON PARTECIPA ma semplicemente ratifica con una X (come gli analfabeti) decisioni già prese e per le quali differenze di schieramento in realtà mimetizzano l'unicità dell'imposizione. Ebbene tutto questo può essere fermato, deve essere fermato per noi e per le generazioni future, attraverso una nuova sintesi ed una nuova proposizione di uno Stato Nazionale del Lavoro che trovi nella partecipazione della categorie della produzione la spinta propulsiva a quella elevazione degli individui a Comunità Identitaria che sola può realizzare la sintesi di Nazione Sociale. Occorre innanzitutto rigettare - senza tentennamenti - la anacronistica diatriba destra/sinistra e riproporre il tema Lavoro/Speculazione, abbattere la falsa propaganda capitalismo/anticapitalismo e sovvertire perciò le false ideologie del liberismo e del comunismo in una Terza Opzione che si chiama - e non usiamo perifrasi - Fascismo nel senso compiuto del termine (unione di Fasci, unione di verghe, unione di competenze, conoscenze e professioni manuali, intellettuali, spirituali). Occorre trovare nuove energie per risorgere da quel buco nero che é il falso mito di una "democrazia dell'assemblea" per ritrovare la strada maestra della condivisione non partitica ma pratica di un unico fine, di una unica Volontà, di un unico grandioso progetto di esistenza tra generazioni di medesima Stirpe. Noi vorremmo comprendere tra le debolezze politiche organizzate presenti nel triste scenario della colonia "italya" - che insieme ed unite però potrebbero diventare una grande Forza d'urto - chi veramente ha nell'elevazione del Sangue contro l'oro l'aspirazione a mutare il corso degli eventi. Non ci interessano le sigle; ci interessano i contenuti della lotta, la volontà per perseguirla, la finalità a cui si mira. Tutte le altre beghe di carattere "democratico assembleare" non ci interessano; tutti coloro che ammiccano ad alleanze "tattiche" o con il centrosinistra o con il centrodestra per avere uno strapuntino di rappresentanza dimostrano semplicemente di non avere Strategia Politica ma solo "appetito di potere" e meritano solo infamia. Il problema non é dell' "oggi....................precario" ma del domani che deve tornare ad appartenere alla dignità dell'Uomo e del suo Lavoro. M.C.
Inno nazionale e teste di..............! Lungi da noi l'idea di difendere questa repubblica "nata dalla resistenza", cui siamo costretti ad esserne "cittadini" rimanendo invece per noi la Repubblica Sociale Italiana l'unico vero riferimento identitario di appartenenza ad un senso trascendente di "Nazione", ma é evidente che l'ennesimo attacco da parte del segretario federale della Lega Nord é un altro passo verso quel cammino secessionistico - eterodiretto secondo il nostro modesto parere - che prelude ad uno smembramento in realtà macroregionaliste (Vi ricorda nulla un certo studio a suo tempo presentato dalla Fondazione Agnelli !?!?!?) più utili in un certo contesto di nuovo ordine mondiale; d'altra parte quello che é visibile solo guardando oltre l'Adriatico dovrebbe far riflettere. Perciò non ci interessa nulla di per sé dell'attacco all'inno di Mameli (peraltro comunque cantato anche in RSI) e sulla risibilità delle solite fanfaronate del bauscia padano che non essendo molto acculturato ha pure travisato il senso compiuto della strofa ".....ché schiava di Roma Iddio La creò"...... (riferito alla Vittoria che é il vero soggetto della strofa !), tra l'altro scordandosi che nel testo c'é un riferimento di omaggio anche a Legnano (e paradossalmente dunque ante litteram ai seguaci del carroccio). Ci interessa molto di più denunciare che questa italya, colonia da sessantanni degli uss-ionisti e perciò realmente schiava degli interessi della usurocrazia apolide, é arrivata ormai al capolinea anche come entità statuale pronta ad essere spezzettata in più realtà amministrative meglio adattabili alle esigenze del padrone planetario. C'é poco altro da aggiungere se non di richiamare una volta di più gli Uomini Liberi - coloro che intendono il socialismo nazionale vera ed unica alternativa al mondo decadente - alla unione pronti a "........stringersi a coorte", perché non é detto che in uno scenario para secessionista essere branchi di lupi affamati di onore e fedeltà non possa essere un viatico per una nuova risorgenza nazionale. MALA TEMPORA CURRUNT ! M.C.
