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Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I.

R.N.C.R - R.S.I.

 

R.S.I. CONTINUITA' IDEALE

MOVIMENTO POLITICO CULTURALE

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Gianni Rebaudengo, via Montenero 14 – 10024 Moncalieri TO

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NASCITA E STATUTO DEL RAGGRUPPAMENTO


COORDINAMENTO REGIONALE TOSCANO

 

Re: E' il "loro" Memorial Day

Inviato da: "Franco Morini"

Mer 16 Lu 2008 10:47 am

La notizia non meraviglia più di tanto quando si consideri che l'UNCRSI nasce sotto gli auspici di Borghese allorchè il principe venne espulso per indegnità politica dalla FNCRSI di cui era stato prima presidente. I motivi dell'espulsione di Borghese, se ben ricordo, erano due. Il primo, il non aver querelato ( come il Principe aveva annunciato e promesso ) il settimanale "Le Ore" che aveva pubblicato nel n.ro 195 del 2 feb. 1957, una testimonianza di Dolmann secondo cui il principe Borghese era al corrente delle trattative avviate dal gen. Wolff relativamente alla resa dei Tedeschi in Italia e di ciò non avrebbe avvertito, come invece avrebbe dovuto, Mussolini. La seconda questione riguarda il suo sostegno elettorale al candidato del msi, Gigino Turchi, nel lascisrsi fotografare insieme a lui per la prima pagina del Secolo d'Italia in piena campagna elettorale e questo dopo che la FNCRSI, di cui faceva ancora parte, aveva dato precisa indicazione di votare scheda bianca. Come reazione all'espulsione, Borghese aveva minacciato la costituzione di una "Federazione concorrente" e infatti così nacque l' UNCRSI che, in genere, stabilì le sue sedi all'interno delle varie federazioni missine. Considerata quindi la sua genesi e il suo successivo sviluppo anche territoriale, non può destare alcuna meraviglia l'episodio di Firenze qui riportato.

F.M.
----- Original Message -----
From: Rebecchi Adriano
To: Fiamma Yahoogroups ;
Sent: Tuesday, July 15, 2008 9:24 PM
Subject: [fiamma] E' il "loro" Memorial Day

In data odierna mi è pervenuto il n.5/6 di Maggio-Giugno 2008 de "L'Ultima Crociata", organo dell'Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi della R.S.I. dove, in quarta pagina, compare un vistoso trafiletto col quale l'U.N.C.R.S.I. di Firenze comunica di essere stata ufficialmente invitata e di avere partecipato al "Memorial Day" al Cimitero Militare Americano sulla Via Cassia.
Nel trafiletto, viene riportato anche il testo dell'invito ufficiale del Console Generale degli USA a Firenze.
Devo dedurre che, trattandosi di cerimonia al Cimitero Militare Americano, il "Memorial Day" (giorno della Memoria) fosse dedicato a Caduti Usa.
Poiché non mi è mai giunta notizia di analoghe cerimonie tenute nei luoghi dove sono sepolti i Caduti della R.S.I., con la presenza di illustri Autorità Usa (e neanche italiane), mi chiedo se il compiacimento che traspare nella comunicazione che riproduce integralmente l' invito sia consono ad una Associazione che vorrebbe rappresentare i Combattenti della R.S.I.
Non credo che i superstiti combattenti della RSI gongolino nel vedere che i loro dirigenti vanno a ricordare i Caduti degli altri, nel cimitero degli altri; potrebbero gongolare se i loro dirigenti si dessero da fare per far ricordare i Caduti della RSI dagli altri e nei luoghi, spesso ignorati e dimenticati dall'ufficialità, deve sono sepolti "quelli" della RSI.

Adriano Rebecchi
Componente Direzione Nazionale del R.N.C.R.RSI-Continuità Ideale

CHIOSA A TERMINARE DOPO IL COMUNICATO UFFICIALE RNCR-RSI Continuità Ideale CHE DISSIPA OGNI DUBBIO.

