alla tana

G E R A R C H I A 

bollettino telematico del 

ALTRE IN BREVE

Ultima ora: Asta chiusa per l'assegnazione delle frequenze Wi-Max. La gara si e' conclusa, secondo quanto si apprende da fonti industriali, alla nona giornata di rilanci, raggiungendo circa 138 milioni di euro di incasso. Si tratta di un risultato che supera i livelli toccati per la stessa asta in Germania (60 milioni) e Francia (100 milioni).

A fare il pieno e' stata Ariadsl, la societa' umbra su cui ha investito il finanziere israeliano Davidi Gilo, che si e' aggiudicata frequenze in tutte e sette le macroaree regionali in cui il bando di gara aveva suddiviso il territorio italiano, rilanciando fino a un massimo di 45 milioni totali.

Prossimamente internet ed altro sotto controllo del................"mossad" !?!?!

Da sinistra risponde uno squillo
A Faenza Rifondazione Comunista ha tenuto un pubblico dibattito sulla strage di Bologna sostenendo le ragioni di Luigi Ciavardini e dei suoi coimputati

 

La verità, la verità è come il vento…lo puoi rallentare ma non lo puoi fermare! Mi aspetto che sia così anche per la strage di Bologna, oltre che per gli altri misteri italiani” così ho dichiarato ai presenti a conclusione della serata.

Io, Raffaele Morani, segretario faentino del PRC, parafrasando volutamente un noto testo della destra radicale, ho così voluto spiegare a chi me lo chiedeva, cosa mi aspetto dopo la serata di presentazione del libro di Andrea Colombo “Storia nera, Bologna la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti”, tenutasi a Faenza (Ra) il 19 novembre con la partecipazione dell’autore stesso e del senatore del PRC Martino Albonetti.

L'iniziativa, da me fortemente voluta anche a seguito dei tantissimi interventi contrari al libro all’interno del mio partito, era organizzata dal circolo faentino del Partito della Rifondazione Comunista, e ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico interessato a conoscere la verità su Bologna come su altri misteri della nostra storia.

Per la prima volta in assoluto, un partito di estrema sinistra ha presentato un libro di un autore chiaramente di sinistra, la cui tesi di fondo è che le sentenze del tribunale che hanno portato alla condanna definitiva di Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini non stanno in piedi e i colpevoli vanno cercati altrove.

La presentazione del libro ha suscitato a sinistra forti polemiche, alcune legittime critiche politiche e anche insulti personali nei confronti del segretario faentino del PRC, ma si è svolta in modo civile, con la partecipazione di un pubblico prevalentemente di sinistra, con l’eccezione di alcuni esponenti di AN e Fiamma Tricolore, presenti a titolo personale e che ho ringraziato per la partecipazione. Introducendo la serata e rispondendo alle

critiche e agli insulti ricevuti ho iniziato affermando che “una sinistra che non avesse a cuore la giustizia per tutti, anche per gli avversari, avrebbe poca ragione di esistere. Non dimentichiamo inoltre che Mambro e Fioravanti sono in semilibertà, ma Luigi Ciavardini ha iniziato a scontare la sua pena adesso, e sono 30 anni di carcere da fare, per un reato di cui probabilmente è innocente”.

La parola è poi passata al sen. Martino Albonetti, che apprezzando il libro ha riconosciuto come sia giusto e lecito indagare sui misteri italiani, il limite è che “come dice il sottotitolo, si tratta pur sempre della verità secondo Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. La loro probabile innocenza sulla strage di Bologna non mette affatto in discussione la verità storica sulla matrice neofascista delle stragi degli anni ’70. Bisogna anche riconoscere, come fa Colombo nel libro, che la violenza politica non era solo di destra, ma c’era

anche a sinistra. A sinistra non si deve comunque mai avere paura di discutere del passato.”

E’ poi intervenuto l’autore del libro Andrea Colombo, ex militante di Potere Operaio, già editorialista de Il Manifesto, ora di Liberazione nonché portavoce di Rifondazione Comunista al Senato, che ha illustrato su cosa si basa la sentenza per la strage di Bologna concludendo come sia un processo con un solo testimone inattendibile (Sparti), un cumulo di indizi labili o inesistenti, “come la famosa telefonata che incastrerebbe Ciavardini e di cui non esistono prove certe che sia stata fatta, la sconcertante chiamata in correità per sentito dire di Angelo Izzo, mallevadore di pentiti e trattato con molti riguardi dalla magistratura, più intenta a trovare puntelli al suo traballante teorema di colpevolezza piuttosto che a cercare veri riscontri nelle sue dichiarazioni.”

Sentenze di condanna di colpevoli di comodo (Mambro, Fioravanti e Ciavardini), magari per affossare le tante piste alternative illustrate da Colombo: il probabile avvertimento di Gheddafi, il bis di Ustica, l’incidente di percorso degli uomini del terrorista internazionale Carlos che forse stavano solo facendo transitare l’esplosivo.

Sentenze debolissime in quanto a prove, fatti, riscontri, moventi e mandanti ma difese a spada tratta da molti ambienti come ad esempio la magistratura bolognese, l’Associazione Familiari delle Vittime, sebbene molti magistrati, anche di sinistra, in privato riconoscano le incongruenze e le debolezze delle sentenze di condanna.

L’analisi di Colombo si è poi spostata sul rapporto tra violenza e politica, ricordando come il nesso fosse allora inscindibile, a destra come a sinistra, “dobbiamo riconoscerlo, se non si ammette che la violenza è stata parte integrante anche di noi, potremmo ripetere quegli errori. Uno dei motivi, per spiegare la violenza degli anni ‘70 probabilmente è da ricercare nel fatto che la guerra di Liberazione, la Resistenza fu anche guerra civile, questo nodo

va affrontato”

Tornando all’argomento principale della sua ricerca, Andrea Colombo ha descritto l’ambiente della destra radicale della Roma anni ’70, la genesi dei Nar, “nati in rottura e contrapposizione con il MSI e i gruppi extraparlamentari Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, collusi coi servizi segreti deviati e partecipi della strategia della tensione”.

La parola è poi passata al pubblico, e qui la prima sorpresa: ai prevedibili apprezzamenti dei militanti di destra presenti si sono aggiunti anche quelli di molti dei militanti di sinistra intervenuti. Giudicando positivo lo spirito dell’iniziativa, qualcuno ha anche detto “cerchiamo la verità sul G8 di Genova, perché non chiederla anche per la strage di Bologna, oltre che per le altre stragi”.

Non sono mancati i toni polemici, rimasti però sempre sul piano della correttezza e civiltà, quando il capogruppo del PRC al consiglio comunale faentino è intervenuto per ribadire con forza le sue perplessità sulla giustezza dell’iniziativa, oltre che il suo rifiuto dell’equiparazione tra vittime di destra e di sinistra, per non parlare poi della definizione della guerra di Liberazione come guerra civile.

A queste critiche ho risposto semplicemente che già Luigi Cipriani, deputato di DP nel 1990 dichiarava che dalla lapide alla stazione di Bologna bisognava togliere le parole “strage fascista” perché “fa parte del depistaggio operato sulla strage di Bologna…..che ha molto più a che fare con Ustica e i rapporti tra Italia, Francia, Stati Uniti, i servizi occidentali e le strutture segrete. Su quella lapide bisogna scrivere “Strage di Stato”. Riguardo poi al giudizio sulla Resistenza, il mio giudizio è chiaramente positivo, ma fu anche una guerra civile, il mio è un giudizio su un fatto storico irripetibile, altri ne hanno un giudizio diverso, che male c’è? Sulle vittime degli anni ’70, pensiamo ad es. al compagno Valerio Verbano, ammazzato dai Nar a 18 anni e al giovane di destra Mario Zicchieri, ucciso a fucilate a 16 anni, le loro idee non erano uguali, ma il dolore delle loro madri è uguale, la dignità che hanno mostrato nell’affrontare quelle tragedie personali è uguale, la voglia di giustizia per quei delitti come per tutti gli altri misteri italiani è uguale, ed è quello che conta per me.”

La serata si è così conclusa , direi che l’auspicio conclusivo di molti dei presenti si può riassumere in poche parole: “giustizia per le vittime, verità per le stragi, no ai teoremi o alle verità di comodo”.


 

Raffaele Morani, segretario PRC di Faenza

 

GLI ANGELI DELLA VERITA'

E' deceduto il giornalista Enzo Biagi. Sapeva scrivere in un buon italiano avendo studiato nella scuola gentiliana e questo lo poneva in una situazione di privilegio rispetto ai pennivendoli provenienti dalla scuola post bellica. Nel necrologio poteva mancare il riferimento al suo precoce antifascismo ? Non sia mai detto ! Ma a volte si vuole esagerare e così non manca il ricordo del suo arruolamento, dopo l'8 settembre, nelle brigate partigiane di "Giustizia e Libertà" quelle - tanto per non dimenticare - il cui

motto di battaglia era: "Pietà l'é morta !".

Strano perché il nome di Enzo Biagi figura anche nell'elenco dei giornalisti che durante la Repubblica Sociale Italiana fruivano di sostanziosi contributi in denaro da parte del Ministero della Cultura Popolare. Ma questo gli "angeli della verità" non lo dicono e non lo scrivono. Come pure il giornalista Enzo Biagi non ha mai scritto la verità vera che lui conosceva benissimo sui tragici fatti che hanno portato poi alla rappresaglia tedesca di Marzabotto. Così va il mondo !                                Stelvio Dal Piaz


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Ridicoli quando non insultanti gli atteggiamenti di meraviglia e di indignazione intervenuti a seguito della sentenza con cui  la III Corte d’Assise di Roma  ha dichiarato “il non luogo a procedere per  difetto di giurisdizione” nei confronti del marine statunitense Mario Lozano che il 4 marzo del 2005 uccise sull’Irish Route la “barba finta” italiana Nicola Calipari.

Un “difetto” discendente dall’adesione dell’Italia ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu secondo la quale “tutto il personale della coalizione che opera in Irak è sottoposto alla giurisdizione della Stato d’invio”. Al di là dell’iniquità del disposto resta il fatto che questo contraddice e viola i principi del Diritto Internazionale. Per quello che, ovviamente, tale “diritto” può ancora rappresentare da quando a Norimberga ed a Tokio furono imposte le ragioni dei vincitori con la conseguente criminalizzazione dei vinti.

Ciò che comunque è intollerabile è la scontata ignoranza dei beoti ed ancora di più la cialtroneria di quanti ai diversi livelli istituzionali gestiscono dal 1945 la Colonia Italia.

Che un Felice Casson – tanto per fare un nome di indignato – se ne esca fuori dichiarando che si è giunti alla “rinuncia della sovranità nazionale” e che lui pensava che “certi tempi e certe soggezioni, anche giuridiche, fossero passati” è a dir poco vergognoso. Dove era Casson, oggi senatore per meriti di toga, quando il Mossad faceva esplodere in volo sul cielo di Marghera l’Argo 16 e quando i top-gun tranciavano i cavi della funivia del Cermis? Nei tempi in cui, insomma, da buon giudice “democratico” esercitava con encomiabile solerzia la sua attività di inquisitore  nei confronti degli eversori  “neri”. Da uomo di legge prestato alla politica non può ignorare quale sia la “giurisdizione” cui sono sottoposti i militari italiani operanti in Irak alle dipendenze degli occupanti statunitensi. E non può chiamarsi fuori perché di sinistra. Sono tutti responsabili e coinvolti. Per opportunismo e per servilismo: l'opportunismo degli avversari tradizionali di sinistra dell' imperialismo americano, il servilismo  degli amici di sempre dell' "alleato" di oltre oceano.

