alla tana

G E R A R C H I A 

bollettino telematico del 

 

Nicola Bombacci tra i fondatori del P.C.I. a Livorno nel 1921, riconoscendo gli errori del marxismo-leninismo dei Soviet, ritrovò nello spirito socialista nazionale della Repubblica Sociale Italiana nel 1943 nuova linfa rivoluzionaria accettando anche lui il martirio per la Nazione, assassinato dai partigiani - "sicari prezzolati del liberalcapitalismo" -  in quel di Dongo nell'aprile del 1945.

CIRCOLARI

COMUNICATI  STAMPA

<<Non mi difendo contro accusatori ai quali nego il diritto di accusarmi e di accusare i miei compatrioti. Non mi difendo contro colpe che interessano gli affari interni della Germania, che non devono riguardare gli stranieri. Non protesto contro dichiarazioni che toccano il mio onore e l'onore dell'intero Popolo Tedesco: considero anzi tali rimproveri come titolo d'onore. Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita a fianco di uno degli uomini più grandi che il mio popolo abbia espresso nel corso della storia millenaria. Anche se lo potessi, non vorrei cancellare questo periodo della mia esistenza. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare agirei nello stesso modo: anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all'Onnipotente. E' a lui che debbo rendere conto e so che mi assolverà.>>

DICHIARAZIONE RESA AL TRIBUNALE DI NORIMBERGA DA RUDOLF HESS. (tratto da www.noreporter.org )

 

Di fronte a queste parole, oltre ad inchinarci di fronte alla Dignità ed all'Orgoglio di un vero uomo di Milizia, non possiamo che riflettere su ciò che da qui alla fine dell'anno avverrà sul piano politico nazionale, sullo scenario geostrategico mondiale, sulle prospettive di una crisi economico-finanziaria che potrebbe risultare un vero e proprio "tsunami" per l'intero mondo globalizzato.

 

Noi generazione che non abbiamo potuto, per motivi strettamente anagrafici, vivere la fortuna di lottare accanto agli uomini più grandi della storia millenaria e combattere per gli interessi più profondi delle nostre Genti, ma costretti anzi a fare (male) una serie di errori di gioventù non per le azioni in sé ma per la mancanza strategica di fondo; noi forse oggi siamo chiamati all'ultima adunata per sdebitarci anche con chi é venuto dopo di noi ed ai quali non abbiamo saputo dare altro che la frammentazione di una intera Comunità umana e vecchie e malintese "ruggini" (abile il nemico a creare anche solchi di tipo "personale" con la classica applicazione della "disinformatio" e - spesso - della calunnia !), e soprattutto con chi - prima di noi - ha combattuto nella Grande Guerra Civile Europea con Fede ed Onore e ci ha stimati indicarci come loro "Continuità Ideale".

 

Per fare questo sarà forse necessario scendere dalle nostre Torri eburnee ed accettare - nella forma, mai nella sostanza ! - alcuni passaggi meno consoni al puro idealismo e più pragmatici ma se certi sacrifici "tattici" avranno il fine strategico di ricomporre una forza di vera Alternativa, di vero Antagonismo, di vera azione rivoluzionaria sociale e nazionale Noi non avremo giustificazioni a tirarci indietro.

 

Sia chiaro sin da subito, per evitare "male" interpretazioni, che ciò non significherà entrare eventualmente nella mischia in cerca di posti da "fureria" ma volontà di muovere in coscienza sulla linea del fronte come avanguardia ed esempio di lotta e di coerenza ideale.

 

Siamo fatti così ed altri devono indicare senza ipocrisie se intendono averci al loro fianco o meno; ciò significa che se noi siamo disponibili nell'umiltà di milizia ad accettare alcuni formalismi deve essere corrisposta una purezza sostanziale di progetto e di dichiarato raccordo con le radici più profonde della nostra Storia e Tradizione, a partire dal riconoscimento totale senza "se" e senza "ma" del patrocinio di quella formidabile esperienza statuale che é stata la REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA e la sua ispirazione socialista nazionale a più ampio respiro europeo sancita nella cameratesca Guerra del Sangue contro l'Oro.

 

Come dire; a noi non dispiace avere il "torcicollo" come viene malamente detto in certi ambienti un poco troppo "borghesi" se questo significa mantenere intatto tutto il patrimonio spirituale proprio di una " mistica" ed anzi rilanciamo il concetto che senza una chiarezza di fondo sul "da dove veniamo" - senza pelose ed ipocrite "prese di distanza" (spesso poi cucinate a mò di..... "spezzatino" !) - non si capirebbe dove "si vuole arrivare" e per noi il punto di approdo é uno solo, lo STATO NAZIONALE DEL LAVORO.

 

Nell'attesa richiamiamo i nostri lettori alla sintesi che ci appartiene:

 

Italia, Repubblica, Socializzazione !

M.C.

 

PECHINO - Prima il successo sportivo, subito dopo lo sfogo. Gli atleti italiani portano in alto il nome del Paese, ma poi, lamentano, devono pagare sui premi tasse molto alte. Soprattutto per chi pratica sport che non sono ricchi come il calcio. Il primo a sollevare la questione è Francesco D'Aniello, nel tiro a volo.

Lo appoggia Valentina Vezzali
. "La medaglia olimpica arriva una volta ogni quattro anni e con lei anche il premio in denaro: io di tasse ne pago tante, non chiedo privilegi - dice la Vezzali - Ma ai Giochi contribuiamo a fare grande l'Italia, e poi il premio è un riconoscimento una tantum a quattro anni di lavoro. Noi non siamo come i calciatori, i nostri guadagni non sono stratosferici: sarebbe giusto detassare i premi per le medaglie olimpiche, e non versarne la metà".
 

Queste dichiarazioni non fanno onore ad atleti che sono stipendiati dall'amministrazione pubblica (per la maggior parte inseriti nei gruppi sportivi della forze armate e delle forze dell'ordine) e che per la loro "professione" ricevono, sempre a carico dell'amministrazione, oltre gli emolumenti tutti gli strumenti e le infrastrutture necessarie alla pratica della loro disciplina. E' come se i normali operatori - per esempio di polizia giudiziaria - chiedessero conto all'amministrazione pubblica dei proventi che lo stato può incassare dal sequestro di beni patrimoniali confiscati a cosche della criminalità organizzata. Non ci siamo proprio; questo significa non attaccamento al Tricolore ma disarmonia con quanto si intenderebbe rappresentare. Perché questi atleti invece non appoggiano i loro commilitoni nella sacrosanta aspirazione ad avere salari più adeguati e mezzi sufficienti per le necessità di servizio (in Patria e nelle missioni all'estero) !!

Tra l'altro il paragone con i calciatori (che certo non apprezziamo per la loro avidità) é improprio perché si tratta comunque di professionisti di aziende private non a carico diretto dell'amministrazione pubblica.

Qui si sta perdendo il senso della misura; già lo si é perso accettando di partecipare ad una olimpiade che doveva essere boicottata (ma questo é un vulnus della politica) ma che ora si debba sorbire anche la "presunzione" di chi dovrebbe già essere gratificato da rappresentare la Nazione, di vedersi detassare degli extra guadagni non lo possiamo digerire, in nome e per conto degli italiani che faticano sempre di più ad arrivare a fine del mese e che sono tassati e tartassati  senza possibilità di "aiuti governativi".

Forse siamo in presenza di una nuova "casta" dopo quella dei politici ! Ci dispiace solo per coloro che in divisa lottano, sudano e rischiano la vita anche per questi loro "colleghi" sulla carta ma privilegiati nella sostanza.

La Redazione

….senza tener conto di quanto “costano” a noi contribuenti questi campioni “militari” nella preparazione: spese ingenti  per l’acquisto e la “manutenzione” dei “sofisticati” supporti necessari allo sport di alto livello!

E lo sport di massa è sempre più dimenticato in questa nostra povera società decadente !

In particolare per quanto riguarda le Forze Armate e i Corpi Armati dello Stato, che si fanno carico della gran parte dello sport nazionale cosiddetto “povero”, quello che è reso del tutto marginale è il fondamentale addestramento psico-fisico dei militari "normali", tanto più necessario per giovani cresciuti in una società “civile”completamente disinteressata  alla formazione fisica e sportiva dei propri figli in età evolutiva!

M.C.

"Eppur qualcosa si muove"

In questo caldo agosto meteorologico che prelude - probabilmente - ad un autunno ancora più bollente in termini sociali la mancanza di ventilazione apparente in realtà sta coprendo ancora per poco dei sommovimenti che potrebbero scuotere a breve l'apatia di molti.

A dispetto della scenografia abbagliante dei "ludi" cinesi appena cominciati l'attenzione si sta spostando più verso venti di guerra che di "tregua olimpica"; quanto sta accadendo in Ossezia é la dimostrazione del qualunquismo aggressivo americano che attraverso le sue colonie sparse nel mondo tenta disperatamente l'ultima carta della sopravvivenza a rischio per la crisi economica spaventosa imminente. Per fortuna che nel mondo esiste ancora qualche Nazione con la enne maiuscola in grado di interrompere il triste teatrino dell'acquiescenza internazionale.

La decisa reazione di Mosca a difesa del Popolo russo di Ossezia dalle devastanti provocazioni promosse dall'ennesima neo candidata (schiava) NATO, la colonia Georgia, dimostra che ci sono momenti in cui le decisioni diventano "irrevocabili" e che solo l'Europa divenisse padrona politicamente del proprio destino invece di rimanere sottomessa alle mire degli gnomi della tecnocrazia e dell'usura si troverebbe finalmente il modo di riequilibrare una situazione geopolitica - in cui colossi asiatici (Cina e India tanto per intenderci) e una America Latina in forte risorgenza potrebbero ridisegnare il mondo uscito dal perfido accordo di Yalta - che senza cambiamenti di rotta vedrebbe il nostro continente fare la fine del famoso "vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro" di manzoniana memoria.

Ecco perché diventa imprescindibile che l'Italia si svegli dando il segnale al resto dell'Europa (come avvenne già nel secolo precedente e come é insita nella Storia millenaria dell'antica Roma "faro del mondo" !)

Ecco perché senza voler entrare nel merito di questioni partitocratiche stiamo monitorando con attenzione ciò che muove al di fuori del partito unico PD e PD con la L (prossimo alla sua costituzione ufficiale a gennaio del nuovo anno).

Chi ci conosce sa che siamo vaccinati dalla sindrome "democratica" del sistema e crediamo oggi che tutti i partiti rappresentino le comparse del suo teatrino ma ciò non significa non osservare e valutare con attenzione se "qualcosa di muove" nella direzione che da sempre auspichiamo di una decisa presa d'atto del pensiero e della prassi del Socialismo Nazionale come unica reale alternativa alla monocrazia bipartitica e unico possibile antagonismo alla decadenza del modello liberaldemocratico turbocapitalista.