Con tutto ...........il dispetto ! Con tutto il....................dispetto che proviamo per questa sedicente repubblica delle banane (e facciamo un torto alle banane !); per tutti i micropartiti che -affannosamente ormai - si dichiarano eredi di ben altra Nazione e ben altra Repubblica mentre razzolano malissimo come suini dietro al "porcaro" di turno e non hanno nemmeno la minima vergogna della loro incoerenza (quanti strali contro Fiuggi e il suo traghettatore ma alla fine lui é la terza carica di questo stato mentre i suddetti difficilmente riusciranno a diventare uscieri di terzo livello !); per i soloni di turno e i ricercatori ...................dell'arca perduta indagatori della Storia secondo loro necessità che si dipingono come filosofi di "destra radicale" (che brutta parola, che intreccio verbale di così opposti significati !); per quei giornali che dovevano essere punta di lancia di rivolta italica ed appaiono sempre più simili al "manifesto" di cazzeggio eterno. Con tutto il.............dispetto che proviamo ormai ci siamo rotti, da maledetti toscani, i bischeri e probabilmente manderemo tutti a farsi fottere perché sta diventando inutile anche solo pensare di trovare , non diciamo Camerati di trincea o Compagni di lotta, ma consimili con cui sperare di essere avanguardia. Qui si pensa, tutt'al più, alla.........................fureria e vettovagliamento delle linee di retroguardia per vedere se si racimola qualche salame o prosciutto irrancidito. La commare Alessandra almeno é stata la più lesta a ....................fare la mossa !!! Ci dispiace molto per i giovani ancora sani che rischiano - come già successe a noi in anni ahimé passati - di seguire presunti "capi" che poco hanno da spartire con quei Giganti della Storia a cui spesso si richiamano con ipocrisia; ma così deve essere forse per crescere, sbattere da soli la testa contro i muri sperando sempre in Dio (o negli Dei) di non rompersela irrimediabilmente A quei giovani - e solo a loro - daremo comunque e sempre il nostro consiglio e suggerimento se vorranno e per quello che potrà servire. Per cui é probabile che sul finire di questo 2008 questo sito di riferimento chiuderà i battenti. Perché pare proprio che abbia ragione ancora una volta l'Eretico Paolo (che vogliamo insistere a continuare a seguire sulla linea retta dell'Ideale); MAI PIU' SENZA FUCILE !!! Eja M.C:
CITTADINANZA E NAZIONALITA’.
Il manifesto che riproduciamo non é presuntuosamente rivolto solo a noi ma intende richiamare l'attenzione su quanto sta avvenendo in questo ultimo periodo nel contesto politico italiano a seguito di elezioni "dopate" da una legge porcata (secondo la definizione del suo stesso autore, in arte Calderoli) che ha posto avanti gli occhi di tutti le prove tecniche di un "Regime" vero e proprio dove i padroni del vapore e le loro finalità sono chiare ed inequivocabili. Le repressione "democratica" sarà sempre più invasiva, l' antagonismo al modello di sviluppo liberista sarà sempre più considerato non ammissibile, la giustizia sociale diventerà parola proibita, la "normalizzazione" istituzionale prevede che un rinnovato "arco costituzionale" sia circoscritto in termini ristrettivi al............................"centromediano metodista" senza "ali sulle fasce" (per dirla in termini calcistici forse più comprensibili da parte dell'italiano medio assuefatto e rincoglionito dal "dio pallone" !). Chi esce dal seminato non solo non può nemmeno contare su rappresentanze parlamentari ma addirittura in microcosmi partitici viene "espulso" da gruppi dirigenti che non si capisce neanche più come si siano posti in tale ordine gerarchico. Fortunatamente fioriscono iniziative, diciamo spontaneistiche, di associazionismo militante - di cui, lasciatecelo dire, noi siamo stati tra i primi promotori - che intendono abbattere "le barriere" (come recita anche un manifesto di presentazione di una nuova iniziativa milanese) di una partitocrazia in fase terminale che potrà resistere solo con l'ausilio di apparati polizieschi e militarizzati. Queste "barriere" da