Voglio ricordare ai sedicenti antagonisti (ché farlo con i sudditi e con i servi che occupano le posizioni di potere politico-giudiziario sarebbe inutile e per nulla interessante) quanto ebbi a scrivere nei giorni del day after.

<La filosofia globale del "National Security Strategy" impone la liquidazione dei Trattati non ritenuti organici con gl'interessi statunitensi, ad iniziare dal Trattato di Kyoto. Una liquidazione che si estende, naturalmente, agli accordi internazionali in tema di giustizia. Il Tribunale Internazionale viene considerato, pertanto,  come una Corte "la cui giurisdizione non si estende agli americani".   Loro sono legibus soluti. E ciò era noto: Cermis  - tanto per fare un esempio - ce lo ha insegnato. La novità consiste nella spudoratezza con cui viene gettato in faccia al mondo il principio di una giustizia-ingiusta, o meglio di una giustizia che vale per taluni e non vale per altri. E ciò soltanto in apparente contrasto con la globalizzazione della giustizia. La giustizia globalizzata ha, infatti, valore in quanto norma imposta  agli "altri" dal vincitore e, quindi, da chi detiene il potere mondiale.  All'Aja si processa Milosevic, non si processeranno mai i protettori yankee dei miliziani kosoviani>.

Apparentemente non vi è nulla di nuovo e di diverso a fronte delle strategie seguite dagli Usa anche dopo il "costruito" 11 settembre. Il nuovo è rappresentato - anche qui - dal modo  con cui vengono espresse e dalla brutalità con cui vengono imposte agli "alleati", considerati un'appendice ininfluente della potenza militare statunitense. "Nell'esercitare la nostra leadership, noi rispetteremo i valori, i giudizi e gli interessi di amici e partners. Pure siamo pronti a far da soli quando i nostri interessi e la nostra responsabilità, che è unica, lo richieda".

Un' "unicità" che vuole essere più che un monito uno sberleffo in faccia agli alleati della Nato che vengono anche formalmente considerati  e trattati alla stregua  di servi inaffidabili.

Una considerazione a margine. A Nicola Calipari il 22 marzo 2005 fu conferita alla memoria – motu proprio - dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la medaglia d’oro al valor militare,  con una motivazione in cui non si chiarisce da quale parte provenissero i colpi che uccisero il numero due del Sismi. Dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma, un’indignata Rosa Vallecchi Calipari - divenuta senatrice diessina  per meriti di vedovanza – ha minacciato di restituire la decorazione. Noi la invitiamo a farlo. Insieme, naturalmente, alla medaglietta di parlamentare.

Paolo Signorelli


E’ scoppiata la pace tra "atlantisti di destra" e "atlantisti di sinistra". Andiamo in guerra?

Oggi. 6 novembre 2007, sono particolarmente contento. Ho visto ieri sera, 6 novembre 2007, la trasmissione "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa. E sono stato particolarmente colpito dai toni concilianti di Fini (ex fascista) esponente del centrodestra e di Fassino (ex comunista) esponente del centrosinistra. Si discuteva del problema degli "immigrati irregolari" ed entrambi concordavano sulla necessità di varare un "decreto legge" che regolarizzasse una volta per tutte il fenomeno delle "immigrazione selvaggia" che allarma gli Italiani tutti.

Particolare degno di nota: nel corso della trasmissione sembrava che Fini "dettasse la linea" e che Fassino subisse il fascino di una "pulsione legalitaria" che finora era stato patrimonio di certa destra. Altro particolare: Fassino, assentendo alle tesi della CdL, smentiva le dichiarazioni sprezzanti di Prodi che aveva dichiarato: "noi abbiamo varato il decreto. L’opposizione faccia quello che crede". Pertanto oggi, 6 novembre 2007, mi sono alzato di buonora e sono andato a trovare il mio amico Jachinu. Jachinu, per chi non lo sapesse, è lo scemo del mio paese. Essendo scemo, non sa leggere e scrivere. Ed è questo che lo rende un "saggio antico": il fatto che non conosce le sublimi dottrine e gli astrusi pensieri dei tanti "saggi" che, in questa Europa invertebrata, ci istruiscono dietro lautissimi compensi.

"Jachinu, hai visto le dichiarazioni di Fassino a Porta a Porta"? gli chiedo a bruciapelo. Ed aggiungo di un fiato: "mi sa tanto che questa volta Prodi debba fare le valigie. E’ stato smentito in pieno. E la sua linea cattocomunista è stata vistosamente sconfessata". Jachinu scuote la testa, poi dice: "Si, sembra che la politica si stia avviando nella direzione che tu dici".

Meravigliato chiedo: "E tu non sei contento del fatto che finalmente si risolvano i problemi degli Italiani? E che centrodestra e centrosinistra si ritrovino attorno ad una linea comune"? Jachinu replica: "ne sarei contento se pensassi che Fini e Fassino sono dei politici "compos sui" come dicevano gli antichi Romani. Sono, invece, convinto che siano dei "pupi" ai quali il "puparo" tira i fili e detta le parole".

E continua: "ma non hai visto quello che ha dichiarato Napolitano in occasione della celebrazione del 4 Novembre"? "E cosa ha dichiarato"? chiedo. Ecco: "E' nostro dovere prepararci a fronteggiare ognuna delle nuove possibili emergenze che possono presentarsi nel panorama internazionale". Replico: "Embé, sono parole sagge". Jachinu sorride e chiede: "ma sai quali sono le aree delle emergenze? L’aggravarsi della situazione in Afganistan, le incognite della situazione in Iraq e in Iran ed eventuali contrapposizioni nei Balcani. Ed ha aggiunto che si richiede la "coesione nazionale" e le eventuali misure finanziarie per sostenere le nostre forze armate in tali compiti" (1). E conclude. "Napolitano sa che presto ci sarà una guerra feroce e che tutta l’area islamica si infiammerà. Lo sa ed invita alla "coesione nazionale".

Obietto: "Jachinu hai detto che Fini e Fassino sono dei "pupi" in mano al "puparo". Non vorrei che pensassi la stessa cosa di Napolitano, presidente degli Italiani tutti". E Jachinu replica: "non mi permetto sia per rispetto della persona Napolitano sia per rispetto della carica di Presidente della Repubblica". "E allora"? chiedo. "E allora", replica Jachinu, "è possibile che Napolitano sia direttamente ispirato da Dio come Bush".

Jachinu è uomo di fede, crede in Dio e nei Santi. Io, invece, sono un vecchio cinico. E, perplesso mi chiedo: non vorrei che Dio comparisse a Bush e a Napolitano nella veste di un comitato di banchieri. E poi siamo certi e sicuri che il "Dio" che parla a Bush ed a Napolitano sia il "Buon Dio"? Non potrebbe essere una qualche "divinità malefica"?

E, in ogni caso, facendo riferimento alla concretezza degli antichi Romani, mi chiedo: "quali interessi abbiamo noi Italiani in Afganistan, in Iraq e in Iran"? Mah! Vediamo come sviluppa. Ma temo che stavolta in montagna ci andremo noi.                Antonino Amato www.ciaoeuropa.it

(1) "Napolitano: coesione nazionale per le emergenze mondiali" in "Corriere della Sera" del 5 novembre 2007, pagina 15.

Il problema, caro Antonino, é solo uno; a noi in montagna chi ci potrà mai dare una mano (aiuti e quant'altro ?!). Speriamo di trovare buoni alleati tra gli Amerindi "bolivariani", i  Russi (non più "sovietici") e i pan-arabi, a Dio - o agli dei - piacendo. La guerra socialista e nazionale del Sangue contro l'Oro non é mai terminata !     La Redazione


Socialisti Nazionali non conformi e non allineati esprimono  il proprio cordoglio per i due alpini italiani morti in Afghanistan e chiede ai politicanti di centro-sinistra e di centro-destra l'immediato ritiro di tutte le nostre truppe impegnate all'estero in missioni di guerra non strategiche per l'Europa, camuffate da missioni di pace.
Basta versare sangue italiano al servizio degli Usa e dei loro interessi economici e strategici!
Basta con la politica di servilismo filo Usa praticata in questi decenni e che ha raggiunto il suo massimo con il non rimpianto governo Berlusconi!.
Via le basi Usa dall'Italia!
Via l'Italia dalla Nato!
Via la Nato dall'Europa! Un Esercito europeo !
Libertà, sovranità e indipendenza per tutti i popoli!

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FINALMENTE EMERGONO I VERI VINCITORI DELLE ELEZIONI POLITICHE IN  ITALIA !

Anniversario Stato Ebraico. Berlusconi: «Siamo tutti israeliani»

Rapporti solidi tra Italia e Israele
Anniversario Stato Ebraico. Berlusconi: «Siamo tutti israeliani». L'ambasciatore a Roma Gol: «Oggi giorno di grande amicizia».

ROMA - «Siamo stati già al governo e i rapporti tra Italia e Israele sono sempre stati forti. Procederanno così anche in futuro». Lo ha affermato Romano Prodi in un breve intervento, mercoledì sera a Roma, al ricevimento organizzato dall'ambasciata israeliana in Italia per il 58/o anniversario della nascita dello Stato di Israele.
BERLUSCONI - «L'Italia del centrodestra e del centrosinistra» saranno sempre «a fianco» di Israele come «un baluardo» a difesa «della sua democrazia e libertà» ha affermato Berlusconi intervenendo alla cerimonia. Berlusconi ha affermato che andrà avanti su questa strada «in sintonia con la sinistra». «Oggi siamo tutti Israeliani», ha aggiunto. «Israele è parte fondamentale dell'occidente ed è un paese europeo», ha concluso. Ognuno a fianco dell'ambasciatore in talia dello Stato di Israele Ehud Gol, poi, Romano Prodi e Silvio Berlusconi hanno brindato ad Israele al termine della festa.
«MI HA RICONOSCIUTO» - Non si è fatta attendere la replica del premier in pectore con i giornalisti: «Silvio Berlusconi ha riconosciuto lo stato di Israele e me... è la prima volta... forse gli è scappato». Poi il Professore, commentando il passaggio in cui Silvio Berlusconi ha riconosciuto il proprio ruolo di opposizione e pertanto il fatto che l'Unione sarà chiamata a governare, ha aggiunto: «Adagio, adagio. Aveva detto che ci sarebbe voluto del tempo. E così è stato. Ma alla fine lo ha dovuto riconoscere».
GIORNATA DI FESTA - «Oggi, la presenza di tanti esponenti politici italiani è un segnale di grande amicizia per lo Stato di Israele. Oggi destra e sinistra italiane non esistono», ha dal canto suo affermato l'ambasciatore Gol nel suo discorso.

Nassyria 28 Aprile 2006 - Alle famiglie del capitano dell'esercito Nicola Ciardelli (del 185° battaglione dei paracadutisti di Livorno), del maresciallo capo dei carabinieri Franco Lattanzio (di Pacentro, L'Aquila), del maresciallo capo dei carabinieri Carlo de Trizio (di Bisceglie, Bari), alle Armi e ai commilitoni dei caduti, vanno la partecipazione e la solidarietà dei socialisti nazionali non conformi per il grave lutto. Gli auguri di una pronta guarigione al maresciallo aiutante Enrico Frassinito, gravemente ferito.