E "qualcosa si muove" laddove non te lo aspetteresti: all'interno del partito de "La Destra" si capirà a novembre se le spinte gravitazionali della signora Garnero Santanché di attrazione alla galassia berlusconiade potranno avere successo o saranno stoppate ma intanto c'é un gruppo di uomini e donne che si sono esposti in una sigla interna come "Blocco Sociale Nazionale" che intendono portare la mozione congressuale del senatore Storace ad essere categorica ed inequivocabile nel richiamo ai Valori della Repubblica Sociale Italiana ed al suo progetto tutto futuristico impresso nei noti 18 Punti di Verona.

Noi non abbiamo altro che suggerire loro di leggere con attenzione il nostro Manifesto programmatico e la nostra carta dei Valori e di profonderlo a piene mani. Se lo faranno, se Storace - come potrebbe anche succedere (alla fantasia non porre mai limiti) - sapesse portare fino in fondo la sua ABIURA ALLA ABIURA DI FIUGGI, a novembre, con una dichiarazione solenne poi tutto potrebbe accadere; anche che sorga il movimento degli Italiani, il Movimento del "Socialismo Nazionale", il movimento di Liberazione Nazionale.

Se ciò rimarrà invece un miraggio del deserto non é detto che si ingrossino comunque le fila della nostra possibile - e forse a questo punto necessaria - nascente "associazione" vera e propria !

Intanto auguriamo a tutti almeno una settimana di meritato riposo per ritemprare il corpo e l'anima.

IN ALTO I CUORI

M.C.

Quello che segue é il documento emerso dalla riunione del 9 Agosto 2008 della componente del Blocco Sociale Nazionale che é composta da tesserati del partito "La Destra", e che lo porrà all'attenzione della mozione congressuale dell'attuale reggente del partito Storace. Molti punti sembrano indicare una chiara volontà di svolta verso l'ispirazione di un Socialismo Nazionale senza "se" e senza "ma" ; bisognerà ora attendere se Storace recepirà in toto il documento e se lo farà suo nella propria ricandidatura alla segreteria del partito. Se così fosse, dopo novembre molti scenari potrebbero cambiare in prospettiva. Diversamente - e ce ne rammaricheremmo senza però disperare - diamo già le chiavi di casa nostra ai Camerati del Blocco Sociale Nazionale perché diventino insieme a noi una vera e propria associazione politica. Non abbiamo bisogno di capi che non ci seguono. Abbiamo bisogno di Uomini che portino in fondo l'Idea.  Eja M.C.

Che cosa significa nella collocazione dei deputati nel Parlamento, la distinzione in partiti di “centro destra”, di “centro sinistra”, quando tutti hanno in comune il denominatore «liberismo”? “Destre” e “sinistre” cioè, anche ideologicamente, partono dallo stesso presupposto, considerano la società dallo stesso angolo visuale: quello del liberismo. […] In entrambe le soluzioni il lavoratore è sempre un salariato, un servo, e non può che inchinarsi al volere del capitalista individuo o del capitalista stato.
I moderati, i prudenti, gli arrivisti e i pentiti qualche tempo fa hanno voluto ripudiare e rinnegare tutto, fino ad arrivare a dichiararsi liberali in politica e liberisti in economia. Oggi con il crollo dei regimi marxisti questa fuorviante contrapposizione non esiste più, nella forma e nella sostanza. Tutto si è semplificato. Il liberismo non ha più quelle che venivano definite due facce di una stessa medaglia. Ha una faccia sola, e sta a destra. Poiché quella finta e strumentale «sinistra», che poi tale non era, che si identificava nel socialismo reale e nel liberismo di stato non esiste più.
È finalmente tramontato un drammatico equivoco che è andato avanti per anni ed anni e che ha ingannato e tradito milioni di lavoratori. Liberismo individuale e di stato hanno sempre colluso. Non a caso insieme hanno combattuto l’ultima guerra mondiale contro chi il liberismo voleva abbattere. Ed anche questo noi lo abbiamo dimenticato.
Da una parte i conservatori, i riformisti o gli pseudo riformisti; dall’altra chi vuole veramente cambiare. Non esistono vie di mezzo o compromessi. O da una parte e nel mucchio, o dall’altra.
Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta da sempre, non abbiamo niente da rinnegare o da rivedere. Siamo nella più perfetta continuità storica, ideale e sociale. Una destra esiste, nella tradizione storica del nostro Paese, ed è liberale. Quella che non esiste, invece, è una tradizione di socialismo nazionale auspicata da molti. Un socialismo nazionale che sappia coniugare il sociale con il nazionale. E lo crediamo fermamente perché, nel momento in cui si calpesta ogni senso di solidarietà verso i più poveri e i più deboli; in cui vincono l’usura e l’egoismo più sfrenati; in cui trionfa e dilaga un liberismo cinico e distruttore; in cui consumismo, libero mercato e americanismo calpestano e distruggono identità e dignità nazionale; in cui le distanze tra i ricchi e i poveri si allungano spaventosamente sia necessario che qualcuno si ricordi delle radici e della memoria storica. Ciò lo si fa collocandosi, appunto, in un filone come già detto di socialismo nazionale . In una continuità culturale, ideale e sociale che ci appartiene e che non abbiamo alcuna intenzione di rinnegare. L’Italia e l’Europa non esistono più. C’è uno spazio geografico, un magma indefinito chiamato occidente. E come punto di riferimento è il modello americano. Talmente bello ed affascinante che anche l’ex candidato premier del centrosinistra ne è un estasiato cantore. Come d’altronde il premier del centrodestra. E noi che diciamo? Ci accodiamo a questa visione messianica? Viva il dio danaro, viva l’uomo economico, viva il libero mercato che fa emergere i veri valori fondanti di un vivere comunitario. Non più Nazione ma appendice geografica, occidente appunto. Non più cultura, ma libero mercato. Adeguiamoci al pensiero unico di questo occidente che tollera tutto ma non rispetta nulla. Adeguiamoci al pensiero unico di questo occidente in cui niente ha più valore, ma tutto quanto ha un enorme prezzo da pagare.
Ci proponiamo come “truppe di riserva” per l’uomo di Arcore, per poter portare avanti il progetto del pensiero unico. Quello vero. Quello che ci sta portando alla rovina economica e morale.
Dove sta la nostra identità, dove è finito quel progetto di Stato Nazionale del Lavoro?
Nel pensiero unico, nell’americanismo, nel PDL? Prenderne coscienza sarebbe cominciare a rivedere le stelle.
Certo non si può stare nel campo “ liberal-conservatore”. Certo occorre dire se vogliamo alzare altri recinti per difendere il nostro orticello , od invece vogliamo abbattere gli ultimi steccati e mettere in libertà la nostra storia, le nostre radici, per riprendere un discorso interrotto da troppo tempo Noi riteniamo che occorra ricomporre le scissioni del passato.
C’è bisogno di opposizione. Il liberismo italiano, incapace di svolgere normalmente il suo ruolo imprenditoriale, mendicante delle cospicue elemosine di Stato, che crea una classe parassitaria, tenta speculazioni errate, il cui costo viene ribaltato sulle spalle dei lavoratori italiani, con la complicità di organizzazioni sindacali che hanno rinunciato al loro ruolo, ma che in compenso gestiscono i fondi pensione.
Ed allora qui occorre riprendere coscienza delle nostre origini, fare proprio il disagio crescente nella società civile. Occorre tornare a dare dignità al lavoro. In termini paritari rispetto al capitale. In un momento in cui dilaga il “lavoro interinale”, cioè l’uomo dato in affitto come fosse un utensile un mezzo di produzione e non un soggetto attivo della stessa produzione con le sue capacità di inventiva, di immaginazione, di professionalità. Il modello occidentale valuta l’uomo, il lavoratore come un semplice costo. Da abbattere. E quando il lavoro interinale non è sufficiente si può sempre ricorrere alla “delocalizzazione”. Quest’ultimo, termine neutro, per nascondere lo smantellamento di unità produttive ed il loro trasferimento sempre più ad est. Dove il “costo del lavoro” è sempre più basso.
Parlando del lavoro, dell’organizzazione industriale, della composizione del salario, della sicurezza sui luoghi di lavoro, sull’impatto sociale ricadente sul territorio, tutto questo stato di cose cosa comporti è sotto gli occhi di tutti noi.
Da una parte un liberismo finanziario che tende soltanto al massimo profitto e che trova acquiescenza nel potere politico.
In questo stato di cose andrà posizionata la proposta di tornare a parlare di partecipazione attiva dei lavoratori (operai, tecnici, dirigenti) alla vita dell’azienda in cui operano. Il bastone del comando non può essere lasciato al solo capitale. Il quale come ben sappiamo non ha né patria né bandiera e corre là dove il profitto è maggiore. Occorre tutelarci. I nostri territori, le nostre famiglie. Occorre ripristinare un principio di partecipazione attiva. In un momento in cui si cerca di togliere ogni possibilità di scelta, in un momento di falsa democrazia, in cui si chiamano gli elettori a decidere sulle sorti del governo nazionale (negandogli poi in realtà la possibilità di individuare i delegati in quanto scelti dalle segreterie politiche) dobbiamo rivendicare il diritto al “governo” del nostro lavoro, del nostro reale futuro. Dobbiamo avere noi tutti, nelle nostre mani, con responsabilità, lo strumento che non ci faccia soccombere di fronte al mostro liberista.
Occorrerà sancire il principio che quando unità produttive, data la loro dimensione, hanno un impatto sul tessuto sociale del territorio in cui operano, vanno sottratte ad una logica di liberismo privatistico e ricondotte in una logica di interesse collettivo.
In ogni azienda le rappresentanze dei tecnici e degli operai coopereranno attivamente - attraverso una conoscenza diretta della gestione - all'equa fissazione dei salari, nonché all'equa ripartizione degli utili tra il fondo di riserva, il frutto al capitale azionario e la partecipazione agli utili stessi per parte dei lavoratori. In alcune imprese ciò potrà avvenire trasformando i Consigli di fabbrica e i Consigli di amministrazione in Consigli di Gestione con la partecipazione di tecnici ed operai. In altre ancora in forma di cooperativa. Si realizza così la socializzazione delle imprese, per poter poi socializzare l'intera economia e, quindi, socializzare lo Stato, che é la formula che si pone in netta antitesi alla attuale burocratizzazione centralista della macchina statuale in tutte le sue strutture e diramazioni.
Base dello Stato, dunque, e suo oggetto primario é il lavoro manuale, tecnico, intellettuale, in ogni sua manifestazione ed espressione e inteso quale diritto-dovere del cittadino al quale, come concreto riconoscimento di sovranità, deve essere attribuita la proprietà effettiva della moneta della quale dovrà beneficiare direttamente mediante un codice dei redditi sociali; la proprietà privata, frutto del lavoro e del risparmio individuale, integrazione della personalità umana, é garantita dallo Stato. Essa non deve però diventare disintegratrice della personalità fisica e morale di altri uomini, attraverso l'usura o lo sfruttamento del loro lavoro.
Quello della casa non é soltanto un diritto di proprietà, ma deve essere riconosciuto soprattutto come un diritto alla proprietà. Lo Stato iscrive nel suo programma la creazione di un Ente Nazionale che , allo scopo di agevolare l'acquisto della prima casa da parte delle famiglie italiane, istituisce un fondo sociale con lo scopo specifico di rendere attuabile, attraverso norme semplici, ferree e automatiche ( cioe' non soggette al vaglio interessato di alcuno), l’acquisto stesso. Il fondo è generato dall'aumento della tassazione per banche ed assicurazioni, nonche' dalla revisione delle aliquote per i grandi depositi azionari e in titoli -ad es superiore al milione di euro-Il gettito assicurato in un anno sara' dell'ordine di 4-5 miliardi di € somma con la quale avviare l'azione del fondo stesso. Si pone un tetto dell'ordine di 150mila€ per ciascuna unita' immobiliare e tale finanziamento sara' fruibile una sola volta nella vita. Il prestito, vincolato da ipoteca come un normalissimo mutuo, sara' restituito con il pagamento di una rata pari al 20% dell'importo del reddito del contraente ( es .stipendio 1000€= rata mensile € 200). Il finanziamento sara' gravato da un tasso d'interesse pari al 2% che servira' per una parte -minima- a sostenere le spese di organizzazione e di struttura del fondo stesso e creera' una crescente disponibilita' finanziaria che gli amministratori del fondo dovranno utilizzare in toto per promuovere opere di edilizia popolare da destinare all'affitto o alla vendita in parti eguali. Per ovviare agli altissimi costi di gestione cui si andrebbe incontro e per evitare che ci possano essere “magheggi” per favorire amici e parenti, propongo che l'attivita' del fondo si esplichi integralmente on line , cioe' con la creazione di un sito sul quale compilare tutti i moduli e le notizie in modo dettagliato al fine di poter giungere alla definizione della pratica in modo automatico ed asettico. Il tutto sara' coordinato da una sede nazionale che predisporra' materialmente l'erogazione. La proprieta' sara' trasferibile ai figli o a terzi e le eventuali plusvalenze saranno tassate in misura del 50%. ( dette plusvalenze andranno sempre a ricadere nel patrimonio del fondo). Nel caso si intenda recedere dal finanziamento si lascia un tempo di 6 mesi per promuovere da parte dell'intestatario la vendita dell'immobile e, al momento del passaggio della proprieta', il fondo sara' automaticamente rimborsato delle somme erogate senza costi aggiuntivi.
Si prevede, inoltre, la possibilita' di sospendere il pagamento delle rate dovute per un periodo pari a 12 mesi nel caso di perdita del lavoro o di ulteriori cause documentate che impediscano ad una famiglia di proseguire con il rimborso. E' nella finalita' del fondo lo scopo ulteriore di promuovere la nascita di piccole imprese favorendo i giovani e le capacita' individuali, destiando a questo scopo le somme percepite dalla locazione dei locali di natura commerciale di cui il fondo diverra' proprietario.
Sara' necessario predisporre una “graduatoria” con punteggi che diano una via preferenziale ad anziani, disabili e giovani coppie . Tale graduatoria non dovrà essere manipolabile. E' altresi' auspicabile che i gestori del fondo siano per contratto sottoposti ad una accurata analisi patrimoniale annuale -estesa anche ai loro familiari- e, in caso di arricchimenti sospetti e non giustificabili ne sia decretato l'immediato licenziamento e la confisca di tutti i beni posseduti.
E' compito dello Stato proteggere la popolazione economicamente piu' fragile dalle speculazioni operate dal libero mercato . A tal fine si demanda allo Stato il compito di regolare i prezzi dei beni di prima necessita' ( pane, alimenti, benzina, medicinali ) attraverso l'imposizione di un prezzo di stato cui tutti gli operatori economici sono obbligati ad adeguarsi. La concorrenza deve esistere sui beni di lusso e non sui beni primari! Si propone, inoltre, la possibilita' di detrarre dall'imponibile dichiarato una quota pari al 20% relativa all'acquisto dei beni di prima necessita'.
La scuola di ogni ordine e grado, dalla materna all'università, deve tornare ad essere la struttura portante della società nazionale proiettata verso il terzo millennio in una prospettiva europea e pertanto essa, nei contenuti e negli ordinamenti, dovrà risultare funzionale ad un disegno politico che si deve realizzare attraverso una istituzione educativa che stimoli e favorisca la partecipazione attiva e propositiva di tutte le componenti scolastiche e delle categorie professionali interessate, secondo ruoli e funzioni ben definite.
Lo Stato dovrà promuovere e garantire, anche attraverso un adeguato sostegno economico, lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnologica nonché la tutela del paesaggio, dell'ambiente e del patrimonio storico e artistico della Nazione.
La tutela della salute dei cittadini dovrà essere compito primario dello Stato e delle strutture a questo compito demandate. Il popolo deve essere curato ed assistito in maniera sostenibile, mettendo fine alla speculazione sulla sanita' che arricchisce il sistema che uccide il cittadino. Si necessita di riscrizione dell'elenco dei farmaci salvavita aggiungendo la categoria di quelli utili per la cura delle malattie rare e genetiche. Modificazione della dicitura “aborto terapeutico” con “aborto”. Si necessita , inoltre, di una revisione totale del sistema e delle leggi sanitarie, ritornando ad una sanita' per l'uomo e non per i dirigenti di azienda, che riconosca anche le terapie mediche non conformi.
Gli immigrati - il cui numero dovrà essere rigidamente programmato anche allo scopo di garantire loro adeguata protezione sociale e condizioni dignitose di vita - al momento della concessione del visto di ingresso, dovranno essere sottoposti a visita medica per accertarne lo stato di salute, onde evitare che siano portatori delle malattie endemiche tipiche dei loro paesi d'origine
Fine essenziale della politica estera lo Stato dovrà essere l'unità, l'indipendenza, l'integrità territoriale della Patria nei termini marittimi ed alpini segnati dalla natura, dal sacrificio di sangue e dalla Storia. Tale politica si adopererà inoltre per la concreta realizzazione di una Comunità europea con la federazione di tutte le nazioni che accettino i seguenti principi fondamentali:
a) rifiuto della subordinazione della grande cultura europea alle subculture disumanizzanti: utilitarismo; economicismo; materialismo positivistico; materialismo dialettico; plutocratismo; clericalismo.
b) ripudio della politica e della logica del mondialismo;
c) rivendicazione dell'autonomia politica e militare dell'Europa come nazione cosciente della sua missione storica. Con questo preambolo si intende porre le basi per la creazione dello Stato nazionale del lavoro, sia come integrazione nelle istituzioni delle specifiche competenze tecnico-artistico-professionali, sia come riconoscimento del valore dell'umanesimo del lavoro, della scienza, della tecnica e della cultura.
d)superamento delle limitazioni all'autonomia di governo imposte all'Italia all'indomani della sottoscrizione del trattato di resa agli anglo-americani.
e) abolizione del finanziamento pubblico alle organizzazioni sindacali e applicazione dell'articolo costituzionale inerente alal registrazione dei sindacati stessi.
PUNTI CARDINE:
Essere il riferimento di una nuova via politica, allargando l’orizzonte a tutte le forze sociali del paese ed a quelle che hanno voglia di un vero cambiamento.
Svolta anti-liberal capitalista del partito.
Nessun accordo elettorale con il PDL a livello nazionale.
Studio di una nuova politica interna ed estera per lo Stato italiano.
La Destra come partito contro ogni tipo di casta.
La Destra come partito dei lavoratori italiani
La Destra come partito nazionale italiano che veda al cambiamento dell’Europa prendendo contatto con le realtà europea di destra sociale.
Avviamento di uno studio di programma politico sociale per un nuovo concetto di Stato.
La Destra come partito della legalità, della giustizia, dell’ordine sociale, della solidarietà nazionale e del bene collettivo.
La Destra contro la globalizzazione, contro il Trattato di Lisbona e questa UE, contro l’usura, contro la massoneria, contro ogni tipo di criminalità organizzata e contro il liberismo.
BLOCCO SOCIALE NAZIONALE http://www.bloccosocialenazionale.blogspot.com/