abbattere per noi riguardano anche il concetto "destra/sinistra" (e non é da oggi che insistiamo sul tema) e sul concetto "anti" che - come leggiamo da altri autori - é più un segnale di impotenza che un segnale di rivolta. E' questa una problematica però tutta interna al variegato mondo di una "sinistra radicale" che prima ha da risolvere in sé stessa; se riusciranno a smetterla con il "richiamo della foresta" pseudo resistenziale bene, potremo fare fronte comune; se rimarranno prigionieri di "miti" indigeribili peggio per loro. Nemici per sempre con chi già in passato é stato sicario prezzolato del liberalcapitalismo anglo-americano ! Ebbene crediamo che al momento tutte le iniziative (a partire da "Casa Pound Italia", "Comunità in Movimento", "Laboratori Politici" e - perdonateci l'autocitazione - "Socialismo Nazionale"; ma non scordiamo "Continuità Ideale R.S.I.", "Sinistra Nazionale" ed altre realtà meno conosciute) di tipo associazionistico politico-culturale siano benedette in questa fase ma risulta evidente da subito che in un momento successivo queste realtà, piccole o grandi che siano dove non conta tanto la quantità quanto la qualità degli Uomini Liberi che in esse operano, avranno e dovranno trovare il momento di conoscersi, confrontarsi e creare qualcosa di più grande e di più rivoluzionario. Siamo più convinti di ieri che il termine "Soldato Politico" non sia un termine vuoto e retorico ma perché esso si possa esprimere nella sua compiutezza é giunto il momento di rompere le catene dell'ovvio e riprendere - zaino in spalla - la marcia di quella guerra "del Sangue contro l'oro" che ancora non é terminata; noi ci siamo, agli altri "camerati di trincea e compagni di lotta" delle altre realtà associative offriamo la mente, il braccio ed il cuore. Aspettiamo con altrettanta lealtà, onore e fraternità reciproca disponibilità per la Liberazione Nazionale dell'Italia (e, con essa, dell'Europa dei Popoli). In Alto i Cuori Maurizio Canosci
LA CONFRATERNITA DEI CRETINI
Stelvio Dal Piaz
E' arrivata la bufera; ed ora LIBERAZIONE NAZIONALE dal Regime Berlustroniano ! Con la fiducia ottenuta alle camere il governo Berlusconi - di fatto - entra nella pienezza dei suoi poteri e delle sue prerogative. Da quanto emerso durante il dibattito appare evidente che l'Italia é destinata inesorabilmente ad essere eterodiretta dalla cupola plutocratica che senza più colpo a ferire ha trovato la quadratura del cerchio attraverso il controllo di una maggioranza asservita e prona alle sue direttive (dalla politica estera alla politica economico-finanziaria) ed una pseudo opposizione pronta nella sua parte in teatro di "compiuta democrazia dell'alternanza" (con tanto di governo-ombra) e naturalmente complice - pure palese - delle politiche anti sociali in procinto di essere varate. Politiche "impopolari" - come definito nella sua replica al senato dallo stesso Berlusconi - che da qui ai prossimi mesi introdurranno nella realtà anche in questo povero "paese" il coltello in profondità delle già vaste piaghe della dissoluzione di qualunque mero ricordo di quello Stato etico, identitario e profondamente solidale le cui tracce provenienti dallo Stato Nazionale del Lavoro dell'opera fascista ancora rimanevano, pur labili, nel burocratismo clientelare della "repubblica" nata dalla "resistenza" (cioé occupata dalla forze del liberalcapitalismo anglosassone). D'altra parte la vera opposizione popolare, che pure esisterebbe se é vero come é vero che comunque milioni di italiani o non hanno votato o hanno votato per forze esterne al "veltrusconismo" (anche se imbelli alla prova delle urne), non ha voce nella misura in cui non esiste più un punto di riferimento vero, concreto, ribelle e antagonista degno di tale nome e perciò i "servi dei banchieri" avranno gioco facile a passare sopra i cadaveri degli uomini e delle donne di quella che fu - a suo tempo - la Nazione italiana. La situazione d'indebitamento che va rasentando il confine della povertà di milioni e milioni di famiglie d'altra parte é voluta proprio per piegare la schiena di