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FLASH:  "RingraziandoLo per la stima accordatami, ho comunicato all'On.le Luca Romagnoli la mia indisponibilità a candidarmi a a capolista nel Veneto per il movimento sociale Fiamma Tricolore. Quattro legislature di battaglia in difesa della gente e della giustizia sociale non mi consentono di confrontarmi ancora con un sistema politico che si scandalizza per i reati di opinione ma si nutre di illegalità e compromessi con personaggi impresentabili del mondo delle banche e della grande finanza. Mentre i ladri di Pisa della seconda Repubblica si avviano verso l'inciucio partitocratico per salvare il loro potere corrotto, le persone che non hanno scheletri negli armadi si stanno organizzando, fuori dagli schemi imposti dai partiti e dalle loro leggi elettorali farsa, per la ricostruzione di un Paese devastato per decenni da bande di predoni e illusionisti".

"Quando sento che Fini esprime solidarietà a Storace coinvolto in un <<tentativo di diffamarlo montando un caso che non esiste>> non posso non pensare alla mia espulsione da A.N. per aver autorizzato la diffusione di un video in cui si documentavano le porcherie giudiziarie contro il detenuto novantenne Erich Priebke. Allora, per smontare il caso creato dalla sinistra, sarebbe stato sufficiente visionare una cassetta, ma ciò non fu fatto; sul caso Storace, invece, Fini sa già tutto prima ancora che la magistratura giunga ad una qualsiasi conclusione. Evidentemente, per qualcuno verità e giustizia sono valori che devono sempre essere accompagnati al proprio tornaconto politico"                           COMUNICATI STAMPA DELL'ON.LE ALDO SERENA

ULTIMA ORA:

TESTA DI CAZZO        - << Presidente Berlusconi mi consenta ..., per par codicio, di darle del ... Non volevo essere volgare, sa per rendere l'idea, di quello che ha fatto in questi 5 anni. Perchè solo un testa di cazzo circondato da altri testa di cazzo, ha potuto ridurre una nazione allo sbando in campo economico e sociale.>>

divertente ritorsione verbale trovata su internet che senza ipocrisia riteniamo sacrosanta. D'altra parte dovremmo ritenerci anche noi dei "coglioni" visto che al cavaliere il voto non lo abbiamo MAI DATO !

DUE BARI AL TAVOLO VERDE - é l'unico commento possibile al confronto (per fortuna l'ultimo) elettorale tra il capo "sinistro" e il capo "destro". Da una parte si promettono 200 euro al mese per ogni italiano (compresi quelli "acquisiti" !?) da 0 mesi fino ai 18 anni; dall'altra parte si promette l'abolizione dell' ICI. Peccato che nessuno dei due ci dice dove troverà le risorse finanziarie o nasconde che per attuare i loro propositi noi povera gente ci beccheremo qualche altro salasso attraverso magari ,l'ulteriore aumento delle cosiddette imposte indirette (quelle che indistintamente dal reddito toccano ognuno di noi tutti i giorni).  Intanto l'indebitamento delle famiglie é salito in  un solo anno del 17,5% e nessuno dei due bari professionisti ha osato mettere bocca sul "signoraggio della moneta" che é il sancta sanctorum del modello usuraio imposto dalla oligarchia alla democrazia partitica. Intanto nessuno dei due ha dichiarato con fermezza che gli Stati Uniti d'America non sono i padroni dei nostri destini e che se vogliono fare guerra si vadano a trovare i mercenari da qualche altra parte del mondo.  La prima azione di rivolta é quella di alzare la percentuale astensionista al massimo livello possibile per iniziare la delegittimazione di chiunque dei due andrà a governare. Poi - senza porre limiti alla provvidenza - vedremo se sarà possibile cacciare i bari a randellate (perché così si usava quando gli uomini erano ancora degni di esserlo). Gerarchia

LE MURA DI GERICO

  “E quando il popolo udì il suono delle trombe lanciò un gran grido e le mura crollarono”             

                                                                                          Giosué 6 – “ Maccabei 12:15

  Da millenni la Bibbia tramanda la memoria della distruzione delle mura di Gerico ad opera dei figli d’Israele. Dopo due giorni dell’abbattimento con i bulldozer delle mura del carcere della cittadina palestinese ad opera degli israeliani il silenzio è calato su uno dei più incredibili atti di criminalità della Storia. Mai si era visto che venisse assaltato un carcere per catturare i prigionieri in esso rinchiusi e trasferirli nel carcere di un altro Stato. Dopo la caccia ai “criminali” nazisti operata in giro per il mondo dal Mossad su segnalazione del Gruppo Wisenthal e le eliminazioni “mirate” dei capi della Resistenza palestinese, l’arroganza israeliana ha debordato nell’assalto al carcere di Gerico. Un’ora dopo la “ritirata” di comodo dei “secondini” anglo-americani - che dal maggio 2002 facevano la guardia ad Ahmed Saadat detenuto insieme ad altri combattenti del Fronte popolare di liberazione della Palestina - la brigata Nahal ha scatenato l’operazione “Fategli Visita”. Un’operazione a dir poco  surreale, ripresa impietosamente in diretta dalle telecamere di Al Jazeera: con primo piano grottesco  di prigionieri e di guardie palestinesi  costretti ad uscire in mutande ed a mani alzate dalle macerie del carcere tra i ghigni degli incursori israeliani. Un’operazione che, comunque, ha costituito un’ottima mossa elettorale per il premier israeliano Ehud Olmert.

Cronache di ordinaria tracotanza che stanno a dire, se pure ve ne fosse bisogno, come tutto sia consentito a  quelli del “pianto che paga”.

Ancora una volta il “mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto”. Come lo rimarrà quando, a breve, gli esportatori della Libertà e della Democrazia aggrediranno l’Iran. Ma lì sarà un’altra storia.

  Paolo Signorelli

Qualche centinaio di disadattati sociali (magari agitati pure da qualche "sbirro" travestito) e qualche centinaio di ragazzi in gita a Milano per foto ricordo (irretiti da irresponsabili alleati del nano "fido"-amerikano) preservano il blocco del regime partitocratico che da destra e sinistra ulula in sincrono la sua condanna (e per i teppisti da una parte e per i rappresentanti del "male assoluto" dall'altra). Risultato di questa prima uscita del circo: solo qualche panda bruciata e pubblicità gratuita per un simbolo elettorale.  D'altra parte si sa che lo spettacolo cresce in suspence durante la rappresentazione in attesa del gran finale. Infatti già nei prossimi giorni avremo una nuova mobilitazione "antifa" sempre a Milano e sicuramente altri simboli elettorali avranno bisogno di recuperare visibilità e cercheranno di mostrare anche loro i "muscoli" (dovendo anche difendere il "buon nome di famiglia" !) Dunque nulla di nuovo se non la conferma di un dato di fatto; é da tempo che abbiamo ragione ad indicare l'assoluta necessità di promuovere una aggregazione del vero e sincero antagonismo che contrasti con la lobotomizzazione dei cervelli promossa dalla logica dei ludi cartacei. Per questo é necessario trovare persone che considerano ancora la "materia grigia"  non un peso all'interno della scatola cranica ma l'organo principale dell'essenza umana in condivisione con lo spirito ed il cuore. Perché ci vuole l'uso sincronizzato di queste tre sensibilità per muovere guerra di liberazione all'aggressione plutocratica del sistema. Dunque cervello, cioé ragione, per comprendere che la storia si fa muovendosi altrimenti si é solo lettori di libri; spirito, cioé cultura antropologica, per comprendere che le trasformazioni sono possibili in virtù di valori che uniscono contrastando TUTTI i dis-valori che creano divisioni; cuore, cioé coraggio, per superare l'ostacolo che spesso é dentro di noi quando non siamo capaci di superare pregiudizi e preconcetti conculcati da faziosa propaganda. Nessuno impedisce a nessuno di avere salde radici storiche differenti purché esse assumano una connotazione di riferimento romantico-idealista capace di aggregare molteplici energie indirizzate però a combattere il vero individuato nemico comune contrapposto. Noi il nemico individuato lo sappiamo capace da sempre di essere in grado di gestire il potere ed il contropotere; sappiamo che da sempre é il finanziatore dell'uno e dell'altro  essendo quello che detiene l'arma più potente che é il "signoraggio" della moneta. C'é qualche altro che ha capito l'antifona e vuole combattere con noi ? O i più preferiscono continuare a fare i "figuranti" nello spettacolo degli opposti estremismi !?

In breve:

  • Luxuria é un falso uomo e Alessandra Mussolini una falsa fascista !

  • Che insulto non permettere alle Comunità ebraiche (una "folla") di votare in pace i loro rappresentanti interni per concomitanti elezioni amministrative in molti comuni d'Italia !

  • Storace - forse - spiava, pagando, dal buco della serratura, ma per vedere Alessandra Mussolini "nuda" bastava girare - gratis - su internet !

La vedova scaltra

Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO: COMITATO PER IL PROCESSO A BENITO MUSSOLINI

ROMA . Da tempo si parlava di un “ Processo a Benito Mussolini”; da quando Massimo D’Alema disse a “Porta a Porta”, che sarebbe stato più giusto processarlo, anche perché in tal modo si sarebbe potuto ricostruire un pezzo della storia d’Italia.

   Qualche mese fa un lettore del “Corsera” ha chiesto a Sergio Romano: se fosse possibile farlo ora, quel processo, quale potrebbe essere la sentenza? Romano se l’è cavata dicendo: “Per rispondere a questa domanda aspetto la fine del processo che si sta celebrando all’Aja contro Milosevic”. Bene. Mentre Romano aspetta, molti ritengono che per Mussolini, invece, una sentenza potrebbe essere pronunziata molto prima, con un processo celebrato subito: celebrato oggi, a distanza di sessanta anni dalla morte. Celebrato non come evento giudiziario vero e proprio, ma come manifestazione soprattutto mediatica, intesa a evidenziare, appunto numerosi motivi storici ancora poco noti e a portare finalmente alla luce molteplici “verità” finora artatamente oscurate dai tanti che hanno interesse all’oscuramento.

   Lo scrittore Filippo Giannini, dopo aver sollecitato l’opinione pubblica mediante vari appelli sulla stampa ( “Imputato Benito Mussolini, si alzi”) si è fatto promotore di un Comitato che, impegnandosi a realizzare iniziative “processuali”, ne coordini i vari aspetti. Tale Comitato si è costituito, ha precisato la propria fisionomia e le proprie competenze e, stabilita la sede presso il romano Comitato Difesa del Cittadino “Insieme per difenderci”, che da molti anni opera sotto la presidenza dell’avvocato Carlo Morganti, ha cominciato a lavorare.

   Nella prima riunione questo Comitato per il “Processo a Mussolini” ha, designato il Presidente nella persona di Guido Mussolini, figlio di Vittorio Mussolini e nipote di Benito, e ha definito il proprio organico. Componenti sono: l’avvocato Carlo Morganti, lo scrittore Filippo Giannini, i giornalisti Giano Accame e Franco Monaco, lo scrittore Nino Arena, Enzo Schiuma, Giorgio Forti e Pietro Veneziani.