<<L’Italia è pronta a riaprire le sue porte: migliaia di lavoratori extracomunitari potranno a breve mettersi in regola. Riparte, infatti, la “lotteria delle quote”: subito dopo l’estate verrà approvato l’atteso decreto flussi 2008. I posti in palio? 170mila.
La notizia arriva da una risposta scritta data dal sottosegretario, Carlo Giovanardi, il 31 luglio 2008 a un’interrogazione delle deputate Pd, Livia Turco e Margherita Miotto. Notizia confermata in queste ore dai tecnici dei ministeri competenti: Interno e Welfare. “Entro fine anno - scrive Giovanardi - dovrebbe essere emanato un nuovo decreto di programmazione dei flussi d’ingresso per l’assunzione dall’estero di cittadini extracomunitari a carattere non stagionale. Tale decreto non potrà comunque superare le 170mila unità”.>> TALI E QUALI LE NORME PRATICATE DAL GOVERNO PRODI !!!!!!!!!  PDL = PD senza L !

IMMIGRAZIONE O INVASIONE ?

Il fenomeno immigratorio sta assumendo proporzioni insopportabili sia dal punto dl vista sociale che economico. L’eccessiva antropizzazione del territorio italiano sta provocando un degrado diffuso ed invasivo che sfugge ormai ad ogni controllo dl carattere sanitario ed igienico. Nonostante tutta ciò si continua inesorabilmente a sostenere che gli immigrati rappresentano una risorsa per la nostra economia. Balle, balle colossali che una classe politica inetta ed incapace di gestire anche la normale amministrazione continua a diffondere per giustificare la propria impotenza nell’affrontare un fenomeno epocale di così vaste proporzioni. In questo contesto occorre evidenziare anche la gravissima responsabilità dell’apparato clericale della chiesa cattolica che, con tutte le sue organizzazioni falsamente “umanitarie” (la Caritas in primis), lucra sfacciatamente sul fenomeno immigratorio a danno degli italiani. La crisi economica a livello mondiale provocata dalla speculazione usurocratica dei soliti noti e che sta investendo pesantemente anche l’Italia, non permette ulteriormente di sostenere le spese per il mantenimento di queste masse di disperati che approdano nelle spiagge italiane. Un governo serio e responsabile dovrebbe schierare le unità navali ai limiti delle nostre acque territoriali per respingere al mittente tutte le imbarcazioni provenienti dall’Africa settentrionale ( i nostri ministri continuano a farsi prendere in giro dal beduino libico !). In questi giorni viene stimato che circa due milioni di africani siano in procinto dì invadere le nostre coste. E’ questo allarmismo ? No, è una prospettiva reale che, d’altra parte, é la conseguenza di una politica demografica sbagliata degli ultimi sessant’anni. Nel merito riportiamo quanto scritto da Mussolini nel 1928 nella prefazione a “Regresso delle nascite. morte dei popoli”:
La città muore, la nazione - senza più le linfe vitali della giovinezza delle nuove generazioni non può più resistere -  composta com’è ormai di gente vile ed invecchiata - a un popolo più giovane che urge alle frontiere abbandonate. Cìò é accaduto. Ciò può ancora accadere. Neri e gialli sono dunque alle porte ? Si, sono alle porte e non soltanto per la loro fecondità ma anche per la coscienza che essi hanno preso della loro razza e del suo avvenire nel mondo. Se un uomo non sente la gioia e l’orgoglio di essere continuato come individuo, come famiglia, come popolo, se un uomo non sente per contro la tristezza, l’onta di morire come individuo, come famiglia, come popolo, niente possano le leggi anche, e vorrei dire soprattutto, se draconiane. Bisogna che le leggi siano un pungolo al costume.”
L’ italiano paga adesso il prezzo della sua ignavia e della sua resa alla religione perversa del consumismo e dell’edonismo. Senza un’inversione di rotta l’italiano - come uomo, come famiglia e come popolo - é destinato alla decadenza, al crollo ed alla morte. In quel momento si attacchi pure all’antifascismo e si accorgerà che il salvagente era bucato.                                                 Stelvio Dal Piaz

A proposito di competenze e collaborazione tra le categorie qualcuno a Palazzo Chigi dovrebbe spiegarci perché non si tratta la soluzione del "Thor" a livello nazionale (a parte l'emergenza Campania il tema interessa comunque tutta la Nazione) che andrebbe pure esportato come brevetto con beneficio di cassa e soddisfazione dei Ricercatori del CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE (forse perché ente nato sotto il periodo del..................."male assoluto" !??!).