chiunque osi provare a lamentarsi perché é più facile rendere schiavi gli uomini sotto il giogo dell'indigenza e della necessità di sopravvivenza quotidiana. Questo é anche il risultato dell'incapacità di molti di non aver saputo per tempo scrollarsi di dosso la ruggine e l'acredine - spesso anche di tipo personale - accumulata anni addietro tra gli uomini della rivoluzione nazionale; rivoluzione nazionale travisata, per tante necessità e più spesso per biechi opportunismi, in collusione con il nemico atlantico ma - lasciatemelo dire - soprattutto per l'ottusità di una sinistra che ha vissuto sulla rendita di posizione del mito "antifascista" che - e noi ne siamo altroché compiaciuti - é miseramente imploso su sé stesso non avendo alcun supporto morale né dignità militare. Ora é arrivato il "redde rationem" per tutti coloro che intendono dimostrare a sé stessi, prima ancora che ai connazionali, di essere di altra pasta, di essere di altra "razza" (se il termine non é ancora - forse per poco - censurabile definitivamente !); il socialismo nazionale non può e non deve rimanere solo un esercizio dialettico in cui specchiarsi. Deve diventare azione progettuale, programmatica e, soprattutto, operativa nella speranza di quei milioni di italiani che hanno rifiutato di firmare una cambiale in bianco e Berlusconi ed al suo nuovo compagno di merenda Veltroni. Maurizio Canosci
BERLUSCONIA I risultati delle ultime elezioni politiche hanno dato una violenta accelerazione all’avvicinamento dell’Italia al sistema di vita e di organizzazione sociale nord americano. Gli effetti saranno soprattutto visibili nel campo del lavoro la cui protezione sociale e previdenziale subirà cambiamenti che porteranno in tempi brevi ad una regressione storica della condizione dei lavoratori. Uno dei provvedimenti che troveranno immediata attuazione sarà la detassazione degli straordinari, provvedimento che metterà in moto un meccanismo perverso di complicità tra il datore di lavoro ed il lavoratore stesso che, stretto dalla necessità di sopravvivenza per il deteriorarsi del potere dì acquisto della sua retribuzione, sarà sempre più disponibile ad allargare il suo orario di lavoro. Lo straordinario diverrà così una consuetudine e non più un evento eccezionale. Nel merito occorre anche considerare gli effetti evidenziati dalla curva gaussiana sulla capacità di attenzione del lavoratore con il prolungarsi dell’orario e, quindi, con il rischio di vedere ulteriormente aumentati gli incidenti sul luogo dì lavoro. Senza tenere conto che la maggioranza dei lavoratori pubblici e privati, quando inizia la sua attività lavorativa, ha già alle spalle un orario supplementare di viaggio spesso sopportato in condizioni di estremo disagio. Occorre, viceversa, riprendere in esame il ripristino del punto di contingenza legato all’aumento reale del costo della vita se si vogliono effettivamente difendere i salari e gli stipendi dei lavoratori e dei pensionati. Il ripristino della contingenza deve però essere detassato - questo sì - come era stato in origine ai sensi dell’art. 1, terzo comma, lettera E della legge 324/59, perché é illegittimo ed illogico quanto sostenuto dall’1-1-1974 dalla Amministrazione finanziaria circa i criteri applicativi derivanti dalla sinallagmaticità del contratto di lavoro o di quiescenza. Amministrazione che invoca in maniera punitiva un nesso di reciprocità che lega le prestazioni contrattuali alle prestazioni corrispettive. Nel caso specifico, viceversa, la contingenza (o indennità integrativa speciale a seconda dei contratti pubblici o privati ) è una variabile dipendente non dalla prestazione contrattuale, ma dal modificarsi del “costo della vita” calcolato sulla base di parametri fissati dalla normativa in vigore nel periodo considerato. Quindi, nel ca1colo dei compensi ed emolumenti percepiti nel periodo di imposta, il variare della contingenza o della indennità integrativa speciale, comporta solo una modificazione del valore numerario che lascia però inalterato il reddito reale percepito dal lavoratore dipendente o dal