   Il Comitato ha inoltre, programmato le seguenti iniziative: 1) Costituzione di un Collegio di Legali; 2) Istanza alla Procura della Repubblica contro lo Stato italiano colpevole di non avere promossa alcuna indagine, né stabilito alcuna sanzione a carico degli assassini di Benito Mussolini; 3) Raccolta di firme per l’adesione di cittadini all’iniziativa; 4) Collaborazione di storici, di giuristi e di personalità della cultura per la raccolta di testimonianze inedite relative all’argomento; 5) Realizzazione di un soggetto televisivo sull’argomento.

   Altre riunioni si susseguiranno a ritmo sostenuto. La sede del Comitato per il “Processo a Mussolini” è provvisoriamente in Via Gallia n. 17, 00184 Roma.

In linea generale il tuo canovaccio potrebbe andare anche se, come rileva Borraccino, preconizzare nomi é inutile e - forse - dannoso. Certamente anche Cospito dice vediamo il dopo 10 aprile e ragioniamo a bocce ferme. Certamente anch'io dò la mia personale disponibilità perché ciò che conta é il fine di realizzare quella "sinistra nazionale" (Italia/Repubblica/Socializzazione) che oggi non c'é perché tutto lo spazio é occupato dalla "destra antinazionale" della plutocrazia (da RC ai cespugli estremi a latere di AN); che significa anche realizzare un fronte popolare di liberazione, socialista e nazionale, contro l'occupazione liberalcapitalista dell'imperialismo atlantico.

Eja Maurizio

----- Original Message -----

Sent: Wednesday, March 01, 2006 1:25 PM

Subject: Lavoro di squadra

Prendo atto dei messaggi di Cospito e di Canosci . Entrambi, seppure con parole diverse, pongono il problema della necessità di "fare fascio ", pena la scomparsa.

 

Sono consapevole di questo problema. E non nego la mia disponibilità . Solo che (e qui c'è una giusta presa d'atto di Cospito): "capisco però le riserve di chi ha avuto una delusione dopo l'altra e per questo ritengo che nel momento  in cui ci troviamo, è bene che ognuno conservi le strutture che ha creato ".

 

Al lume di quanto ci siamo detti, esiste dunque una prospettiva di conciliare le due esigenze:

1. le singole strutture organizzative, già costituite, restano autonome:

2. ciascuna struttura designa uno o più camerati che darebbero vita ad un "coordinamento ":

3. si potrebbe includere anche Silvestri con la sua iniz iativa;

4. Borraccino , Sermonti e Signorelli farebbero parte del coordinamento. Non in rappresentanza di alcuno, ma di se stessi e del loro passato;

5. prendere atto delle realtà operative maturate in questi ultimi anni ("Rinascita " e "Movimento Zero ") e seguirne le iniziative. Solo, se possibile, presentarci "uniti " e "organizzati ".

 

Ecco: su questo aspetterei i vostri pareri. Dando io, fin da ora, la mia disponibilità .

 

Cordiali saluti .

Antonino Amato

----- Original Message -----

Sent: Wednesday, March 01, 2006 11:45 AM

Subject: Fw: Lavoro di squadra

Vedo che il dibattito prosegue e non sto a rincorrerlo. Ma.....rimangono molte perplessità. Ieri ho ricevuto una telefonata da Massa di Silvestri che mi conferma essere in atto la costituzione del M.A.I. (movimento alternativo italiano credo) con riunioni nella penisola e con adesioni di vari gruppi, la nomina di un direttivo ecc. ecc.; insomma né più né meno come il MNP di Cospito (come ho detto al buon Silvestri). Dunque abbiamo già due soggetti ed a questi, continuo a ripetere che ci sono allora anche il MZ (ma concordo con quanto scritto da Signorelli a Massimo Fini !) ed eventualmente Rinascita (che credo abbia più a cuore giustamente l'impronta giornalistica indipendente). L'impostazione di Socialismo Nazionale é stata diversa (ed é per questo che io non mi scandalizzo se Saverio parla differentemente da me qualche volta) perché non abbiamo creato nessun direttivo e nessun movimento ma cercato di portare avanti il disegno di Comunità territoriali eventualmente pronte a "federarsi". Allora la confusione mi sembra già molta. E ribadisco: o ci si incontra tutti in una grande assemblea costituente oppure - come dice Cospito (ma anche Silvestri, ma anche MZ) - ed allora potrei dirlo anch'io - noi siamo qui, chi ci conosce sa dove trovarci. Avevamo provato a farlo come Fronte Sociale Nazionale e le conclusioni sono sotto gli occhi di tutti. Il rischio é sempre lo stesso: ognuno con il suo "giocattolo" ! Ed invece no, é ora di cambiare registro. Il "fascio" di realtà sociali ed ideali nazionali deve trovare punti di fusione in alternativa al nemico plutocratico. Senza questa fusione non si crea forza e la nostra frammentata debolezza é sul punto di essere travolta definitivamente da chi ha ormai la consapevolezza arrogante di essere vicino alla vittoria finale (leggi a proposito l'intervista di oggi 1° marzo sul Corriere della Sera del nuovo presidente delle comunità ebraiche in Italia - Morpurgo - che non ha remore più a dichiarare apertamente il SIONISMO come sinonimo di ebraismo).

Mala tempora currunt !

Slt Maurizio Canosci

Troviamo su internet un monito di Beppe Grillo a cui abbiamo aggiunto due note di redazione che descrive sinteticamente il vero prossimo bipolarismo con cui anche noi dovremmo fare i conti; vogliamo essere "moderati" o ..................."estremisti di buon senso" ? Noi abbiamo già scelto. Sicuramente ESTREMISTI DI BUON SENSO.

18 Febbraio 2006
Gli estremisti di buon senso

In campagna elettorale la verità è una “buona cosa di pessimo gusto” e chi la dice è un estremista.
Estremisti come Ferrando, che ha detto sull’Iraq e sulla Palestina cose che pensano molti italiani, e Luxuria che non mente su sé stessa.
Ferrando e Luxuria sono estremisti di buon senso. Peccato che non ci sia da indicare nessuno dei "nostri camerati" (n.d.r.)

E’ un rovesciamento delle parti.
Il politico moderato, privo di senso comune, avalla taviraqleggeelettoraletruffaleggiadpersonamnopacs - pontesullostrettocondannatiinparlamento.

L’estremista invece non tollera il ritorno dei mostriviventi pomicinodemitacraxijuniordemichelismartelli, vuole il ritiro delle truppe dall’Iraq, vuole abolire il precariato introdotto dalla legge Biagi, vuole il riconoscimento delle coppie di fatto senza discriminazione di sesso, spera che Ruini preghi di più e esterni di meno e tante altre cose che vogliono ormai molti italiani.

Il moderato è diventato estremista e dà dell’estremista al moderato.
E se l’estremista di buon senso protesta viene eliminato con moderazione.

Il moderato pratica la censura, decide lui cosa è giusto per i cittadini, manganella i sindaci in Val di Susa, mente (ma per il bene degli elettori), comanda ancora prima di essere eletto.
Il moderato soprattutto si indigna: la verità lo offende.
E chiama l’estremista di buon senso con nomi infamanti come: no global, giustizialista, trotskista. "f ascista e/o nazista" non più perché "qualcuno di questi" é diventato anch'esso "moderato" con l'alleanza pro-Berlusca (n.d.r.)

Il moderato parla con i moderati, legge i giornali moderati, partecipa alle trasmissioni moderate.
Vota leggi che condonano, prescrivono, assolvono, ma con grande moderazione.
E vive nel suo mondo moderato provando un piacere da veri moderati: il piacere della disonestà.

http://www.beppegrillo.it/

  • Dai siti collegati ad Alternativa Sociale si esulta per i loro "punti programmatici" accettati dalla Cdl; basta andare a leggerseli per capire che questi  "o ci sono o ci fanno". Una paginetta infarcita di niente e nulla che incida profondamente sulla politica estera e sociale del partito americano della destra economica e reazionaria di Berlusconi & Co. Patetici é l'ultimo termine che siamo disposti a spendere per tali nullità.

  • Gli alleati migliori in Italia dell'arroganza israeliana; il leghista Calderoli con maglietta anti-islam, il "teo-con" italico Roberto Fiore di Alternativa Sociale apparso d'incanto nella trasmissione "Matrix" da Mentana (che fino a qualche tempo fa l'avrebbe bollato come presunto "neo-nazi"; i miracoli del beato Silvio !); il partito "likud" italiano alias Alleanza Nazionale.  Gerarchia

<< "Il giuramento del candidato politicamente corretto".........................

Io sottoscritto.................................................giuro fedeltà assoluta ai principi della "democrazia" e così giurando dichiaro la mia assoluta dedizione alla difesa degli interessi economici degli stati uniti d'america nel mondo; alla difesa assoluta dello stato d'israele; al ripudio di qualsiasi iniziativa che possa nuocere la "civiltà occidentale" anche a detrimento di qualsivoglia Popolo che aneli alla propria autodeterminazione e libertà. Riconosco che i principi fondanti della civiltà umana sono L'USURA, IL PROFITTO ED IL TRADIMENTO DELLA PROPRIA GENTE A FAVORE DELL' INTERESSE PERSONALE E DELL'INTERESSE SUPERIORE DELLA RAZZA EBRAICA. Sono disponibile, come giuda, a far morire sulla croce chiunque si opponga al progetto universalistico della globalizzazione........................................Amen !!!!!!!

Siamo in attesa delle abiure di molti "rivoluzionari" della domenica.                   Gerarchia >>

Oggi 27 gennaio RICORDIAMO che nel calendario tradizionale dei Santi é il giorno dedicato a S.GIOVANNI CRISOSTOMO - Vescovo di Costantinopoli (tra il 4°ed il 5° secolo d.c.) - noto dottore della chiesa ed autore delle famose 8 omelie contro gli ebrei.

I furbi del quartierino "nero" - da organi di stampa nazionale si apprende che oltre a Rauti dovrebbero trovare posto nelle fila di forza italia anche quelli che impropriamente avevamo definito dilettanti e che invece (forse dopo averci letto !?!) si sono fatti furbi pure loro. Insomma sembra proprio che anche Alessandra Floriani Mussolini, Roberto Fiore e Adriano Tilgher - al di là di ogni previsione - ottengano posto nell'accogliente casino delle libertà filo americano e filo sionista. Che dire: attendiamo l'ufficializzazione delle liste e poi daremo il via alla campagna per il NON VOTO. D'altra parte tra transessuali dichiarati come vladimir luxuria nelle liste di rifondazione comunista e transessuali politici alla corte del cavaliere, per i socialisti nazionali non ci sarà di meglio che evitare il più possibile il contagio con queste urne infette.