CHI SONO
<< Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese... >>

Dal sito www.cnr.it – Centro Nazionale per le Ricerche.

07/01/2008 Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’

Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.

Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

Come un ‘mulino’ di nuova generazione, l’impianto Thor riduce i rifiuti a dimensioni microscopiche, inferiori a dieci millesimi di millimetro. Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile e paragonabile ad un carbone di buona qualità.

“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico”, aggiunge Paolo Plescia, ricercatore dell’Ismn-Cnr e inventore di Thor, “compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse. Infatti, le caratteristiche chimiche del prodotto che viene generato dalla raffinazione meccanica dei rifiuti solidi urbani, una volta eliminate le componenti inquinanti sono del tutto analoghe a quelle delle biomasse, ma rispetto a queste sono povere in zolfo ed esenti da idrocarburi policiclici”. E’ possibile utilizzare il prodotto sia come combustibile solido o pellettizzato oppure produrre bio-olio per motori diesel attraverso la ‘pirolisi’. L’impianto è completamente autonomo: consuma infatti parte dell’energia che produce e il resto lo cede all’esterno.

Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.

L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttività di un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.

“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila tonnellate di rifiuti l’anno presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale”, spiega Paolo Plescia. “Per una identica quantità, una discarica ne richiederebbe almeno 100 e un inceneritore 250 euro. A questi costi vanno aggiunti quelli di gestione, e in particolare le spese legate allo smaltimento delle scorie e ceneri per gli inceneritori, o della gestione degli odori e dei gas delle discariche, entrambi inesistenti nel Thor. Quanto al calore, i rifiuti che contengono cascami di carta producono 2.500 chilocalorie per chilo, mentre dopo la raffinazione meccanica superano le 5.300 chilocalorie”.

Un esempio concreto delle sue possibilità? “Un’area urbana di 5000 abitanti produce circa 50 tonnellate al giorno di rifiuti solidi”, informa il ricercatore. “Con queste Thor permette di ricavare una media giornaliera di 30 tonnellate di combustibile, 3 tonnellate di vetro, 2 tonnellate tra metalli ferrosi e non ferrosi e 1 tonnellata di inerti, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile”. Il resto dei rifiuti è acqua, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è sterilizzato perché le pressioni che si generano nel mulino, dalle 8000 alle 15000 atmosfere, determinano la completa distruzione delle flore batteriche, e, inoltre, non produce odori da fermentazione: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile”.

Un’altra applicazione interessante di Thor, utile per le isole o le comunità dove scarseggia l’acqua potabile, consiste nell’utilizzazione dell’energia termica prodotta per alimentare un dissalatore, producendo acqua potabile e nello stesso tempo eliminando i rifiuti soldi urbani.

Roma, 7 gennaio 2008

La scheda
Che cosa: Thor (Total house waste recycling) sistema per il recupero e la raffinazione dei rifiuti solidi urbani
Chi: Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr
Per informazioni: Paolo Plescia, Istituto di studi sui materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr, tel
. 06.90672826, e-mail: paolo.plescia@ismn.cnr.it, p.plescia@assing.it

Ufficio Stampa Cnr Rosanna Dassisti
tel. 06.4993.3588

rosanna.dassisti@cnr.it

Stato Nazionale del Lavoro

Il 30 luglio 1949, il M.S.I. si riuniva a Roma nel secondo congresso nazionale, e qui trovavano integrazione le diverse anime del fascismo stesso: quella repubblicana, quella nazionalista, quella sociale o socialista, quella moderata, conservatrice e monarchica, nella sintesi espressa dal concetto di Stato nazionale del lavoro, ispirato appunto dai presupposti della dottrina sociale del fascismo (LA GRUA, M. ALFREDO LO STATO NAZIONALE DEL LAVORO NELLA VOCAZIONE DEL M.S.I. - PREFAZIONE DI ALFREDO CUCCO - ROMA, TIP. TAMBONE, S.D. (MA C. 1949/50)).

Di fronte all'offensiva economicista promossa dal governo Berlusconi non possiamo non pensare che troppe occasioni sono state perse per colpa di miserevoli omuncoli che dimentichi dell'ispirazione di allora hanno lentamente eroso e portato alla (quasi) estinzione l'unica reale possibilità di alternativa all'eutanasia sociale che sta portando la Nazione (quella italiana e più in generale europea) alla sua possibile definitiva scomparsa secondo parametri di (sotto)sviluppo decretati dai vincitori del 1945 e spacciati per "libertà e democrazia". Il verbo del capitalismo più sfrenato, della sperequazione tra Valore Uomo e "fattore di profitto", della speculazione materialista per cui la moneta é idolatrata a dispetto di ogni trascendente spirituale, della prepotenza dell' "avere" rispetto all'umile fatica dell' "Essere" é ormai - sembra - l'unica voce a cui viene dato parossistico ascolto da coloro i quali pretenderebbero di governarci sulla base di una "democrazia mutilata" per cui il Popolo NON PARTECIPA ma semplicemente ratifica con una X (come gli analfabeti) decisioni già prese e per le quali differenze di schieramento in realtà mimetizzano l'unicità dell'imposizione.

Ebbene tutto questo può essere fermato, deve essere fermato per noi e per le generazioni future, attraverso una nuova sintesi ed una nuova proposizione di uno Stato Nazionale del Lavoro che trovi nella partecipazione della categorie della produzione la spinta propulsiva a quella elevazione degli individui a Comunità Identitaria che sola può realizzare la sintesi di Nazione Sociale.

Occorre innanzitutto rigettare - senza tentennamenti - la anacronistica diatriba destra/sinistra e riproporre il tema Lavoro/Speculazione, abbattere la falsa propaganda capitalismo/anticapitalismo e sovvertire perciò le false ideologie del liberismo e del comunismo in una Terza Opzione che si chiama - e non usiamo perifrasi - Fascismo nel senso compiuto del termine (unione di Fasci, unione di verghe, unione di competenze, conoscenze e professioni manuali, intellettuali, spirituali).

Occorre trovare nuove energie per risorgere da quel buco nero che é il falso mito di una "democrazia dell'assemblea" per ritrovare la strada maestra della condivisione non partitica ma pratica di un unico fine, di una unica Volontà, di un unico grandioso progetto di esistenza tra generazioni di medesima Stirpe.

Noi vorremmo comprendere tra le debolezze politiche organizzate presenti nel triste scenario della colonia "italya" - che insieme ed unite però potrebbero diventare una grande Forza d'urto - chi veramente ha nell'elevazione del Sangue contro l'oro l'aspirazione a mutare il corso degli eventi. Non ci interessano le sigle; ci interessano i contenuti della lotta, la volontà per perseguirla, la finalità a cui si mira.

Tutte le altre beghe di carattere "democratico assembleare" non ci interessano; tutti coloro che ammiccano ad alleanze "tattiche" o con il centrosinistra o con il centrodestra per avere uno strapuntino di rappresentanza dimostrano semplicemente di non avere Strategia Politica ma solo "appetito di potere" e meritano solo infamia.

Il problema non é dell' "oggi....................precario" ma del domani che deve tornare ad appartenere alla dignità dell'Uomo e del suo Lavoro.

M.C.

 

Inno nazionale e teste di..............!

Lungi da noi l'idea di difendere questa repubblica "nata dalla resistenza", cui siamo costretti ad esserne "cittadini" rimanendo invece per noi la Repubblica Sociale Italiana l'unico vero riferimento identitario di appartenenza ad un senso trascendente di "Nazione", ma é evidente che l'ennesimo attacco da parte del segretario federale della Lega Nord é un altro passo verso quel cammino secessionistico - eterodiretto secondo il nostro modesto parere - che prelude ad uno smembramento in realtà macroregionaliste (Vi ricorda nulla un certo studio a suo tempo presentato dalla Fondazione Agnelli !?!?!?) più utili in un certo contesto di nuovo ordine mondiale; d'altra parte quello che é visibile solo guardando oltre l'Adriatico dovrebbe far riflettere.

Perciò non ci interessa nulla di per sé dell'attacco all'inno di Mameli (peraltro comunque cantato anche in RSI) e sulla risibilità delle solite fanfaronate del bauscia padano che non essendo molto acculturato ha pure travisato il senso compiuto della strofa ".....ché schiava di Roma Iddio La creò"...... (riferito alla Vittoria che é il vero soggetto della strofa !), tra l'altro scordandosi che nel testo c'é un riferimento di omaggio anche a Legnano (e paradossalmente dunque ante litteram ai seguaci del carroccio).

Ci interessa molto di più denunciare che questa italya, colonia da sessantanni degli uss-ionisti e perciò realmente schiava degli interessi della usurocrazia apolide, é arrivata ormai al capolinea anche come entità statuale pronta ad essere spezzettata in più realtà amministrative meglio adattabili alle esigenze del padrone planetario.

C'é poco altro da aggiungere se non di richiamare una volta di più gli Uomini Liberi - coloro che intendono il socialismo nazionale vera ed unica alternativa al mondo decadente -  alla unione pronti a "........stringersi a coorte", perché non é detto che in uno scenario para secessionista essere branchi di lupi affamati di onore e fedeltà non possa essere un viatico per una nuova risorgenza nazionale.

MALA TEMPORA CURRUNT !

M.C.

 

Con tutto ...........il dispetto !