C'é una strana aria che aleggia su Vicenza leggendo i comunicati (interessati !?) di leghisti, "fiammiferai" e "azionistisociali" (dietro il paravento di "continuità ideale" ma su cui poniamo perplessità); tutti appassionatamente a difendere il "compromesso" tra questurini e (euro)parlamentare. D'altro canto se il Romagnoli in queste ore difende pure il presidente di questa repubblica, Napolitano, é proprio vero che la fame di appartenere alla sottocucina di Berlusconi é veramente tanta in certi settori della cosiddetta "destra radicale" che con noi - convinti sostenitori del Socialismo Nazionale - nulla hanno a che fare, come non dovrebbero avere nulla a che fare con i principi ispiratori della R.S.I. Sembra di vedere un film già visto quando anche quelli di "A.N." millantavano alle cerimonie dei Caduti dei Combattenti dell'Onore una "araldica" che non gli apparteneva più !  Sarà giusto o sbagliato non lo giudichiamo, però che certi "incoerenti" la smettano di romperci i coglioni con la storia che qualcuno é un "fanatico". Noi siamo quelli che siamo, loro sono badogliani come e più degli "anali" e il resto é solo........................(para) noia ! PROSIT ! Socialismo Nazionale

COMUNICATO UFFICIALE A FIRMA DELLA PRESIDENZA NAZIONALE E VICEPRESIDENZA DEL RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI R.S.I. (R.N.C.R.-R.S.I.) CONTINUITA' IDEALE

OGGETTO: Commemorazione di Schio.

Sullo svolgimento della commemorazione dell'eccidio di Schio, svoltosi il 6 luglio scorso, si impongono alcune chiarificazioni.

A Schio, l' 8 luglio 2007, a seguito del divieto dei ministri degli Interni e della Difesa di effettuare un corteo sino al luogo della strage e una messa al Sacrario Militare, era stato concesso a 150 tra Combattenti della RSI e aderenti a Continuità Ideale di accedere con due pulmann e con le proprie auto alla Biblioteca, l'ex carcere dove era stato consumato l'eccidio. In realtà un "corteo", anche se in diversa forma dall'anno precedente (2006).

Il 6 luglio 2008 - dopo il reiterato divieto del Questore e del Prefetto di svolgere il corteo - la "concessione" delle auorità si é di fatto ridotta ad autorizzare l'andata alla Biblioteca ad una sola delegazione, con le centinaia di presenti convenuti da ogni parte d'Italia obbligati a rimanere nel piazzale dell'Hotel Norris, sorvegliati da vicino, quasi fossero un'accozzaglia teppistica, da una intera Brigata mobile dei Carabinieri. Mentre la Biblioteca rimaneva occupata dai soliti Centri Sociali, senza alcun intervento da parte delle Forze dell'ordine.

Questo il compromesso con le autorità locali raggiunto attraverso l'intervento ufficioso dell'on. Mario Borghezio della Lega Nord. Un compromesso chiaramente inaccettabile sia nella forma che nella sostanza e respinto con decisione dalla stragrande maggioranza dei presenti, nonché dal Presidente e dal vice-Presidente Vicario nazionali del Raggruppamento, Rebaudengo e Dal Piaz, una volta constatato che, ad eccezione della delegazione, a tutti gli altri partecipanti sarebbe stato impedito di raggiungere l'ex carcere. Di qui la decisione <<o tutti o nessuno>>. Da considerare che tale compromesso era stato raggiunto senza interpellare i presenti Dirigenti Nazionali. Una situazione dalla dinamica non chiara a fronte della dichiarazione dell'on. Borghezio che così si é espresso:"....ho parlato con i Dirigenti Nazionali, ma se i Combattenti non vogliono, la delegazione non parte". Ed é ciò che é accaduto, con la successiva cerimonia svoltasi sul piazzale antistante l'albergo, con la messa celebrata da Padre Tam e l'appello delle 54 vittime.