pensionato quale corrispettivo contrattuale della quantità e qualità delle sue prestazioni o dei suoi diritti di quiescenza. E’ innegabile che l’ IRPEF sia Imposta personale che va a colpire l’ammontare del reddito da lavoro o di quiescenza, questo sì legato a1 nesso diretto delle prestazioni previste contrattualmente o ai diritti di quiescenza. Tale assunto dimostra senza ombra di dubbio la natura solo risarcitoria della contingenza o della indennità integrativa speciale e non certamente reddituale. Sì tratta, in sostanza, di riaffermare un principio che renda giustizia alla categoria dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, considerando - tra l’altro - che la tassazione della parte risarcitoria provoca conseguentemente effetti inflattivi a catena, per cui lo Stato gabelliere liberal liberista diventa esso stesso ente moltiplicatore di inflazione. Dalla nuova “berlusconia” potremo attenderci un atto di equità e di giustizia sociale ? Visti i precedenti non nutriamo alcuna fiducia anche perché solo uno Stato Nazionale del Lavoro fondato su di una economia socializzata potrà risolvere i problemi essenziali dei lavoratori e dei pensionati Stelvio Dal Piaz
INFANTILISMO POLITICO La sinistra italiana nelle sue varie componenti di cultura marxiana e clericale è afflitta da un perdurante infantilismo che si manifesta soprattutto quando essa perde le posizioni di potere. Ritenendosi depositaria delle verità assolute non riesce ad analizzare serenamente le cause delle sue sconfitte ed attribuisce agli altri nonché al destino cinico e baro i motivi dei suoi insuccessi. Mai un atto di umiltà e dl indagine introspettiva per capire e maturare anche politicamente. Il grave episodio di Verona in cui alcuni giovani “teppisti conformi” (per dirla alla Franco Freda), espressione di questa società violenta e senza valori positivi di riferimento, hanno per futili motivi barbaramente picchiato altri giovani fra cui uno é poi deceduto probabilmente per le percosse ricevute, ha scatenato gli istinti ancestrali dei sinistri di tutte le varie parrocchie che, poverini. sono afflitti in maniera patologica e ricorrente dall’incubo di un fascismo di ritorno. In tale contesto essi sono entrati immediatamente in “regressione”, termine psicoanalitico che indica un processo di involuzione per il quale, quella che Freud indica come “energia lipidica”, ritorna a stadi precedentemente vissuti e superati e tutto questo per sfuggire alle frustrazioni. E’ innegabile che essi vivano attualmente in uno stato di deprimente frustrazione a causa dell’infausto esito elettorale che non sono ancora riusciti a metabolizzare. Ed allora quale occasione migliore per scaricare le loro tensioni interiori se non attribuire una collocazione politica (di chiara marca fascista naturalmente !) a dei delinquenti senza idee e senza chiari riferimenti dottrinari e culturali se non di eventuale emulazione omologante mal interpretata ? Il deplorevole episodio di Verona si è presentato alla loro psiche malata come il classico “cacio sui maccheroni". Anche i media della cosiddetta borghesia benpensante nonché liberal democratica, non hanno rinunciato, nella circostanza, ad intingere la penna nel velenoso calamaio dell’antifascismo militante. Mi permetto, da fascista vero ed autentico (a differenza di meschine controfigure alla Ciarrapico o alla Alessandra Nipotini), lanciare un appello a questi inguaribili sinistri in permanente stato di mobilitazione antifascista: desidererei di potermi confrontare civilmente, sul piano culturale e dottrinario, con degli avversari normali, psicologicamente sani ed equilibrati, ricordando loro che - sempre secondo Freud - i processi di “regressione” hanno una parte importantissima nella genesi delle nevrosi e delle psicosi. Stelvio Dal Piaz
PLUTOCRAZIA E LAVORO
Stelvio Dal Piaz Franco Freda su Verona: " Non é un episodio di estremismo politico, né di estremismo in genere, ma di insania..........Teppisti conformi...............scarti della vuotezza patologica della società odierna................." Fine della storia.