La Vedova scaltra

Oggi é il giorno della futura memoria - Se il Popolo di Palestina nella sua maggioranza democratica ha indicato una scelta non si capisce perché gli Stati Uniti, Israele ed i loro concubini europei non diano legittimità a questa volontà. Il solito modo di indicare due pesi e due misure nella valutazione geopolitica da parte della plutocrazia é il segno tangibile che qualcosa non funziona. Che succederebbe per esempio se gli elettori del centrosinistra, una volta che il 9 aprile fosse schiacciante la loro maggioranza in Italia, ed una volta giustamente insistito affinché il governo Prodi confermi il rifiuto a proseguire l'occupazione militare in Irak venissero a conoscenza che gli Stati Uniti, Israele e gli altri governi europei succubi ritengono illegittimo tale governo italiano rifiutandosi di riconoscerlo ? La risposta l'avremo, e ci auguriamo che la ribellione sia totale; con chi eventualmente abbia preso in giro gli elettori e con chi avesse la ignominia di interferire con la volontà popolare. A quel punto le distinzioni avrebbero poca importanza perché lo scontro non potrà che essere tra chi vuole ritornare Popolo libero, Nazione indipendente e chi vorrà rimanere schiavo in una colonia del nuovo ordine mondiale. I Socialisti Nazionali sapranno con chi schierarsi.                 Il Volontario

 

Flash - l'arresto dello storico inglese David Irving in Austria per reati di opinione (perché é pur sempre una opinione quella in cui si confutano  - attraverso documentazione e rigorosa analisi di revisione della Storia che, si sa, é materia in continua evoluzione nel corso degli anni successivi agli avvenimenti - tesi fino ad un certo momento ritenute o obbligatoriamente propagandate "Verbo imperscrutabile" cioé dogma !) dimostra come la "democrazia" é una variabile del pensiero umano a seconda delle convenienze e dei vincitori. Ma proprio la Storia é un motore inarrestabile e dunque - esprimendo solidarietà allo storico incarcerato faziosamente - attendiamo che gli eventi si sviluppino in modo tale che le "verità rivelate" si scopriranno sempre più menzogne patentate e la serenità del giudizio riporti in luce una realtà di tutt'altra valenza trascendente.   La "vedova scaltra".

Amenità varie: il partitino di Rauti andrà a congresso (sic !) ed é stata confermata l'intenzione di proseguire i contatti con Cdl e Alessandra Mussolini (alternativa sociale) per le prossime elezioni politiche. Ora si attende di conoscere l'iniziativa di Fiamma Tricolore e piano piano vedremo cosa emergerà dalla nebbia pre-elettorale. Una nostra previsione non tanto azzardata indica possibile la costituzione di un "arcobaleno" destroide (speculare a quello del campo sinistroide) di ascari al servizio degli interessi della cupola plutocratica che - o con Berlusconi/? (Casini, Fini) o con Prodi/?(Veltroni, D'Alema) - continuerà a governare a suo piacimento sulla colonia italica (vedi dichiarazioni bipartisan sul mantenimento delle truppe italiote in mesopotamia). Ecco perché la scelta di campo inevitabile per chi é conscio di cosa significhi realmente ispirarsi al socialismo nazionale é TIRARSI FUORI DA TUTTA QUESTA PANTOMIMA insistendo sulla inutilità - in questa fase - a partecipare a ludi cartacei fasulli come quelli......................irakeni !                    La vedova scaltra

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Comunicato stampa di "Giustizia Giusta" sulla legge "ex-Cirielli"

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ONORE al capo della Resistenza Ba'ath della Nazione irakena Comandante Izzat Ibrahim ad Douri - M.C.

" Dopo cinquant'anni passati nella lotta e nelle trincee del jihad e della resistenza, questo cavaliere dell'Irak e capo combattente dei mujaheddin ha reso l'anima " (dal comunicato del movimento socialista nazionale ba'athista ripreso dall'emittente televisiva satellitare di Dubai "al-Arabiya"

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12/11/2005 - ci viene segnalato che sul sito ufficiale del Fronte Nazionale nella pagina dedicata alla "segreteria nazionale" figurano ancora i nominativi dei camerati Maurizio Canosci quale "responsabile ufficio affari generali" e Antonio Bellocchio quale "responsabile elettorale" (sic !); evidentemente ciò non corrisponde più allo stato dei fatti stante che entrambi sono usciti dal Fronte Nazionale come appartenenti a Socialismo Nazionale. Siamo stati all'uopo costretti a diffidare i responsabili della gestione del sito internet suddetto ad eliminare con immediatezza l'errata indicazione.   Ufficio Stampa

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Fallujah. La Strage Nascosta verrà trasmessa da Rai News oggi  8 novembre alle ore 07.35 (sul satellite Hot Bird, sul canale 506 di Sky e su Rai Tre), in replica sul satellite Hot Bird e sul canale 506 di Sky alle 17 e nei due giorni successivi. Una impressionante denuncia delle azioni criminali dell'esercito di occupazione degli Stati Uniti in Irak:<<.......................Rainews 24 mostrerà documenti filmati e fotografici raccolti nella città irachena durante e dopo i bombardamenti del novembre 2004, dai quali risulta che l'esercito americano, contrariamente a quanto dichiarato dal Dipartimento di Stato in una nota del 9 dicembre 2004, non ha usato l'agente chimico per illuminare le postazioni nemiche, come sarebbe lecito, ma ha gettato fosforo bianco in maniera indiscriminata e massiccia sui quartieri della città.........>> (da www.repubblica.it )

3 Novembre 2005 - Letto con interesse l'analisi sempre di grande attualità contenuta nell'articolo a firma del Direttore di Rinascita "Moro, un avversario da abbattere" pubblicata in data 22 ottobre u.s., mi permetto di integrare le notizie riportate nell'articolo, là dove si fa riferimento alla componente del SID "rappresentata dal generale Maletti e dal capitano La Bruna". Questi elementi erano sponsorizzati non tanto da Andreotti (responsabile della nomina dell'ammiraglio Casardi che poi abbandonerà al suo destino per salvare sé stesso !) quanto dal "califfo della Calabria" Giacomo Mancini. Non bisogna dimenticare che nel processo di Catanzaro per la strage di Piazza Fontana i due militari vennero difesi dall'avvocato Luigi Gullo, legale personale di Mancini. Il 30 marzo 1976 un gruppo di deputati del PSI, prima firma quella di Giacomo Mancini, terza quella di Signorile, presentano alla Camera dei deputati una interpellanza (N.2-00806) in cui si protesta energicamente per l'arresto di Maletti e La Bruna, in quanto i due ufficiali rappresentano " punti di riferimento e di fedeltà alle istituzioni democratiche repubblicane". Al Convegno delle regioni meridionali che si tenne a Catanzaro il 18 febbraio 1977, Mancini, nel suo intervento, così si espresse: " Il processo che si svolge in questa città può suggerire riflessioni utili sulla precarietà delle Istituzioni democratiche. Basti pensare al modo come il processo é stato istituito, al fatto che vi figurano imputati cittadini innocenti e in più quella parte del SID, non in servizio all'epoca di piazza Fontana, ed alla quale va il merito di aver scoperto i golpisti di Roma." (quella parte del SID cui fa riferimento Mancini riguarda Maletti e La Bruna. N.d.R.) Come pure non possiamo dimenticare la rovente polemica contro il magistrato Mariano Lombardi, pubblico ministero nel processo di Catanzaro, accusato da Mancini di " infierire contro democratici come il generale Gian Adelio Maletti ed il capitano Antonio La Bruna". Ma non é solo Mancini ad essere legato al nome dei due militari sopra ricordati. Ci sono in mezzo anche i comunisti. Già nel 1975, cioé al momento in cui si gettano le fondamenta per l'ammucchiata DC-PCI, il generale Gian Adelio Maletti, capo del controspionggio militare nonché piduista, prende contatto con i senatori Boldrini e Pecchioli, responsabili della politica militare e dei problemi dello Stato per conto del PCI. Gli incontri avvengono negli uffici "coperti" di Via Sicilia, Via del Boccaccio e Via della Vite, di proprietà del SID. Tali incontri, ammessi successivamente dagli stessi senatori comunisti, vengono propiziati (guarda il caso !), dall'ufficiale dei carabinieri Giorgio Angeli che per anni aveva diretto gli uffici incaricati di vigilare sul PCI e i partiti comunisti dell'Est e impedire infiltrazioni nelle FF.AA.. Che si dicono in quegli incontri Maletti, Boldrini e Pecchioli ? Sicuramente parlano di tante cose (molte delle quali ancora da scoprire !) ma soprattutto é negli uffici "coperti" dei servizi che il PCI - insieme alla DC - concorda le nomine (anche dei piduisti !) ai vertici delle Forze Armate. Lo stesso generale Grassini, prescelto Capo dei servizi nel maggio 1978 da Governo di unità nazionale, ebbe il preventivo benestare dei senatori del PCI Pecchioli Ugo e Boldrini Amerigo.

Giorgio Bocca, in quel periodo, ebbe a scrivere: " Che l'intero apparato politico-poliziesco-affaristico della Repubblica si tiene, forma un reticolo che per successive cerniere va dai killer della mafia alle stanze vaticane, dai leccapiedi della stampa al Gabinetto del Presidente del Consiglio dei ministri, dai preti ai massoni. E sarebbe consigliabile, per una questione di decenza, che si smettesse di dire che la Repubblica italiana é fondata sulla resistenza". Tutto vero, ma é nell'ultima frase che emerge la contraddizione del partigiano Giorgio Bocca, perché é proprio nel periodo della cosiddetta "resistenza" che si formano le complicità, gli intrecci e le connivenze tra la mafia, gli affari, la politica e i vari servizi segreti delle nazioni interessate a fare del nostro paese un laboratorio permanente dei loro sporchi interessi e una "nazione a sovranità limitata" in cui é sempre più difficile distinguere le vittime dagli assassini, i corrotti dai corruttori.

Stelvio Dal Piaz

TUTTI IN PIAZZA PER ISRAELE.

Ancora una volta il sionista ad honorem Giuliano Ferrara, prendendo a pretesto il le minacce iraniane a Israele, organizza una manifestazione in favore dello Stato ebraico cui si affrettano ad aderire e destra e sinistra. Vietato mancare. Gli assenti verranno schedati e andranno ad allungare le liste di proscrizione stilate dai responsabili delle Comunità ebraiche.

Ferrara chiama gli ebrei rispondono. E minacciano. Con l’arroganza che gli è abituale il signor Riccardo Pacifici, portavoce della Comunità ebraica di Roma,  ha dichiarato in un’intervista rilasciata al quotidiano di Gerusalemme “Maariv” che “gli ebrei italiani verificheranno attentamente chi parteciperà alla manifestazione e chi no. Non c’è dubbio che chi eviterà di partecipare e non ci sarà, sarà considerato un nemico non solo di Israele ma anche degli ebrei italiani”. Che non si tratti di una minaccia casuale è scontato. Basta che si guardi al personaggio il quale si è reso più volte responsabile di azioni violente contro presunti “antisemiti” e contro le istituzioni italiane. Ricordiamo, tra i tanti, due episodi. L’assalto armato alla sede romana di Via Domodossola del Movimento Politico ed il sequestro della Corte, presso il Tribunale militare di Roma, che aveva mandato assolto Erich Priebke. Nelle due occasioni il signor Riccardo Pacifici guidò orgogliosamente le operazioni senza che le autorità osassero intervenire e, quindi, incriminare con lui gli autori di una serie di gravissimi reati. Nel caso di Priebke, anzi, il Ministro guardasigilli Flick intervenne, violando clamorosamente la Legge, per bloccare la scarcerazione del prigioniero. A dimostrazione, laddove ve ne fosse ancora bisogno, della condizione di totale sudditanza dello Stato italiano non solo nei confronti degli Stati Uniti e d’Israele ma delle stesse Comunità ebraiche italiane. Sul territorio italiano è lecito per i top-guns americani stroncare la funivia del Cermis e per il Mossad compiere operazioni di rappresaglia come l’abbattimento dell’aereo militare Argo 16. Ed è ancora lecito per gli attivisti delle Comunità ebraiche violare impunemente la legge. In nome del “pianto che paga”. Nessuna meraviglia, dunque, che i rappresentanti di destra e di sinistra si rechino in pellegrinaggio – oltre che a Wall Street ed alla City - in Sinagoga per ottenere lo sdoganamento politico. Fini docet.