Con tutto il....................dispetto che proviamo per questa sedicente repubblica delle banane (e facciamo un torto alle banane !); per tutti i micropartiti che -affannosamente ormai - si dichiarano eredi di ben altra Nazione e ben altra Repubblica mentre razzolano malissimo come suini dietro al "porcaro" di turno e non hanno nemmeno la minima vergogna della loro incoerenza (quanti strali contro Fiuggi e il suo traghettatore ma alla fine lui é la terza carica di questo stato mentre i suddetti difficilmente riusciranno a diventare uscieri di terzo livello !); per i soloni di turno e i ricercatori ...................dell'arca perduta indagatori della Storia secondo loro necessità che si dipingono come filosofi di "destra radicale" (che brutta parola, che intreccio verbale di così opposti significati !); per quei giornali che dovevano essere punta di lancia di rivolta italica ed appaiono sempre più simili al "manifesto" di cazzeggio eterno.

Con tutto il.............dispetto che proviamo ormai ci siamo rotti, da maledetti toscani, i bischeri e probabilmente manderemo tutti a farsi fottere perché sta diventando inutile anche solo pensare di trovare , non diciamo Camerati di trincea o Compagni di lotta, ma consimili con cui sperare di essere avanguardia. Qui si pensa, tutt'al più, alla.........................fureria e vettovagliamento delle linee di retroguardia per vedere se si racimola qualche salame o prosciutto irrancidito. La commare Alessandra almeno é stata la più lesta a ....................fare la mossa !!!

Ci dispiace molto per i giovani ancora sani che rischiano - come già successe a noi in anni ahimé passati - di seguire presunti "capi" che poco hanno da spartire con quei Giganti della Storia a cui spesso si richiamano con ipocrisia; ma così deve essere forse per crescere, sbattere da soli la testa contro i muri sperando sempre in Dio (o negli Dei) di non rompersela irrimediabilmente A quei giovani - e solo a loro -  daremo comunque e sempre il nostro consiglio e suggerimento se vorranno e per quello che potrà servire. Per cui é probabile che sul finire di questo 2008 questo sito di riferimento chiuderà i battenti. Perché pare proprio che abbia ragione ancora una volta l'Eretico Paolo (che vogliamo insistere a continuare a seguire sulla linea retta dell'Ideale); MAI PIU' SENZA FUCILE !!!

Eja M.C:

CITTADINANZA  E NAZIONALITA’.


In questa particolare fase storica che stiamo vivendo si ripresenta la necessità di fare chiarezza su due termini che, con il passare del tempo, sono stati strumentalmente presentati e quindi percepiti a addirittura accettati a livello istituzionale, come sinonimi e pertanto hanno finito per assumere una stessa valenza (vedi, per esempio, quello che sta accadendo proprio in questi giorni nel campionato europeo di calcio che dovrebbe svolgersi tra rappresentative “nazionali” !). Non é così ! L’istituto della cittadinanza altro non é che il vincolo giuridico che congiunge l’individuo alla collettività statale ed é uno degli aspetti dello stato. Nel quadro del cosiddetto “stato di diritto” si considera il rapporto di cittadinanza come una condizione giuridica bilaterale che attribuisce facoltà ed impone doveri. E si ravvisò nel tempo, in ossequio alla concezione universalista affermata nella formula politica del diritto di uguaglianza, che lo “status civitatis” dovesse avere un contenuto uniforme per tutti i pertinenti allo stato. Si eliminarono pertanto le ragioni di incapacità dipendenti da condizioni di razza e di religione, ad esempio per i valdesi e gli israeliti nel Regno di Sardegna all’atto dell’attuazione dello Statuto, e un pò più tardi in Inghilterra per i cattolici.  Di fronte poi allo straniero, vagheggiandosi l’ideologia di una comunità universale del diritto, si andò progressivamente applicando con maggiore chiarezza l’equiparazione al cittadino nel godimento dei diritti civili. Il problema della cittadinanza, a nostro avviso, é stato fino ad oggi trattato con criteri empirici e, forse, non poteva essere altrimenti dal momento che esso é fortemente legato a situazioni storiche contingenti. I due titoli del “ius soli” e del “ius sanguinis” sono stati variamente invocati e contrapposti sul fondo di un presupposto universale del diritto a seconda che gli stati versassero nella necessità di agevolare l’assimilazione di masse immigrate o difendersi contro la dispersione di forza demografica causata dall’emigrazione. Occorre prendere atto e riconoscere che il problema é ancora oggi molto travagliato da tendenze ideologiche in conflitto che impediscono ogni tentativo di sistemazione scientifica. Ciò non toglie che, proprio in un momento di grave crisi di identità dei popoli europei, si possano ipotizzare i tratti di una nuova figura etico-politica della cittadinanza, prendendo anche lo spunto da una riflessione fatta da Mussolini al congresso dei Sindacati fascisti il 7 maggio 1928: “Come negli individui, nelle categorie sociali, così nelle nazioni vi sono popoli che salgono agli orizzonti, popoli che sono fermi, popoli che muoiono”. Per la identificazione della nuova figura etico-politica della auspicabile cittadinanza, non possiamo che rifarci al concetto di nazione e quindi all’idea di “nazionalità”, idea che dette allo stato moderno un titolo nuovo per la sua funzione unificatrice. Essa infatti richiedeva uno stato che si fondasse sull’intima compenetrazione della nazione non solo come  fatto politico e territoriale, ma anche come fatto culturale, sociale e morale dal momento che la nazione, così come identificata, nasce temporalmente ancora prima dello stesso stato.
Per quanto ci riguarda più specificatamente occorre ricordare che il popolo italiano, tagliato fuori dal processo di formazione dello stato unitario territoriale, ha dato un particolare contributo alla elaborazione dell’idea di nazionalità. Ne vediamo il presentimento nel pensiero di Gian Battista Vico che le nazioni erano entità naturali mosse da un proprio spirito e ordinate dalla provvidenza ai suoi fini. Un concetto nazionale distinto da una precisa proposizione libertaria troviamo in Alfieri, in Foscolo e in Cuoco. Addirittura quest’ultimo prevede già il conflitto imperiale che si aprirà il giorno in cui l’Italia, recuperata la sua unità, vorrà giustamente rivendicare la sua parte nel dominio di quel mare Mediterraneo dove la “perfida Albione” si è intromessa e di cui ha fatto il fulcro della sua dominazione. E come dimenticare.Mazzini che indicò agli italiani il triplice obiettivo dell’indipendenza, dell’unità e della libertà e che intese la nazione come “l’universalità dei cittadini che parlano la medesima lingua associati, con uguaglianza di diritti civili e politici, nel comune proposito di svegliare e di perfezionare progressivamente le forze sociali.” Nella stessa terminologia di Mazzini  costante é l’impiego della parola “nazionalità”,di cui precisa il significato in questi termini: “Una nazionalità é un pensiero comune, un principio comune, un fine comune…….un nazione é l’associazione di tutti gli uomini che raggruppati sia dalla lingua, sia da certe condizioni geografiche, sia dal compito loro assegnato dalla storia, riconoscono un medesimo principio e marciano sotto l’impero di un diritto unificato, alla conquista di un solo scopo definitivo.” Accanto a Mazzini, Gioberti indica le condizioni naturali dei popoli nella stirpe, nell’idioma, nelle memorie, nei riti, nelle usanze, nella sede loro; “……..insomma in quel complesso di proprietà morali e materiali onde risulta il carattere specifico di una nazione.” L’idea di nazionalità diventa cosi un “principio” ossia acquista un valore direttivo nella coscienza comune e raggiunge la sua maturazione in una mistica esaltazione del valore di ciascun popolo.
Le correnti migratorie di  massa che stanno invadendo gli Stati europei in questa fase storica, ripropongono con forza il concetto di nazionalità che non può essere dissolto e tanto meno confuso con il rapporto giuridico di una cittadinanza che può essere riconosciuta con leggi particolari e per motivi contingenti a soggetti di altra nazionalità. Per la salvaguardia e la specificità dei popoli, di tutti i popoli, e contro ogni tipo di integrazione voluta dalla cupola usurocratica e mondialista, deve prevalere il concetto del diritto naturale di “nazione e popolo”. L’una è il possesso in comune di un ricco legato di ricordi; l’altro é il mutuo consenso, il desiderio di vivere come comunità solidale e spirituale, la volontà dl continuare a far valere l’eredità che si é ricevuta indivisa. Avere delle glorie comuni nel passato, una volontà comune nel presente, avere fatto delle grandi cose insieme e volerne fare ancora, ecco le condizioni essenziali per essere un popolo. In tale visione ed ancor più in questo attuale contesto in cui c’é il tentativo di cancellare le identità, é il principio naturale della nazionalità quello che distingue e individua, anche dal punto dl vista della personalità giuridica, colui che appartiene ad una comunità nazionale, essendo, viceversa, la cittadinanza soltanto il riconoscimento giuridico dl uno “status”da far valere nei confronti della burocrazia statale e nei rapporti con gli organismi statuali ai vari livelli. Lanciamo quindi la proposta di integrare, nei rapporti con la burocrazia, i rispettivi dati anagrafici con la dicitura “di nazionalità italiana”.  Non vuole essere una provocazione, ma una scelta strategica, un atto rivoluzionario in tempi di globalizzazione e di multietnicità.
In prospettiva, - noi militanti dei Socialismo Nazionale - riaffermiamo con forza che il problema della nazionalità andrà evidentemente inquadrato in un concetto superiore che non si può  ravvisare se non in quello di una “civiltà europea” da ricostituire e da riorganizzare.
(Stelvio Dal Piaz)

 

Il manifesto che riproduciamo non é presuntuosamente rivolto solo a noi ma intende richiamare l'attenzione su quanto sta avvenendo in questo ultimo periodo nel contesto politico italiano a seguito di elezioni "dopate" da una legge porcata (secondo la definizione del suo stesso autore, in arte Calderoli) che ha posto avanti gli occhi di tutti le prove tecniche di un "Regime" vero e proprio dove i padroni del vapore e le loro finalità sono chiare ed inequivocabili. Le repressione "democratica" sarà sempre più invasiva, l' antagonismo al modello di sviluppo liberista sarà sempre più considerato non ammissibile, la giustizia sociale diventerà parola proibita, la "normalizzazione" istituzionale prevede che un rinnovato "arco costituzionale" sia circoscritto in termini ristrettivi al............................"centromediano metodista" senza "ali sulle fasce" (per dirla in termini calcistici forse più comprensibili da parte dell'italiano medio assuefatto e rincoglionito dal "dio pallone" !).

Chi esce dal seminato non solo non può nemmeno contare su rappresentanze parlamentari ma addirittura in microcosmi partitici viene "espulso" da gruppi dirigenti che non si capisce neanche più come si siano posti in tale ordine gerarchico.

Fortunatamente fioriscono iniziative, diciamo spontaneistiche, di associazionismo militante - di cui, lasciatecelo dire, noi siamo stati tra i primi promotori - che intendono abbattere "le barriere" (come recita anche un manifesto di presentazione di una nuova iniziativa milanese) di una partitocrazia in fase terminale che potrà resistere solo con l'ausilio di apparati polizieschi e militarizzati.