C.V.D. Come volevasi dimostrare. Il carnevale é finito e i problemi interni rimangono tutti e per di più, nel contesto di una crisi economico-finanziaria internazionale i cui effetti saranno devastanti e duraturi nel tempo. Una cosa va sottolineata: le logge massoniche laiche e confessionali hanno praticamente conquistato il potere assoluto com'é nel loro disegno strategico, governo ed opposizione. In sostanza il paese Italia, risulta adesso ancora più americanizzato. Negli ultimi giorni di campagna elettorale i due contendenti (si fa per dire !) hanno superato in promesse anche le iperbole della Vanna Marchi. Nel contesto di queste elezioni una cosa ci ha fatto enormemente piacere: la dissolvenza definitiva, ingloriosa e secondo lo stile "badogliano" di alleanza nazionale i cui vertici, nella circostanza, non hanno avuto il coraggio di farsi contare. Tutti ricordano la reazione del prode Gianfranco quando Berlusconi annunciò improvvisamente in piazza S.Babila a Milano la nascita del nuovo soggetto politico. Il capo degli an-ali rivendicò storia ed identità della sua "creatura malnata" usando, nei confronti del cavaliere, parole di fuoco. A distanza di pochi giorni, caduto il governo Prodi, cenere sulla testa, coda tra le gambe e ritorno meschino sotto l'ala protettrice dello sponsor che, giustamente, per concedere generosamente una quota di poltrone, ha preteso atto pubblico di sottomissione. Che razza di individui ! Inaffidabili e vigliacchetti anche. Non rimane che augurar loro: buon appetito ! Stelvio Dal Piaz
INDIVIDUATO IL NEMICO Abbiamo sempre pronunciato senza parafrasi che quando si combatte una guerra occorre innanzitutto individuare il nemico che si vuole sconfiggere: ebbene l'apertura ufficiale della campagna elettorale del "popolo della libertà" ha sancito senza ombra di dubbio che occorre considerare il nemico più pericoloso per la "Gens Italica" il partito che ha nel suo dna l'appartenenza dichiarata alla cosiddetta "civiltà ebraico-cristiana" (Fini dixit), la confermata sudditanza al progetto "occidentale ed atlantico" e "il liberalismo e l'illuminismo come faro della sua proposizione sociale di mercato" (Berlusconi dixit). Di fronte a queste dichiarazioni ufficiali non ci interessa null'altro, non ci importa nulla dei nomi e dei cognomi che fanno parte di questo disegno perché rimane evidente che quella guerra del "Sangue contro l'oro" iniziata (per quanto attiene ai tempi moderni) - in armi - nel 1939 e conclusasi provvisoriamente nel 1945 rimane aperta - politicamente, culturalmente, eticamente - da qui fino al totale annientamento o nostro o loro. E' importante non avere tentennamenti perché occorre comprendere che gli adoratori del vitello d'oro non vorranno fare prigionieri così come é evidente che fino a quando rimarrà in piedi solo e soltanto uno di noi militi dell' Umanesimo del Lavoro i servi dell'usurocrazia apolide sapranno di dovere temere sempre il peggio, la loro sconfitta. E non conta avere una "rappresentanza parlamentare", avere una visibilità "istituzionale e democratica", avere "mezzi". Conterà molto di più "ESSERE": "essere" uomini liberi; "essere" comunità pronta al sacrificio ed alla unità (fascio) di intendimenti e di trascendenza spirituale; "essere" guerriglieri dell'Idea arcaica e tradizionale dell'appartenenza ad una Stirpe.