Va ribadito ancora una volta - come chiaramente espresso all'on. Borghezio dal vice-Presidente Dal Piaz - "che non siamo disposti ad alcun compromesso né tanto meno a discriminazioni, rivendicando il nostro pieno diritto di Italiani a ricordare i nostri Caduti". La manifestazione di Schio ha finito per evidenziare che l'Italia é un paese in cui vengono tollerati atti eversivi di piccole minoranze nostalgiche della guerra civile, mentre si impediscono ordinate cerimonie di impostazione militare da parte dei Combattenti della RSI e dei giovani di Continuità Ideale. E questo con precisa responsabilità del ministro degli Interni che manca al proprio dovere istituzionale ogni qualvolta, per opportunismo politico o per errata valutazione, non tutela i cittadini nell'esercizio di diritti costituzionalmente protetti.

Da tutto ciò nasce tra l'altro la necessità di evitare per il futuro qualsiasi contiguità, o riferimento, con elementi politici nell'organizzazione delle nostre manifestazioni, che devono restare di esclusiva competenza del Raggruppamento.

La Presidenza Nazionale

Gianni Rebaudengo

Stelvio Dal Piaz


NON POTEVA FARE ALTRO IL CIONI VISTO CHE E' FALSO E DA' LA PATENTE DI "ULTRAS" (già, lui ormai é un politico "moderato" del "popolo delle libertà" visto che é coordinatore regionale di Azione Sociale, la sigla fasulla della sig.ra nipotini floriani !) ADDIRITTURA ALLA DIRIGENZA NAZIONALE , COMPRESI I COMBATTENTI REBAUDENGO E DAL PIAZ, PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE NAZIONALI DEL RAGGRUPPAMENTO. MA VAI CIONI.............................. VAI PURE E CERCA DI RIPARARTI BENE SOTTO LE GONNELLE DI CHI TI GUIDA SULLA VIA DI..............ARCORE.

Alex Cioni, coordinatore regionale di Azione sociale, è uscito dimissionario dall'associazione culturale Continuità Ideale, dal ruolo di responsabile provinciale e di organizzatore e "anima" delle annuali commemorazioni dell'Eccidio partigiano del 7 luglio '45, che si sono sviluppate per sette edizioni, con protagoniste le associazioni combattentistiche legate alla Repubblica sociale di Salò. La decisione, un fulmine a ciel sereno, del politico valleogrino di 32 anni è maturata dopo la scelta adottata domenica mattina sul piazzale dell'hotel Noris (animato da circa 400 reduci e simpatizzanti della Rsi, arrivati a Schio da quasi mezza Italia) di annullare la delegazione di una trentina di persone, concordata con la questura, per la richiesta di una ventina di partecipanti al raduno di essere presenti a loro volta alla deposizione di una corona di alloro al Sacrario militare e di mazzi di fiori in biblioteca civica, luogo dell'eccidio. La deposizione floreale è stata comunque effettuata, alle 14 da una dozzina di persone, tutte del territorio. Alex Cioni si dice tranquillo per l'uscita da Continuità Ideale. "Ho poco da aggiungere vista la situazione venutasi a creare per colpa di alcuni ultras, che, ed è la spiegazione più nobile, non hanno bene compreso il vero e profondo significato valoriale della nostra iniziativa. Come comitato organizzatore ci sentiamo di scusarci per i disagi creati alla città, anche se la verità dei fatti è che siamo stati vittime della mala informazione creata ad arte dalla sinistra che governa palazzo Garbin. Il sindaco ha lanciato accuse faziose, volte a criminalizzare un'associazione che ha sempre sostenuto la necessità di una pacificazione basata sulla verità e sulla giustizia lasciando da parte la capziosità del documento stilato in fretta e furia nel 2005". Prosegue così Cioni: "Dovere ribadire ogni volta che non siamo mai stati spinti da sentimenti di rivalsa è alquanto inutile vista l'ottusità della controparte. Abbiamo sempre chiesto una pacificazione che comprendesse tutte le parti in causa, a partire dall'associazione che racchiude i combattenti e reduci della Rsi, ma nessuno ci ha mai voluto ascoltare. E poi saremmo noi quelli che si fanno condizionare dagli ideologismi del passato". Nel 2009 si svolgerà l'ottava edizione del raduno dei repubblichini? "Ricorderemo sicuramente le vittime dell'Eccidio, ma come scledensi e nelle forme - conclude Alex Cioni - che comunicheremo a tempo debito".