Queste "barriere" da abbattere per noi riguardano anche il concetto "destra/sinistra" (e non é da oggi che insistiamo sul tema) e sul concetto "anti" che - come leggiamo da altri autori - é più un segnale di impotenza che un segnale di rivolta. E' questa una problematica però tutta interna al variegato mondo di una "sinistra radicale" che prima ha da risolvere in sé stessa; se riusciranno a smetterla con il "richiamo della foresta" pseudo resistenziale bene, potremo fare fronte comune; se rimarranno prigionieri di "miti" indigeribili peggio per loro. Nemici per sempre con chi già in passato é stato sicario prezzolato del liberalcapitalismo anglo-americano !

Ebbene crediamo che al momento tutte le iniziative (a partire da "Casa Pound Italia", "Comunità in Movimento", "Laboratori Politici" e - perdonateci l'autocitazione - "Socialismo Nazionale"; ma non scordiamo "Continuità Ideale R.S.I.", "Sinistra Nazionale" ed altre realtà meno conosciute) di tipo associazionistico politico-culturale siano benedette in questa fase ma risulta evidente da subito che in un momento successivo queste realtà, piccole o grandi che siano dove non conta tanto la quantità quanto la qualità degli Uomini Liberi che in esse operano, avranno e dovranno trovare il momento di conoscersi, confrontarsi e creare qualcosa di più grande e di più rivoluzionario.

Siamo più convinti di ieri che il termine "Soldato Politico" non sia un termine vuoto e retorico ma perché esso si possa esprimere nella sua compiutezza é giunto il momento di rompere le catene dell'ovvio e riprendere - zaino in spalla - la marcia di quella guerra "del Sangue contro l'oro" che ancora non é terminata; noi ci siamo, agli altri "camerati di trincea e compagni di lotta" delle altre realtà associative offriamo la mente, il braccio ed il cuore. Aspettiamo con altrettanta lealtà, onore e fraternità reciproca disponibilità per la Liberazione Nazionale dell'Italia (e, con essa, dell'Europa dei Popoli).

In Alto i Cuori                                                Maurizio Canosci

LA CONFRATERNITA DEI CRETINI


I padroni dell’Italia hanno deciso che era arrivato il momento in cui il sistema bipolare, che ha gestito il paese in questi ultimi anni, si trasformasse in bipartitismo e i vassalli hanno predisposto le cose in modo che l’ordine venisse prontamente eseguito. Questa nuova realtà politica ha, di fatto, lasciato fuori dalle istituzioni parlamentari circa il 50% degli italiani e pertanto, al di là dei numeri e della parte che é risultata vincente, governare il paese con tutti i suoi numerosi e complessi problemi, non é e non sarà per niente facile. Questo nuovo sistema di gestione, anche se caratterizzato da un buonismo ufficiale nei rapporti tra le due parti in causa (buonismo adesso benedetto anche dal Valicano !) ha estremo bisogno di consolidare i nuovi equilibri e di radicarsi nella coscienza anche di quella parte di popolazione che il nuovo meccanismo ha escluso ed emarginato. L’emergenza, la paura e lo stato di necessità da ora in avanti, saranno i motivi principali per una massiccia campagna di persuasione dichiarata ed occulta.
In questo contesto di difficoltà di ogni tipo, niente di meglio e di più collaudato che ritirare fuori dagli armadi del sistema gli scheletri degli “opposti estremismi”. A questo punto il regista occulto rimette in campo la “confraternita dei cretini” che purtroppo é sempre disponibile a compiere azioni idiote, impolitiche ma, comunque, sempre funzionali al sistema. Noi vediamo con estrema preoccupazione il risorgere di certi fantasmi che hanno provocato nel passato uno scontro generazionale che ha lasciato sul campo morti, feriti e vite sprecate. Destra e sinistra sono ormai vuote espressioni verbali tenute in vita anche da un perverso meccanismo massmediatico al servizio dei nemici della gioventù. Occorre isolare i “cattivi maestri” e convincere i giovani - etichettati di destra e di sinistra -. che il sistema che loro credono di combattere affrontandosi fisicamente fra di loro, si nutre del loro sangue e sfrutta i loro sogni ed i loro ideali. Il nemico, viceversa, é comune ed é la plutocrazia usuraia e la liberaldemocrazia, un sistema di potere che sta drenando i margini di profitto d tutte le categorie produttive e che toglie ai giovani anche la speranza. E’ questo il vero fattore di crisi e di povertà anche morale di cui nessuno dei partiti -  maggioranza ed opposizione - parla. Ascoltate il nostro appello: abbandonate alla loro sorte i cattivi maestri, lasciate la “confraternita dei cretini” alla quale siete stati inconsapevolmente e strumentalmente arruolati, riprendete la vostra libertà, riappropriatevi del vostro avvenire, unite le vostre forze ed alzate tutti insieme, come giovani d’Italia, la bandiera dell’autentica rivoluzione europea.

Stelvio Dal Piaz

E' arrivata la bufera; ed ora LIBERAZIONE NAZIONALE dal Regime Berlustroniano !

Con la fiducia ottenuta alle camere il governo Berlusconi - di fatto - entra nella pienezza dei suoi poteri e delle sue prerogative. Da quanto emerso durante il dibattito appare evidente che l'Italia é destinata inesorabilmente ad essere eterodiretta dalla cupola plutocratica che senza più colpo a ferire ha trovato la quadratura del cerchio attraverso il controllo di una maggioranza asservita e prona alle sue direttive (dalla politica estera alla politica economico-finanziaria) ed una pseudo opposizione pronta nella sua parte in teatro di "compiuta democrazia dell'alternanza" (con tanto di governo-ombra) e naturalmente complice - pure palese - delle politiche anti sociali in procinto di essere varate. Politiche "impopolari" - come definito nella sua replica al senato dallo stesso Berlusconi - che da qui ai prossimi mesi introdurranno nella realtà anche in questo povero "paese" il coltello in profondità delle già vaste piaghe della dissoluzione di qualunque mero ricordo di quello Stato etico, identitario e profondamente solidale le cui tracce provenienti dallo Stato Nazionale del Lavoro dell'opera fascista ancora rimanevano, pur labili, nel burocratismo clientelare della "repubblica" nata dalla "resistenza" (cioé occupata dalla forze del liberalcapitalismo anglosassone).

D'altra parte la vera opposizione popolare, che pure esisterebbe se é vero come é vero che comunque milioni di italiani o non hanno votato o hanno votato per forze esterne al "veltrusconismo" (anche se imbelli alla prova delle urne), non ha voce nella misura in cui non esiste più un punto di riferimento vero, concreto, ribelle e antagonista degno di tale nome e perciò i "servi dei banchieri" avranno gioco facile a passare sopra i cadaveri degli uomini e delle donne di quella che fu - a suo tempo - la Nazione italiana.

La situazione d'indebitamento che va rasentando il confine della povertà di milioni e milioni di famiglie d'altra parte é voluta proprio per piegare la schiena di chiunque osi provare a lamentarsi perché é più facile rendere schiavi gli uomini sotto il giogo dell'indigenza e della necessità di sopravvivenza quotidiana.

Questo é anche il risultato dell'incapacità di molti di non aver saputo per tempo scrollarsi di dosso la ruggine e l'acredine - spesso anche di tipo personale - accumulata anni addietro tra gli uomini della rivoluzione nazionale; rivoluzione nazionale  travisata, per tante necessità e più spesso per biechi opportunismi, in collusione con il nemico atlantico ma - lasciatemelo dire - soprattutto per l'ottusità di una sinistra che ha vissuto sulla rendita di posizione del mito "antifascista" che - e noi ne siamo altroché compiaciuti - é miseramente imploso su sé stesso non avendo alcun supporto morale né dignità militare.

Ora é arrivato il "redde rationem" per tutti coloro che intendono dimostrare a sé stessi, prima ancora che ai connazionali, di essere di altra pasta, di essere di altra "razza" (se il termine non é ancora - forse per poco - censurabile definitivamente !); il socialismo nazionale non può e non deve rimanere solo un esercizio dialettico in cui specchiarsi. Deve diventare azione progettuale, programmatica e, soprattutto, operativa nella speranza di quei milioni di italiani che hanno rifiutato di firmare una cambiale in bianco e Berlusconi ed al suo nuovo compagno di merenda Veltroni.

Maurizio Canosci

BERLUSCONIA

 I risultati delle ultime elezioni politiche hanno dato una violenta accelerazione all’avvicinamento dell’Italia al sistema di vita e di organizzazione sociale nord americano. Gli effetti saranno soprattutto visibili nel campo del lavoro la cui protezione sociale e previdenziale subirà cambiamenti che porteranno in tempi brevi ad una regressione storica della condizione dei lavoratori. Uno dei provvedimenti che troveranno immediata attuazione sarà la detassazione degli straordinari, provvedimento che metterà in moto un meccanismo perverso di complicità tra il datore di lavoro ed il lavoratore stesso che, stretto dalla necessità di sopravvivenza per il deteriorarsi del potere dì acquisto della sua retribuzione, sarà sempre più disponibile ad allargare il suo orario di lavoro. Lo straordinario diverrà così una consuetudine e non più un evento eccezionale. Nel merito occorre anche considerare gli effetti evidenziati dalla curva gaussiana sulla capacità di attenzione del lavoratore con il prolungarsi dell’orario e, quindi, con il rischio di vedere ulteriormente aumentati gli incidenti sul luogo dì lavoro. Senza tenere conto che la maggioranza dei lavoratori pubblici e privati, quando inizia la sua attività lavorativa, ha già alle spalle un orario supplementare di viaggio spesso sopportato in condizioni di estremo disagio. Occorre, viceversa, riprendere in esame il ripristino del punto di contingenza legato all’aumento reale del costo della vita se si vogliono effettivamente difendere i salari e gli stipendi dei lavoratori e dei pensionati. Il ripristino della contingenza deve però essere detassato - questo sì - come era stato in origine ai sensi dell’art. 1, terzo comma, lettera E della legge 324/59, perché é illegittimo ed illogico quanto sostenuto dall’1-1-1974 dalla Amministrazione finanziaria circa i criteri applicativi derivanti dalla sinallagmaticità del contratto di lavoro o di quiescenza. Amministrazione che invoca in maniera punitiva un nesso di reciprocità che lega le prestazioni contrattuali alle prestazioni corrispettive. Nel caso specifico, viceversa, la contingenza (o indennità integrativa speciale a seconda dei contratti pubblici o privati ) è una variabile dipendente non dalla prestazione contrattuale, ma dal modificarsi del “costo della vita” calcolato sulla base di parametri fissati dalla normativa in vigore nel periodo considerato. Quindi, nel ca1colo dei compensi ed emolumenti percepiti nel periodo di imposta, il variare della contingenza o della indennità integrativa speciale, comporta solo una modificazione del valore numerario che lascia però inalterato il reddito reale percepito dal lavoratore dipendente o dal pensionato quale corrispettivo contrattuale della quantità e qualità delle sue prestazioni o dei suoi diritti di quiescenza. E’ innegabile che l’ IRPEF sia Imposta personale che va a colpire l’ammontare del reddito da lavoro o di quiescenza, questo sì legato a1 nesso diretto delle prestazioni previste contrattualmente o ai diritti di quiescenza. Tale assunto dimostra senza ombra di dubbio la natura solo risarcitoria della contingenza o della indennità integrativa speciale e non certamente reddituale. Sì tratta, in sostanza, di riaffermare un principio che renda giustizia alla categoria dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, considerando - tra l’altro - che la tassazione della parte risarcitoria provoca conseguentemente effetti inflattivi a catena, per cui lo Stato gabelliere liberal liberista diventa esso stesso ente moltiplicatore di inflazione. Dalla nuova “berlusconia” potremo attenderci un atto di equità e di giustizia sociale ? Visti i precedenti non nutriamo alcuna fiducia anche perché solo uno Stato Nazionale del Lavoro fondato su di una economia socializzata potrà risolvere i problemi essenziali dei lavoratori e dei pensionati