Paolo Signorelli

28 ottobre 2005 - Sì, siamo fatti così, eretici e stramaledetti rompicoglioni, ed é per questo che abbiamo deciso di intitolare il nostro "Coordinamento delle Comunità Socialiste Nazionali" al nome glorioso, anche se oggi sconosciuto ai più, di MARIO GRAMSCI , fratello del più noto e celebrato Antonio (da morto, perché in vita ebbe anche lui le sue disavventure con i compagni comunisti, come andremo a raccontare in seconda battuta !). Mario fu nominato federale della Federazione fascista di Varese subito dopo la Marcia su Roma. Fu un Italiano autentico ed un valoroso combattente in Africa orientale e in Africa settentrionale, dove si guadagnò decorazioni al V.M. Preso prigioniero dagli alleati anglo-americani venne portato in Australia. Qui, essendosi rifiutato di collaborare con il nemico , venne confinato in un campo di punizione insieme ad altri irriducibili. Il duro trattamento ricevuto e la lunga prigionia minarono fortemente la sua salute. Rientrò in Italia gravemente malato e morì poco dopo a soli 52 anni. Essendo morto da mussoliniano - da socialista nazionale - convinto, il P.C.I. fece sparire a suo tempo, lettere, scritti e persino il ricordo. Lo ricordiamo noi ai pochi italiani mentalmente sopravvissuti alla barbarie mediatica affinché lo onorino, ma lo indichiamo anche, come esempio di coerenza, ai numerosi cialtroni versipelle del nostro cosiddetto paese.                Stelvio Dal Piaz

Accogliamo con sollecitudine l'invito del nostro decano. Il Coordinamento S.N.F.L.

Da Flavio Laghi riceviamo e volentieri pubblichiamo:

BEPPE NICCOLAI
16° ANNIVERSARIO
31/10/1998 - 31/10/2005
 
Come "Tabularasa" dell'ottobre 1997, vogliamo ricordare questo Anniversario
con un brano tratto dal suo intervento al XV Congresso del MSI, a Sorrento (10-13 dicembre 1988).
 

 Un MSI da sogno

 MSI: la Comunità di tutti gli oppressi. La comunità delle identità minacciate -come direbbe Veneziani- a difesa del Borgo, della
Cattedrale, del Fiume, del Mare, dell'Albero, del Vecchio, della Felicità da costruire per la donna, della Fiaba, di Dio il Cristo
delle Cattedrali, il Grande Dio bianco e virile, un Re figlio di Re, come scriveva Drieu La Rochelle; accanto all'Afghanistan ma,
con la stessa passione e commozione, accanto alle 40.000 Famiglie argentine i cui figli sono stati massacrati dalla dittatura
militare.

Nessuna demonizzazione della modernità ma per l'Uomo e in nome dell'Uomo, no al Dio denaro e all'economia come destino; fra i
compiti quello di rappresentare una sovranità popolare superiore al potere del denaro.

MSI: la voce di tutti gli oppressi.

Costruire uomini, non i prudenti, non i maneggioni, non i caporali.

Essere liberi, trasgressivi, eretici. E quando ci vuole, ribelli.

Gennaio 1944: «... il grande signore di "Regime fascista", Roberto Farinacci, scrive: "Qui da noi non vi può essere che una sola
Repubblica, quella fascista!"».

«Sbaglia» rispondevano i giovani repubblicani de "Il Campano di Pisa". La Repubblica dovrà essere, da noi, la migliore, e non per
forza, la fascista ... Si ricordi che le armi le abbiamo impugnate per una causa superiore ad ogni partito». Gennaio 1944, in piena
RSI.

 
*   *   *

 Questa è la RSI. Il mondo dei «repubblichini» gioca tutto se stesso sul banco di un grande azzardo storico: l'avventura di chi, pur
impegnato a combattere, disegna, percepisce, intuisce, sogna una realtà politica di «superamento», al di là dello stesso Fascismo,
al di là delle vecchie consunte categorie di destra e di sinistra, in nome dello «Stato sociale» che si pone come Stato di tutti e
che chiede sacrifici e promette un destino nella misura in cui è Stato di tutti. Oltrepassando le antitesi, la RSI può diventare
l'Italia. Di tutti.

RSI: c'è Roberto Farinacci, l'intransigente; c'è Rolandi Ricci, l'antifascista, il giurista insigne; c'è Alessandro Tavolini, la
religiosità della sua fede, vuole vestire i soldati della tuta dell'operaio; c'è il filosofo Edmondo Cione, antifascista, crociano,
fonda, d'accordo con Mussolini, il "Raggruppamento Socialista", il partito d'opposizione al PFR; c'è Carlo Borsani, cieco di guerra,
che, con Mussolini, cerca il colloquio con i socialisti, senza riuscirci per la cecità e la bestialità dei socialisti di allora; c'è
Don Calcagno che sogna una Chiesa nazionale svaticanizzata; c'è l'anarchico Pulvio Zocchi; c'è il socialista Carlo Silvestri; c'è
Concetto Pettinato, filo-sovietico, assertore di una pace separata con la Russia; c'è   la Decima Mas che fieramente combatte ma
che, altrettanto fieramente, in nome delle sue insegne di sempre, dice «no» all'ordine che i suoi Reparti vestano la camicia nera;
ci sono i tradizionalisti di "Italia e Civiltà", ci sono gli ultimi dannunziani in cerca della bella avventura.

Ci sono Ezra Pound e Filippo Tommaso Marinetti.

L'Italia di tutti, lì, dentro, a soffrire, sognare, combattere. Ciascuno con la propria storia di ieri.

Cantata da Filippo Tommaso Marinetti e da Ezra Pound: il primo fondatore del Futurismo la più grande avanguardia letteraria europea
e mondiale; il secondo il più   grande poeta del mondo moderno.

E sarà Ezra Pound a salutare Marinetti nel primo dei due "Cantos Pisani" scritti (racchiuso in una gabbia da cani) vicino Pisa, in
italiano, per onorare la disperata battaglia della RSI.

«Dopo la morte mi venne a trovare Filippo Tommaso Marinetti dicendo: "bè, sono morto, ma non voglio andare in Paradiso, voglio
combattere ancora..."»

E qui Pound ricorda di Marinetti la sua ultima composizione dedicata, prima di morire, alla Decima Mas: «Non vi grido arrivederci in
Paradiso che lassù vi toccherebbe ubbidire all'infinito amore purissimo di Dio, mentre ora voi smaniate dal desiderio di
combattere... Avanti Autocarri».

"Tabularasa"

 

30 ottobre 2005 - PALESTINA - le dichiarazioni recenti del Presidente iraniano, che riguardano lo Stato di Israele, hanno provocato un coro di indignazione e sollevato dure proteste a livello mondiale. Nonostante che la nostra posizione risulti politicamente sconveniente e scorretta secondo i canoni di valutazione imposti dalla cupola plutocratica ad una opinione pubblica mondiale condizionata dalla propaganda e dall'ignoranza, non abbiamo alcun timore a dichiarare che non ci sentiamo di condividere tale reazione sulla base di quanto favorito ed accettato, da parte della stessa comunità internazionale, nel momento stesso in cui si riconosceva il diritto degli ebrei di costituirsi in stato sovrano a tutto danno delle popolazioni autoctone ivi residenti da secoli in quel territorio, senza peraltro riconoscere contestualmente ai palestinesi almeno il diritto di costituirsi in stato sovrano sulla base di una equa ripartizione del territorio tenuto conto della situazione demografica e delle loro esigenze di vita e di sviluppo. Tutto questo non é avvenuto e nessuna indignazione é stata manifestata da parte degli organismi nazionali ed internazionale quando i nuovi arrivati, con spirito predatorio, hanno iniziato una progressiva occupazione territoriale ed uno scientifico genocidio del popolo palestinese, costretto adesso a vivere in condizioni di estremo disagio e precarietà in ristrette enclaves separate e non comunicanti tra loro che hanno le caratteristiche di veri e propri campi di concentramento a cielo aperto e sulle quali i palestinesi non hanno piena sovranità. La favola di "un popolo senza terra e una terra senza popolo" messa in giro dalla cupola sionista per appropriarsi della Palestina, é un falso storico che é stato fatto proprio dalla comunità internazionale ed é ormai accettato come verità dogmatica dall'opinione pubblica mondiale. In questo contesto é chiaro che le dichiarazioni del Presidente iraniano assumono un carattere di forte provocazione per cercare di scuotere almeno i governanti dei popoli arabi fratelli e confinanti che, se non comprenderanno il significato del messaggio, finiranno per fare la fine del popolo palestinese, perché il disegno sionista é quello della creazione del "grande Israele". Per quanto ci riguarda siamo disposti a manifestare la nostra solidarietà allo Stato di Israele, nel momento stesso in cui gli Israeliani e la comunità internazionale riconosceranno ai palestinesi il diritto ad uno Stato sovrano avente pari dignità e pari diritti sulla base di un'equa ripartizione del territorio e delle risorse naturali.

S.D.P.

29 Ottobre 2005 - <<“Ho avuto un lungo e cordiale colloquio con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e gli ho esposto le tesi e gli orientamenti che definirò nei prossimi giorni con i dirigenti del Movimento Idea Sociale (MIS) – di cui sono il Presidente – e che mi vedono, personalmente, convinto fautore della permanenza di Berlusconi alla Presidenza del Consiglio anche nella prossima legislatura”>>

E' una frase estrapolata dal comunicato stampa che racconta dell'incontro avuto nella giornata di ieri tra Rauti e Berlusconi. Nella stesso comunicato stampa si fa notare come ci sia pieno accordo sia per le elezioni politiche che per quelle amministrative e Gianni Letta ne seguirà l'approfondimento nei dettagli tecnici. Ora attendiamo nelle prossime settimane di leggere le altre amene dichiarazioni di tutti gli altri "rivoluzionari della forchetta" che blaterando di "cosacchi in S.Pietro" (ma qualcuno sa che l'Unione Sovietica non c'é più da circa 15 anni !!!) annunceranno la necessità di schierarsi con il "cavaliere" nero contro l'arrivo dei "bolscevichi". Nessuno che oserà dire la verità e cioé che si venderanno per un piatto di lenticchie (alla sottomensa delle cucine di Arcore) al nemico liberalcapitalista dell'Usura e della globalizzazione al pari di quelli che si definiscono - a sinistra - antagonisti e disubbidienti. In realtà certi "infami maestri" rischiano solo di condurre nuovamente dei giovani in una strada senza uscita che é lo scontro tra le "estreme" a favorire il disegno criminoso del "sistema plutocratico" unico di cui Berlusconi e Prodi rappresentano gli italici campioni falsamente contrapposti ma legati dallo stesso patto di servile sottomissione agli interessi globali di ispirazione talmudica. Noi iniziamo già da ora a denunciare una prospettiva tragica sotto ogni punto di vista ed additeremo senza paura tutti coloro che saranno i colpevoli registi. Il primo abbiamo capito chi é ed é ormai noto che é sempre stato un suo vizio (a partire da quando aveva l'alias di "flavio messalla"). Ora attendiamo al varco gli altri mestatori e manutengoli.                         Appelius2000

dal sito www.frontenazionalenapoli.org

I SOCIALISTI NAZIONALI NAPOLETANI sono usciti in blocco dal Fronte Sociale Nazionale.
Inutile stare qui a ribadire ciò che tante orecchie non hanno voluto ascoltare, inutile stare qui a ricordare le TANTE coltellate alla schiena.
I SOCIALISTI NAZIONALI escono (ma solo ultima delle motivazioni) non condividendo il fallimentare (sotto OGNI punto di vista) progetto Alternativa Sociale, non volendo percorrere strade unitamente a personaggi come Alessandra Mussolini, ma soprattutto ai suoi accoliti (con cui i conti sono e rimarranno aperti).