Dunque che trascorrano pure questi ultimi giorni di agonia; noi lupi siamo abituati a seguire la preda sfiancata per mille e mille miglia ma sappiamo essere pronti nell'abbatterla. Continuiamo a seguire il sentiero sovrapponendo i nostri passi, non sapranno nemmeno quanti siamo, e perseveriamo nella notte lunga a tenere aperti i nostro occhi di fuoco. Lungo il cammino altre prede incontreremo che possono chiamarsi, di volta in volta, "partito x", "partito y", "partito z"; se necessario anche a loro un morso e via ma attenzione a non distrarre da noi l'agguato al nemico giurato, il "turbocapitalismo usuraio apolide", che é rappresentato nel peggior modo dalla "destra economicista filo atlantica" indipendentemente sotto quali spoglie (simboli) elettorali si nasconde. Ne va della sopravvivenza - fisica e metafisica - della nostra Civiltà, quella indo-europea. La Redazione
Perché insistiamo con il "Me ne frego ! ". "Me ne frego ! ", motto immarcescibile del più puro squadrismo, é più che mai attuale in questa travagliata situazione politica in cui la cosiddetta "seconda" repubblica (in realtà é semplicemente l'agonia della "prima", nata dalla resistenza alleata degli interessi plutocratici) speriamo si affossi una volta per tutte. Ed il "me ne frego" é a tutto campo nel senso più ampio del termine dovendo e volendo colpire ogni espressione politica prona e supina al gioco perverso della democrazia assembleare partitocratica, senza sconti per nessuno; a partire da certi gruppi politici che credono di vedere nel "centro-destra" una nuova patria andandosi a prostituire per un piatto di lenticchie, tutti i fulminati sulla via di Arcore, che aggiungono al difetto di cui sopra pure la perseverante ostinazione di diventare truppe cammellate del cavaliere "azzurro"; e non ci vengano a turlupinare con i punti programmatici sul sociale (quali poi ?!) perché é come pensare di diminuire la siccità nel deserto sahariano con una goccia di piscio di cammello ! Non possiamo dunque che insistere con il "me ne frego" pertanto fino a che non si profili all'orizzonte un gruppo dirigente, una personalità carismatica che all'ordine del giorno di un possibile programma di alternativa all'attuale sistema politico servo dei "liberatori" di ieri abbia il coraggio di esprimere con chiarezza punti fondamentali quali: - abolizione della "Casta" politica - riforma del parlamento in ossequio alla rappresentanza delle categorie del Lavoro - ricusazione dell'alleanza militare con gli Stati Uniti d'America - nazionalizzazione della Banca d'Italia e delle aziende operanti in settori strategici per l'interesse nazionale. - socializzazione delle imprese - educazione nazionale centrale solo per citarne alcuni. E su questi temi (ma basta ed avanza il tema della ricusazione del "padrinato" a stelle e strisce ! da cui dipendono a cascata molte altre cose) crediamo proprio che né a "sinistra", né tra i "liberali", né al "centro" si possano trovare interlocutori affidabili, a meno che qualcuno non sposi i nostri concetti non tanto perché "Destra" (brutta parola mal digerita anche prima !) ma perché si ritrova nel progetto originario sociale e nazionale. Il resto é solo confusione e finto "celodurismo". Noi a tutto questo preferiamo la COERENZA e la Continuità Ideale con il giuramento all'unica entità nazionale che ETICAMENTE riconosciamo: la Repubblica Sociale Italiana. Maurizio Canosci
PARLARE A VANVERA Non pensavo che la mia riflessione (e non una critica com’era ben specificato !) sul cambiamento del sottotitolo del quotidiano ‘RINASCITA’ potesse scatenare interventi così accesi, insistenti, polemici, ed anche non pertinenti. Mi ero solo soffermato sul fatto che, sul piano strettamente mediatico, il messaggio assumeva una valenza diversa, partendo anche dalla considerazione della scarsa e superficiale cultura politica degli italiani. Non é certamente colpa mia se attualmente il termine “sinistra” evoca immagini, persone e movimenti percepiti negativamente dalla maggioranza delle persone, termine che - sempre allo stato delle cose - non é sufficientemente temperato dall’aggettivazione “nazionale”. Per la verità e per dirla come la cosa sia effettivamente avvenuta, io non mi ero accorto del cambiamento che, viceversa, mi é stato fatto notare da altre persone alle quali passo il giornale come mezzo di comunicazione e di propaganda (come consiglia lo stesso Direttore Gaudenzi in un suo editoriale e cosa che io utilizzo da sempre abitualmente). E’ stata soprattutto la rea |