Stelvio Dal Piaz

INFANTILISMO POLITICO

La sinistra italiana nelle sue varie componenti di cultura marxiana e clericale è afflitta da un perdurante infantilismo che si manifesta soprattutto quando essa perde le posizioni di potere. Ritenendosi depositaria delle verità assolute non riesce ad analizzare serenamente le cause delle sue sconfitte ed attribuisce agli altri nonché al destino cinico e baro i motivi dei suoi insuccessi. Mai un atto di umiltà e dl indagine introspettiva per capire e maturare anche politicamente. Il grave episodio di Verona in cui alcuni giovani “teppisti conformi” (per dirla alla Franco Freda), espressione di questa società violenta e senza valori positivi di riferimento, hanno per futili motivi barbaramente picchiato altri giovani fra cui uno é poi deceduto probabilmente per le percosse ricevute, ha scatenato gli istinti ancestrali dei sinistri di tutte le varie parrocchie che, poverini. sono afflitti in maniera patologica e ricorrente dall’incubo di un fascismo di ritorno. In tale contesto essi sono entrati immediatamente in “regressione”, termine psicoanalitico che indica un processo di involuzione per il quale, quella che Freud indica come “energia lipidica”, ritorna a stadi precedentemente vissuti e superati e tutto questo per sfuggire alle frustrazioni. E’ innegabile che essi vivano attualmente in uno stato di deprimente frustrazione a causa dell’infausto esito elettorale che non sono ancora riusciti a metabolizzare. Ed allora quale occasione migliore per scaricare le loro tensioni interiori se non attribuire una collocazione politica (di chiara marca fascista naturalmente !) a dei delinquenti senza idee e senza chiari riferimenti dottrinari e culturali se non di eventuale emulazione omologante mal interpretata ? Il deplorevole episodio di Verona si è presentato alla loro psiche malata come il classico “cacio sui maccheroni". Anche i media della cosiddetta borghesia benpensante nonché liberal democratica, non hanno rinunciato, nella circostanza, ad intingere la penna nel velenoso calamaio dell’antifascismo militante. Mi permetto, da fascista vero ed autentico (a differenza di meschine controfigure alla Ciarrapico o alla Alessandra Nipotini), lanciare un appello a questi inguaribili sinistri in permanente stato di mobilitazione antifascista: desidererei di potermi confrontare civilmente, sul piano culturale e dottrinario, con degli avversari normali, psicologicamente sani ed equilibrati, ricordando loro che - sempre secondo Freud - i processi di “regressione” hanno una parte importantissima nella genesi delle nevrosi e delle psicosi.

Stelvio Dal Piaz

 

PLUTOCRAZIA E LAVORO


Sono termini antitetici, incompatibili fra di loro. Ogni tentativo di sintesi o di conciliazione ( leggi prassi liberaldemocratica ) è da ritenere ingannevole nelle premesse e nei risultati. Lo strumento principe della plutocrazia é la “banca”, l’istituzione attualmente responsabile dell’indebolimento dell’economia nazionale, del forte aumento dei prezzi che a loro volta sono spinti in alto dall’aumento dei costi di produzione dovuti all’aumento della tassazione e dei tassi di interesse. L’esame dei programmi dei due schieramenti che si sono affrontati in questa ultima tornata elettorale hanno evidenziato un silenzio totale soprattutto su due argomenti importanti per una politica di governo: la politica estera, ormai delegata alla superpotenza statunitense, e i privilegi che nel tempo sono stati riservati alle banche. Basti pensare alle aliquote fiscali privilegiate applicate alle banche che, nel momento attuale, sono le uniche imprese in forte sviluppo ed espansione rispetto a tutto il comparto produttivo nazionale. Senza contare che le banche godono anche di una scandalosa esenzione dal dichiarare la maggior parte dei loro profitti soprattutto quelli derivanti dalla concessione del credito. Si tratta di far emergere dal “nero” circa 750 miliardi di euro l’anno che le banche non dichiarano attraverso marchingegni contabili noti e tollerati, creati e utilizzati dalle banche stesse. L’emersione di questi profitti e la loro relativa tassazione porterebbe al risanamento ed al rilancio della nostra economia. Ci sono inoltre ben 70 miliardi di euro annui costituenti i profitti non contabilizzati da Bankitalia che, se nazionalizzata, sarebbero acquisiti dal bilancio dello Stato con i benefici facilmente prevedibili per i contribuenti e per il finanziamento degli investimenti produttivi. Fra l’altro, questo enorme volume di risorse sottratte all’economia nazionale, provoca un fenomeno perverso per cui l’investimento viene a costare più di quanto possa rendere e, quindi, la liquidità tende a lasciare il settore produttivo per rifluire in quello speculativo-finanziario, provocando con ciò recessione e povertà. Tutto questo non è stato considerato dal “partito democratico” di Veltroni e tanto meno lo sarà dal prossimo governo di centro destra gestito dal “popolo delle libertà”. Il sistema liberaldemocratico si basa sull’illusione e mette in campo e sostiene partiti e coalizioni che competono per vincere non per governare, in un gioco di alternanza che soddisfa momentaneamente le ansie, le aspettative ed i timori delle masse narcotizzate. Il grande poeta Ezra Pound, dichiarato pazzo dalle forze plutocratiche e rinchiuso per anni in manicomio, aveva annunciato una grande verità: i politici sono i camerieri dei banchieri.
L’attuale organizzazione statuale italiana è fatiscente, la nostra economia è debolissima e, ad aggravare la situazione, sta arrivando la crisi e la recessione statunitense che va ad aggiungersi agli effetti restrittivi di Basilea 2. Che fare ? Le forze autenticamente antagoniste ed alternative al sistema plutocratico devono - da subito - dichiarare guerra aperta al governo di centro destra che ha vinto le elezioni, proponendo l’eliminazione immediata della creazione monetaria a debito con la sostituzione di una moneta emessa da parte dello Stato senza indebitamento. Le promesse fatte durante le elezioni si dimostreranno presto illusorie, la crisi e la recessione faranno sentire i loro effetti negativi, dobbiamo prevedere la nascita di un forte dissenso che provocherà violente lotte sociali. Il centro destra tenterà inizialmente la carta della repressione poliziesca e le banche cercheranno di aiutare il governo anche con il ricatto del blocco dei conti correnti e delle carte di credito per i dissenzienti. Come tentativo estremo il sistema giocherà allora anche la carta della “grande coalizione”, ma tutto questo non servirà a salvare la “casta” nel suo complesso anche perché il mito della “globalizzazione”, sul quale è stato costruito il potere oligarchico mondialista di questi ultimi decenni, comincia a scricchiolare ed è prossimo al collasso. Fra gli effetti della globalizzazione vi è quello dì un aumento della liquidità monetaria, una liquidità però fittizia e virtuale che ha determinato una moltiplicazione della moneta, altrettanto fittizia e virtuale. Trattasi di un volume di denaro non reale, accaparrato dalla finanza globalizzata, che sposta enormi capitali (virtuali) da un punto all’altro del globo, incurante delle gravi crisi economiche che produce, purché risultino massimizzati la sua speculazione ed il suo profitto. All’opposto, l’altro effetto che vede gli Stati (i popoli) del cosiddetto mondo occidentale versare in una economia stagnante o addirittura in recessione - dovuta alla scarsità di moneta provocata dall’accaparramento delle centrali finanziarie - e gli Stati (i popoli) del cosiddetto terzo e quarto mondo che soffrono la fame, non tanto per mancanza di derrate alimentari, quanto per la mancanza della moneta occorrente per il loro acquisto.
E’ necessario che gli Stati riconquistino la sovranità monetaria perduta ed emettano direttamente la moneta necessaria per soddisfate le esigenze dei popoli: una moneta di Stato, una moneta di popolo. Se il sistema monetario usuraio é la causa delle ingiustizie che subiscono i popoli del pianeta, la lotta a chi controlla tale sistema è il dovere principe di un movimento socialista nazionale che si batte per una Europa dei popoli contro l’ europa dei banchieri.

Stelvio Dal Piaz


Franco Freda su Verona:

" Non é un episodio di estremismo politico, né di estremismo in genere, ma di insania..........Teppisti conformi...............scarti della vuotezza patologica della società odierna................."       

Fine della storia.

C.V.D.

Come volevasi dimostrare. Il carnevale é finito e i problemi interni rimangono tutti e per di più, nel contesto di una crisi economico-finanziaria internazionale i cui effetti saranno devastanti e duraturi nel tempo. Una cosa va sottolineata: le logge massoniche laiche e confessionali hanno praticamente conquistato il potere assoluto com'é nel loro disegno strategico, governo ed opposizione. In sostanza il paese Italia, risulta adesso ancora più americanizzato. Negli ultimi giorni di campagna elettorale i due contendenti (si fa per dire !) hanno superato in promesse anche le iperbole della Vanna Marchi. Nel contesto di queste elezioni una cosa ci ha fatto enormemente piacere: la dissolvenza definitiva, ingloriosa e secondo lo stile "badogliano" di alleanza nazionale i cui vertici, nella circostanza, non hanno avuto il coraggio di farsi contare. Tutti ricordano la reazione del prode Gianfranco quando Berlusconi annunciò improvvisamente in piazza S.Babila a Milano la nascita del nuovo soggetto politico. Il capo degli an-ali rivendicò storia ed identità della sua "creatura malnata" usando, nei confronti del cavaliere, parole di fuoco. A distanza di pochi giorni, caduto il governo Prodi, cenere sulla testa, coda tra le gambe e ritorno meschino sotto l'ala protettrice dello sponsor che, giustamente, per concedere generosamente una quota di poltrone, ha preteso atto pubblico di sottomissione. Che razza di individui ! Inaffidabili e vigliacchetti anche. Non rimane che augurar loro: buon appetito !      Stelvio Dal Piaz

 

  • ANALISI E PROSPETTIVA

  • Dati alla mano e senza perdere ulteriore tempo in disamine psicoanalitiche inutili possiamo sintetizzare così le elezioni:

  • a) l'astensione non é un arma di protesta utile perché comunque almeno l'80% di elettori vanno a votare nonostante il disprezzo a parole espresso per la casta politica e si accontentano di sfogare il loro basso istinto indirizzandolo o verso il "qualunquismo" di cui é portavoce la Lega al nord con il clone Mpa al sud, o verso il "giustizialismo" espresso dall'Italia dei valori.