I SOCIALISTI NAZIONALI  daranno vita ad un "qualcosa" di proprio, con rinnovato entusiasmo e con i soliti principi di FEDE e di MILITANZA. A breve seguiranno comunicazioni e notizie.

 

CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI !

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DEVOLUZIONE O INVOLUZIONE ? - 21 OTTOBRE 2005

Tanto é stato fatto che siamo riusciti a tornare indietro; con la cosiddetta riforma costituzionale (ennesima riforma fatta a colpi di maggioranza dai destri come nel quinquennio precedente dai sinistri e non da una assemblea costituente) che porta pomposamente il nome di "devolution" - secondo la prassi di scimmiottare gli anglosassoni non solo nel loro perverso modello di sviluppo ma anche nei semplici termini nominali - andremo indietro all'epoca dell'Italia arlecchina fatta di tanti pezzettini colorati. L'aggravante che allora si trattava almeno di Stati monarchici retti sul principio della "dinastia" mentre nel 2011 arriveremo ad avere tante piccole realtà territoriali disomogenee (tali sono le regioni dalla loro famigerata costituzione del 1970) rette dalla satrapia di oligarchie partitiche localistiche con corollario della peggiore lottizzazione. Altro che, come recita la dottrina del Fascismo:  "La Nazione non è la semplice somma degli individui viventi nè lo strumento dei partiti per loro fini, ma un organismo comprendente la serie indefinita delle generazioni di cui i singoli sono elementi transeunti; è la sintesi suprema di tutti i valori materiali e immateriali della stirpe." 

Ora bisognerà capire a fondo qual'é il disegno anche se i lettori più sensibili ricorderanno le denuncie fatte a suo tempo anche da noi relativamente al famoso incontro sul "Britannia" in cui si delineò lo spezzatino non solo dell'Italia ma possibilmente dell'intero continente europeo al fine di creare nei fatti quel "divide et impera" che é la logica necessaria per la plutocrazia nell'instaurazione del "nuovo ordine mondiale". Così é, stante che molti italiani sono senza memoria storica; é la logica conseguenza degli applausi  ai carri armati americani "liberatori" del 1945. Ecco perché non sopportiamo né gli entusiastici commenti dei badogliani di Alleanza Nazionale, sempre più senza Patria e senza Onore, né lo "stracciar di vesti" a difesa della NAZIONE dei nipotini dei "banditen" - preziosi scherani dei "liberatori" nelle radiose giornate.  Per la Lega solo disprezzo tanto quanto si può riconoscere agli uomini della "quinta colonna" !

Appelius2000 - socialista nazionale

18 Ottobre 2005 - Ci sembra di scorgere in modo velato e metapolitico, in alcuni opinionisti non conformi da noi molto stimati, quasi la tentazione di imbrigliarsi verso una accondiscendenza, seppur aristocratica,  di pensiero nei confronti del centro destra in vista delle prossime elezioni politiche. Nel concepire psicologicamente il significato faticoso di una traversata nel deserto, consapevoli di ciò che é la solitudine rispetto alla società dell'apparire ma forti della chiarezza di questo "status",  noi invece respingiamo senza tentennamenti la tentazione elettoralistica. La solitudine del deserto sfrontatamente la cerchiamo e molti sono con noi a perseguirla, perché unica ascetica salvezza dalla distruzione di ogni valore sociale.  Dunque quando immaginiamo l'antagonismo a questa democrazia assembleare non facciamo massimaliste fughe pericolose all'indietro ma guardiamo avanti, prima di altri, alla crisi inevitabile di ciò che é la struttura sociale come viene interpretata nell'attuale modello "unico" di riferimento non tanto (e non solo) di fronte alle pretese imperialiste degli stati uniti d'america con le sue logoranti guerre ma rispetto all'attesa rottura dell'equilibrio tra benessere materiale ed esaurimento delle sue fonti primarie. 

Che l'economia del nord-america da sempre si regga  sulla "guerra" é ormai certificato dalla storia e dunque sappiamo come sia per loro utile che l'economia di guerra sia la più duratura possibile e perciò non ci illudiamo di sconvolgimenti possibili dal perdurare dei conflitti "regionali". Neanche ci illudiamo che il vassallaggio nei confronti della super potenza in Europa diminuirà ma siamo consapevoli anzi che assumerà forme ancora più servili nell'ambito delle oligarchie politiche conformi, e ne abbiamo esempi lampanti.  Siamo pure consapevoli che il fondamentalismo islamista, su imbeccata degli ipocriti contrapposti, assumerà connotati sempre più ossessivi  e lo valutiamo già nei fatti vedendo invece l'accanimento contro la pax  sociale figlia del panarabismo laico nazionale e socialista.  Ma a  fronte di tutto ciò rimane il dato di fatto crescente dell'aumento esponenziale della disillusione totale di migliaia di individui a cui dobbiamo essere in grado di dare risposte esistenziali ricomponendo lo schema dei valori, dei nostri valori sociali di riferimento, e non riproponendo l'ennesimo simbolo sull'ennesima scheda elettorale. 

Per essere chiari e senza giri di parole: le elezioni politiche generali - allo stato attuale - non possono essere prese ad alibi in funzione anti-sinistra solo perché siamo occidentali, bianchi e..........."cristiani" (protestanti !),  favorendo di fatto coloro che del Leviatano sono i più fidati eunuchi. Certo non significa nemmeno correre come pecore a fare la fila alle primarie per una scelta che comunque non ci appartiene essendo anche il professore di Bologna uno di cotanti imbelli.

Semplicemente e tenacemente, per il nostro modo di pensare, si deve continuare a camminare nel deserto cercando altre carovane di "belluini" (di gente cioé predisposta a lottare) perché essi aumenteranno con l'aumentare della diminuzione del benessere materiale. Solo sgombrando da subito ogni equivocabile inconscio "prurito" del voto, foss'anche per  la spinta nobilissima della mozione degli affetti  di offrirlo a chi non lo merita nonostante antiche comuni lotte, si potrà finalmente ragionare lucidamente con chi, dopo il deserto, ricostruire la Civiltà.

Il Volontario

IN POCO MENO DI UN MESE E MEZZO IL NOSTRO BOLLETTINO E' STATO VISITATO OLTRE 140.000 VOLTE (dati ufficiali che ci pervengono dal server) e questo significa che il messaggio politico incontra l'esigenza di molti di avere un punto di riferimento; d'altro canto anche le "primarie" dimostrano come la sconfitta del "rivoluzionario della forchetta" (non ha superato nemmeno i voti del suo partito di Rifondazione Comunista) conferma che in questo momento una reale forza di SINISTRA NAZIONALE come intendiamo noi (che dunque non ha valore nominalistico ma é la rappresentazione a tutto tondo del Socialismo rivoluzionario che nell'identità nazionale ed europea trova la sua originale anima) non é rappresentata da NESSUNO !!! E siccome la deriva filo-atlantica (con tutti i servi sciocchi nell'Unione e nella Cdl) porterà inevitabilmente alla costituzione (come in Germania) di una grande coalizione prodroma del cosiddetto "partito dei moderati" dove ci sarà posto per tutti dai DS ad AN (con cespugli sinistri e destri annessi) risulta sempre più impellente la costruzione di una "ROCCAFORTE DEGLI  INC...........ATI". Quello sarà il vero bipolarismo non più costituito sulla falsa genia partitica ma tra la contrapposizione di un modello di sviluppo sociale, nazionale, identitario e comunitarista  di autarchica definizione nel contesto dei Popoli di Europa rispetto al falso mito di questi tempi che é il sottosviluppo consumistico, edonista, globalizzato e mondialista della Cupola gangsteristica del Capitale e dell'Usura.  Noi andremo avanti perciò nella direzione che ci é propria ricercando sempre di più il contatto con i tanti "inc........ati" che non sono interessati ad essere turlupinati né dalle "primarie", né dalla democrazia un tanto al chilo ma attendono di potersi esprimere in libertà secondo la democrazia del popolo che é quella della rappresentanza organica delle categorie e delle competenze.

Appelius2000

Alitalia, sì al piano industriale ci sarà l'ipoteca sugli aeroplani.............................................

Il Cda ha anche esaminato la proposta di effettuare un finanziamento a medio-lungo termine per un ammontare fino a un massimo di 485 milioni di dollari, assistito da garanzia ipotecaria su aerei di proprietà Alitalia, con un importante istituto finanziario americano.

( 14 ottobre 2005 ) da www.repubblica.it

Anche la compagnia di bandiera nella morsa dei "cravattari" a stelle e strisce ! Gerarchia

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UNA LETTERA A MASSIMO FINI

Addio Che


Trentotto anni fa veniva ucciso Ernesto Guevara

Nato in Argentina, di famiglia comunista, Ernesto Guevara, medico dei poveri, sarebbe divenuto capo guerrigliero durante la rivoluzione cubana. Una rivoluzione che permise al popolo dell’isola di liberarsi dal regime di Batista, paravento che copriva gli interessi della mafia israelo/americana. Divenuto ministro, “El Che” preferì abbandonare gli agi dell’isola per impegnarsi nel sogno di una rivoluzione popolare continentale latino/americana. Per questo sogno il Che si trovò presto in conflitto non solo con gli interessi classisti locali e con quelli imperialisti americani ma anche con la dottrina estera dei sovietici e con i partiti comunisti classici. Rimase sorpreso quando, poco prima di iniziare il suo tentativo insurrezionale si accorse che era più accetto da politici a lui del tutto opposti (come Francisco Franco in Spagna), da lui assai diversi (come Juan Peron, esule in Spagna), o parzialmente distanti (Boumedienne in Tunisia) che non dai leaders marxisti. L’otto ottobre del 1967, catturato per il tradimento di un “campesino” - che sembra sia stato dettato dallo stesso partito comunista boliviano - il Che, ferito a freddo al ventre, sarebbe morto a seguito di una straziante agonia. Di lui, al di là delle immondizie borghesi/occidentali del marchandising progressista, ci restano l’esempio e il credo: “trasporre i valori della guerriglia nella vita di tutti i giorni”. (da www.noreporter.org ) G.A.

L’8 ottobre 1890 nasceva a Lobos (Buenos Aires) Juan Peron, futuro presidente dell’Argentina. D’origine italiana (sarda e veneta) Peron si perfezionò in tattica militare in Italia durante il fascismo. S’ispirò a Benito Mussolini e fu seguendo il suo esempio che varò una politica sociale ardita all’interno della giunta militare del quale era membro. Incarcerato per questo, venne liberarto dalla grande marcia dei braccianti, i “descamisados” che Evita condusse fino alla capitale per ottenere la liberazione di Peron. Divenuto capo del governo e dello stato, Peron iniziò un’opera sociale ardita nazionalizzando le compagnie straniere. L’ostilità classista dello stato maggiore militare e della chiesa e la decisione americana di troncare ogni esperimento popolare in America Latina prossero un golpe che costrinse Peron all’esilio in Spagna. Quivi il capo argentino ricevette quasi tutti i grandi rivoluzionari degli anni Sessanta, tra questi il suo connazionale Ernesto Guevara “Che” il quale cercava sostegno per la sua impresa insurrezionalista in Bolivia ma dovette registrare una serie di cocenti insuccessi diplomatici. (Solidali con lui si dimostrarono solo Franco, Peron e Boumedienne). Fondatore della “Tercera Posicion” e, dunque, del tercerismo, Peron sarebbe tornato alla testa dell’Argentina un anno prima di morire nell’autunno del 1972. Tuttora il peronismo rappresenta la corrente di pensiero e l’identità nettamente predominante in Argentina. (da www.noreporter.org )

Dicesi che l'appetito vien mangiando; da un recente sondaggio emergerebbe la possibilità di 16 posti da deputato nella prossima legislatura per una formazione Fiamma-Alternativa Sociale purché COLLEGATA al centro-destra filosionista, liberista, anti-sociale della "Cdl"; da soli invece nulla. Attendiamo di sapere dai nostri lettori se preferirebbero avere 16 coglioni (fuori i nomi !!!??? noi qualcuno l'abbiamo già in mente) al guinzaglio di Berlusconi in Parlamento oppure continuare la nostra traversata nel deserto per organizzare finalmente una forza politica degna di questo nome "LIBERA ED INDIPENDENTE". Scriveteci la vostra opinione all'indirizzo mail del nostro ufficio stampa, grazie. La redazione

<< Noi, Tabularasa, quelli che....un calcio in culo al sistema. Questo é il luogo sacro dell'anticonformismo ideoantroposociopsicologico; il paradiso dei rompicoglioni, del politicamente scorretto. Di quelli che non ci stanno; che non credono alla destra o alla sinistra e non sognano  neppure il grande centro. Quelli che al sistema preferiscono le due colonne.  Quelli che detestano l'America e... Dio stramaledica gli inglesi. Quelli che la tribù é molto meglio del villaggio globale. Quelli che sognano un nuovo disordine mondiale. Quelli che vaffanculo la coca cola e l'hot dog. Quelli che le Borse ce l'hanno sotto gli occhi per l'insonnia e il Pensiero Unico é un nuovo modello di dichiarazione dei redditi e perciò evadono le tasse. Quelli che,  al diavolo Eurolandia. Quelli che il TUS é un pericolosissimo retrovirus custodito nelle Banche centrali e ci vorrebbe un vaccino. Quelli che l'Occidente é un punto cardinale e il Mediterraneo nonsolomare. Quelli, infine, che il gendarme planetario lo impalerebbero alla statua della libertà. Si, questo é il sito degli antagonisti, degli antiborghesi, dei non moderati, degli antilabliberisti, degli anarcofascisti, dei camercompagni, del rosso e del nero a denominazione di origine controllata, degli estremisti del terzo sentiero, dei militanti del cazzimperio.  Non c'é bisogno di carte di credito. Frequentaci e te pentirai.   >>  Antonio Carli

RUSSIA: MOSCA VIETA AL RABBINO CAPO DI RIENTRARE NEL PAESE PINCHAS GOLDSCHMITDT TORNAVA DA UN VIAGGIO IN ISRAELE

Mosca, 7 ott. - (Adnkronos) - Al ritorno da un breve viaggio in Israele, il rabbino capo di Mosca, Pinchas Goldschmidt, si e' visto opporre dalle autorita' russe il divieto di rientrare nel paese. Nato in Svizzera, ma residente in Russia dal 1989 insieme alla moglie e ai suoi sette figli, Goldschmidt , secondo quanto riporta 'Forum 18', si sarebbe attirato molti nemici dopo le critiche rivolte alla petizione di 19 parlamentari russi contro i religiosi ebrei.

Da qualche parte del mondo finalmente non si ha paura della "lesa maestà" !

Tra le "frattaglie" del blob televisivo di Raitre abbiamo notato il recente litigio in qualche trasmissione di approfondimento politico tra il "verde" Pecorario Scanio e la "rosea" (nel senso del colore del vestito) Alessandra con il cognome importante; motivo del contendere era l'apostrofare del verde contro la rosea riguardo alle colpe del quadriennio governativo berlusconiano. Sorpresa: la signora mica si arrabbiava perché veniva confusa con quei tromboni del centrodestra ! Macché; si arrabbiava fortissimamente a difesa proprio delle nefandezze del governo del cavaliere e dei suoi picciotti. Come dire che continua la propaganda a beneficio dei gonzi che la signora in questione sta portando avanti da mesi; "alternativa sociale" che lei rappresenta (ILLECITAMENTE !) non solo sarà prossima estrema "zeppa" del raggruppamento destrorso ma anzi é.......udite, udite......già al governo con costoro da quattro anni ! E noi tapini che pensavamo di fare opposizione alla sinistra ed alla destra come recita a soggetto qualcuno in certe "direzioni nazionali" !!!

Appelius2000

Alla faccia di chi dichiara un giorno si e l'altro pure che noi non siamo Né destra, Nè sinistra ! Intanto chi ha concesso a quelli di San Severo di accompagnare alle elezioni i signori del centro destra !!!???

http://www.teleradioerre.it/news/articolo.asp?idart=12014

SAN SEVERO, lunedì 26 settembre 2005 - ORE 10.03
Nasce coordinamento segreterie partiti di centrodestra
Si sono riunite a S.Severo le delegazioni dei partiti di Forza Italia, Alleanza Nazionale, UDC e Fronte Nazionale. L´analisi svolta sulla situazione politico-amministrativa locale fa ritenere all'opposizione che "le forze politiche di sinistra stanno amministrando la città navigando a vista e senza indicare una prospettiva di medio e lungo periodo".
L´incontro, svoltosi presso la sede dell´UDC, ha messo in evidenza la necessità di affiancare l´azione delle segreterie dei partiti di centrodestra al lavoro che sta svolgendo il coordinamento dei consiglieri di opposizione a Palazzo Celestini. Si è dato vita ad un coordinamento delle segreterie dei partiti di FI, AN, UDC, Lista La Puglia prima di tutto e Fronte Nazionale. Il coordinamento intende fare sintesi del dibattito riguardante le problematiche cittadine all´interno di ogni singolo partito, ma anche svolgere un´azione di carattere organizzativo per le prossime elezioni politiche.
Michele Carelli

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La conferenza tenuta sabato a Mantova sul tema del mutuo sociale, è stata estremamente interessante.

Ci sono moduli per raccolte firme di petizioni comunali e regionale; per il momento si vuole procedere a diffondere quanto più maggiormente l'idea e la conoscenza del muto sociale

Per maggiori informazioni in ogni caso rivolgersi direttamente al sito www.mutuosociale.org; è una battaglia concreta che va sviluppata.

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29 settembre 2005 - << Il titolare del Viminale ha quindi annunciato che ci saranno esercitazioni "improvvise, continuative e riservate".> > Pisanu dunque scopre le carte e lo fa con una impudenza che meriterebbe adeguata risposta politica se ci fosse data la possibilità di avere i medesimi spazi mediatici occupati da chi invece - illegittimamente come leader di alternativa sociale - si preoccupa delle: "sfide come in coppa america per le primarie della Cdl" !!!  Praticamente il ministro (di cui potete leggere un breve escursus) dichiara in conferenza stampa parlando delle recenti polemiche sulle esercitazioni "antiterrorismo" svoltesi a Milano, che non solo esse non sono degli "show" ma dei "test" ( l'italiano il sig. Pisanu non lo conosce !), ma che se ne svolgeranno altre in modo palese e poi conclude con l'ultima frase sibillina riportata in calce. Non solo; in una recente intervista al settimanale L'Espresso, colui che presiede al dicastero dell'interno, cita possibili convergenze tra i fronti (intesi come raggruppamenti antagonisti) di "sinistra" e di "destra" per un autunno caldo ecc. ecc. Nel mezzo di tutto ciò andiamo a leggere intanto di manifestazioni e volantini delle cosiddette "fascisterie" - esplicabili soprattutto all'interno di formazioni come Forza Nuova e Fiamma Tricolore - e speculari "presidi antifascisti" dei soliti deficienti in perenne stato tossico-confusionale. Una interessante possibile miscela infiammabile ad uso e consumo della repressione dei soliti servi filo-atlantici. Una ragione in più per muovere il Fronte Sociale Nazionale (quello ancora intellettualmente capace di esprimere "politica" !) su un piano concreto di sviluppo delle lotte sociali nel quotidiano e nel territorio lasciando senza rimpianti ad altri il compito di rappresentare la cretineria degli "opposti estremismi", ed al ministro l'illusione di poter giocare ancora al bluff al grido di: "al lupo, al lupo".  Le sinergie tra chi si oppone ad un modello di sviluppo fallimentare che sta provocando una crisi sociale senza precedenti sono e saranno sempre più spontanee ed alla luce del sole e non saranno né le esercitazioni "riservate" (a proposito: dell'ordigno esploso a Latina non si sa più nulla ?!?), né le "provocazioni", né l'utilizzo di "utili idioti" a fermarle. Il tempo ci darà ragione quando, democraticamente, ad un bipolarismo oligarchico speculare il consenso popolare opporrà il modello partecipativo ed organico delle rappresentanze del lavoro.

Parola di...............................Lupo !, scusate il lapsus:  Maurizio Canosci portavoce Comunità per il Socialismo Nazionale/FSN

 

Roma e Cartagine

  di: Alberto B. Mariantoni

  Quando sfoglio incuriosito le pagine della Storia,

altro non trovo, come modelli e schemi societari,

che due caratteristici modi di governar gli Stati:

quello che preferisce l’uomo, al centro della vita,

e quello che vi ama o vuole, la cosa o la pecunia.

 

Inutile evidenziare i costumi di quella dicotomia.

I “colori” o i simboli, certo, son sempre differenti,

ma gli alterni profili, in sostanza, restano costanti:

da un lato, chi eleva, fiero, le sue braccia al cielo;

dall’altro, chi della sua animalità fa il proprio zelo.

 

Da quando l’umana specie s’organizzò su Terra,

i due modelli non hanno mai cessato di scontrarsi;

tanto meno, cercato o trovato il modo di accordarsi.

Al contrario, continuan tuttora la reciproca tenzone,

come se l’umano stesse alla sua prima apparizione.

 

Superfluo, dunque, doverlo far rimarcare ancora!

Il duello tra Roma e Cartagine non si è mai risolto:

né prima, né durante, né dopo quel preciso evento.

Anzi, lo precede e lo sorpassa in qualunque tempo,

come il giorno fronteggia la notte, e la luce, il buio.

 

Oggi, come ieri, si ripete incessante la stessa trama:

quando è l’uomo che emerge al centro della società,

son le arti, la virtù e gli imperi che segnano la Civiltà;

se, al contrario, è il mercante o il danaro a dominare,

ciascuno ha un prezzo ed ogni schiavitù è sull’altare.

a.b.m.