  • b) ha vinto il "berlusconismo/veltronismo", cioé il "partito unico della usurocrazia mondialista"

  • c) é stato sconfitto il pensiero marxista della "lotta di classe"

  • d) il socialismo riformista si riconosce nel partito demokratiko e se il socialismo vuole rialzare la testa deve riprendere il filo del pensiero mussoliniano della Repubblica Sociale Italiana interrotto solo con la sconfitta militare

  • d) la destra liberale e borghese si riconosce pienamente nel progetto del "popolo delle libertà", perciò é inutile proseguire ad usare un termine non  corrispondente al pensiero del nazionalismo rivoluzionario che non può nemmeno essere circoscritto ad un obsoleto "missinismo"

  • Detto questo, di fronte allo scenario fosco prossimo venturo di un parlamento ostaggio dell'usura apolide internazionale, occorre capacitarsi che é necessario abbandonare ogni velleitarismo settario per unire tutte le forze antagoniste ed alternative all'occupazione - de facto - messa in atto dai nemici delle Genti. Ciò significa riorganizzare le fila, destituire gli incapacitanti, reinventarsi un nome accattivante non legato a termini obsoleti come "destra" e "fiamma" e rinnovare le schiere dell'avanguardia per consentire la rimodulazione di un messaggio politico che attragga consenso. Dunque, prima di continuare a perdersi dietro il trastullo elettorale, ritrovare il senso di appartenenza ad una Comunità, marcare una precisa identità, abbandonare i luoghi comuni di una "geografia parlamentare", destra/sinistra di cui - di grazia - per qualche anno non avremo necessità di parlare. Selezionare tra le giovani generazioni uomini e donne preparate culturalmente e solidamente ancorate alla dottrina sociale di riferimento, eticamente e moralmente pronti a divenire "milizia", cioé "soldati politici" a tutto tondo sulla base di una mistica non nostalgica ma che affondi le sue radici nella profondità della Storia e della Tradizione per rinnovare - attualizzate - le progettualità inespresse di un socialismo nazionale che coniughi giustizia sociale e senso dello Stato Etico opposto ed alternativo allo stato di diritto. Per fare questo bisogna approfondire il disagio emerso in modo clamoroso nella sconfitta dei partiti di ispirazione marxista perché ora che il "re é nudo" (la lotta di classe) bisogna implementare l'idea-forza della "collaborazione tra le categorie"; nel nostro piccolo lanciamo un appello a ritrovarci in una riunione ristretta da organizzare ad Arezzo tra le categorie del pensiero contigue e troppo spesso in assurda diaspora, che possiamo schematizzare a grandi linee in "continuità ideale R.S.I.", "evoliani", "gentiliani", "sinistra nazionale", "nazionalpopolari", "missini", "destra nazionale", "destra sociale"......!? (e se abbiamo dimenticato qualche fazione accogliamo rettifiche) per verificare l'opportunità di lanciare un ponte di collaborazione ed un patto d'azione con tutti gli elementi estranei alla casta oligarchica della cosiddetta "democrazia assembleare" rappresentata ora plasticamente nella composizione del prossimo parlamento italiano. Dopo questo possibile primo chiodo piantato in parete per iniziare la scalata andrà verificata l'opportunità di trovare compagni di cordata disponibili alla lunga fatica di ritrovare la linea di vetta, a "destra" e a "sinistra" purché disponibili ad abbandonare superate contrapposizioni in funzione di un fine strategico che é quello di sconfiggere quel "beltrusconismo/veltronismo" che altro non é che l'anticamera del "partito unico atlantiko", per dare invece all'Italia una prospettiva comunitaria tra Popoli di una Patria Europea dal Mediterraneo agli Urali, non più schiavi dell'usurocrazia ma padroni del proprio destino di Uomini Liberi.

  • Al contrario tutti zitti ed ognuno pensi pure ai casi suoi ! E si lasci pure che la Lega antinazionale diventi l'unica realtà "trasversale" !

  • Maurizio Canosci

 

INDIVIDUATO IL NEMICO

Abbiamo sempre pronunciato senza parafrasi che quando si combatte una guerra occorre innanzitutto individuare il nemico che si vuole sconfiggere: ebbene l'apertura ufficiale della campagna elettorale del "popolo della libertà" ha sancito senza ombra di dubbio che occorre considerare il nemico più pericoloso per la "Gens Italica" il partito che ha nel suo dna l'appartenenza dichiarata alla cosiddetta "civiltà ebraico-cristiana" (Fini dixit), la confermata sudditanza al progetto "occidentale ed atlantico"  e "il liberalismo  e l'illuminismo come faro della sua proposizione sociale di mercato" (Berlusconi dixit). Di fronte a queste dichiarazioni ufficiali non ci interessa null'altro, non ci importa nulla dei nomi e dei cognomi che fanno parte di questo disegno perché rimane evidente che quella guerra del "Sangue contro l'oro" iniziata (per quanto attiene ai tempi moderni) - in armi - nel 1939 e conclusasi provvisoriamente nel 1945 rimane aperta - politicamente, culturalmente, eticamente - da qui fino al totale annientamento o nostro o loro. E' importante non avere tentennamenti perché occorre comprendere che gli adoratori del vitello d'oro non vorranno fare prigionieri così come é evidente che fino a quando rimarrà in piedi solo e soltanto uno di noi militi dell' Umanesimo del Lavoro i servi dell'usurocrazia apolide sapranno di dovere temere sempre il peggio, la loro sconfitta. E non conta avere una "rappresentanza parlamentare", avere una visibilità "istituzionale e democratica", avere "mezzi". Conterà molto di più "ESSERE": "essere" uomini liberi; "essere" comunità pronta al sacrificio ed alla unità (fascio) di intendimenti e di trascendenza spirituale; "essere" guerriglieri dell'Idea arcaica e tradizionale dell'appartenenza ad una Stirpe.

Dunque che trascorrano pure questi ultimi giorni di agonia; noi lupi siamo abituati a seguire la preda sfiancata per mille e mille miglia ma sappiamo essere pronti nell'abbatterla. Continuiamo a seguire il sentiero sovrapponendo i nostri passi, non sapranno nemmeno quanti siamo, e perseveriamo nella notte lunga a tenere aperti i nostro occhi di fuoco. Lungo il cammino altre prede incontreremo che possono chiamarsi, di volta in volta, "partito x", "partito y", "partito z"; se necessario anche a loro un morso e via ma attenzione a non distrarre da noi l'agguato al nemico giurato, il "turbocapitalismo usuraio apolide", che é rappresentato nel peggior modo dalla "destra economicista filo atlantica" indipendentemente sotto quali spoglie (simboli) elettorali si nasconde. Ne va della sopravvivenza - fisica e metafisica - della nostra Civiltà, quella indo-europea.

La Redazione

 Perché insistiamo con il "Me ne frego ! ".

"Me ne frego ! ", motto immarcescibile del più puro squadrismo, é più che mai attuale in questa travagliata situazione politica in cui la cosiddetta "seconda" repubblica (in realtà é semplicemente l'agonia della "prima", nata dalla resistenza alleata degli interessi plutocratici)  speriamo si affossi una volta per tutte. Ed il "me ne frego" é a tutto campo nel senso più ampio del termine dovendo e volendo colpire ogni espressione politica prona e supina al gioco perverso della democrazia assembleare partitocratica, senza sconti per nessuno; a partire da certi gruppi politici che credono di vedere nel "centro-destra" una nuova patria andandosi a prostituire per un piatto di lenticchie, tutti i fulminati sulla via di Arcore, che aggiungono al difetto di cui sopra pure la perseverante ostinazione di diventare truppe cammellate del cavaliere "azzurro"; e non ci vengano a turlupinare con i punti programmatici sul sociale (quali poi ?!) perché é come pensare di diminuire la siccità nel deserto sahariano con una goccia di piscio di cammello !

Non possiamo dunque che insistere con il "me ne frego" pertanto fino a che non si profili all'orizzonte un gruppo dirigente, una personalità carismatica che all'ordine del giorno di un possibile programma di alternativa all'attuale sistema politico servo dei "liberatori" di ieri abbia il coraggio di esprimere con chiarezza punti fondamentali quali:

- abolizione della "Casta" politica

- riforma del parlamento in ossequio alla rappresentanza delle categorie del Lavoro

- ricusazione dell'alleanza militare con gli Stati Uniti d'America

- nazionalizzazione della Banca d'Italia e delle aziende operanti in settori strategici per l'interesse nazionale.

- socializzazione delle imprese

- educazione nazionale centrale

solo per citarne alcuni. E su questi temi (ma basta ed avanza il tema della ricusazione del "padrinato" a stelle e strisce ! da cui dipendono a cascata molte altre cose) crediamo proprio che né a "sinistra", né tra i "liberali", né al "centro" si possano trovare interlocutori affidabili, a meno che qualcuno non sposi i nostri concetti non tanto perché "Destra" (brutta parola mal digerita anche prima !) ma perché si ritrova nel progetto originario sociale e nazionale. Il resto é solo confusione e finto "celodurismo". Noi a tutto questo preferiamo la COERENZA e la Continuità Ideale con il giuramento all'unica entità nazionale che ETICAMENTE riconosciamo: la Repubblica Sociale Italiana.

Maurizio Canosci

PARLARE A VANVERA

Non pensavo che la mia riflessione (e non una critica com’era ben specificato !) sul cambiamento del sottotitolo del quotidiano ‘RINASCITA’ potesse scatenare interventi così accesi, insistenti, polemici, ed anche non pertinenti. Mi ero solo soffermato sul fatto che, sul piano strettamente mediatico, il messaggio assumeva una valenza diversa, partendo anche dalla considerazione della scarsa e superficiale cultura politica degli italiani. Non é certamente colpa mia se attualmente il termine “sinistra” evoca immagini, persone e movimenti percepiti negativamente dalla maggioranza delle persone, termine che - sempre allo stato delle cose - non é sufficientemente temperato dall’aggettivazione “nazionale”. Per la verità e per dirla come la cosa sia effettivamente avvenuta, io non mi ero accorto del cambiamento che, viceversa, mi é stato fatto notare da altre persone alle quali passo il giornale come mezzo di comunicazione e di propaganda (come consiglia lo stesso Direttore Gaudenzi in un suo editoriale e cosa che io utilizzo da sempre abitualmente). E’ stata soprattutto la rea