Il Gazzettino del Nord Est - 10.07.08 - Vittorino Bernardi


10 LUGLIO 2008

NIENTE ELEMOSINE DA QUESTO STATO

Non ci piace polemizzare ma chiarire sì !, anche per evitare che si comincino tira e molla più consoni a diatribe calcistico-campaniliste. Dobbiamo ritornare a parlare di Schio perché é evidente che qualcuno (e non mi riferisco certo ai vicentini ma ai "politici romani")  ha voluto creare una ulteriore lacerazione quando viceversa tutti bisognerebbe concorrere a ricreare un "fascio" di volontà e di intenti. E questo é il compito che si é prefissato il Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I. e la sua CONTINUITA' IDEALE. Non é perciò per noi comprensibile che qualcuno a Vicenza prenda cappello in merito al fatto che si é voluta difendere la dignità del Raggruppamento e di ciò che esso rappresenta rifiutando un "compromesso politico" messo in atto tra un europarlamentare e funzionari di polizia per il quale veniva "concesso" (per grazia ricevuta !) ad uno sparuto gruppo in "delegazione" di portare semiclandestinamente al luogo prefissato una corona d'alloro in memoria dei nostri Martiri. La dignità dei Combattenti, nella memoria anche e soprattutto dei Caduti, non può venire patteggiata con un funzionario di polizia, qualunque sia il suo titolo. Il diritto sancito anche da questa costituzione "anti" di poter manifestare liberamente non  può essere concesso solo a senso unico - e dunque a gruppi di facinorosi "disobbedienti" e accoliti di centri (a)-sociali che pure attuano anche forme illegali di occupazione - ma anche a chi vuole con semplicità ma fermezza e memoria storica ricordare, marciando in silenzio e disciplinatamente, dei Caduti per la Patria. Se ciò non viene dato NON ACCETTIAMO ELEMOSINE DA QUESTO STATO. Evidentemente é stato dimostrato così che anche con un ministro dell'interno a nomina del cosiddetto "centro-destra" i due pesi e le due misure sono un atto dovuto alla sudditanza nei confronti di quell'articolo 16 dell'infame trattato di pace del 1943 con cui i "liberatori" americani ci hanno umiliato come nazione e come popolo per colpa di traditori e versipelle, e questo - proprio questo - ha dato fastidio a qualcuno. Non é a caso che proprio a Vicenza verrà portato avanti l'ampliamento della base militare americana.

D'ora in avanti occorrerà cambiare registro; il Raggruppamento dovrà stilare un calendario ufficiale delle manifestazioni commemorative indicando quelle a carattere "nazionale" (le più importanti con date limitate per consentire a tutte le Federazioni d'Italia di poter essere presenti) a cura della Segreteria Nazionale e quelle a carattere più locale a cura dei rappresentanti territoriali, non sovrapponibili ovviamente alle altre. Verrà chiesto ufficialmente il benestare alle autorità competenti ed al rifiuto di esse verrà inoltrata immediata denuncia agli organi preposti e immediata convocazione di conferenza stampa per rendere pubblica la discriminazione.

 Con le autorizzazioni si dovrà organizzare una manifestazione da "soldati politici", propria di chi ha una sua "mistica" ed una sua "fede" da rinnovare in senso trascendente e spirituale con i Caduti ed i Martiri.

Se autorizzata la manifestazione non dovrà subire alcuna interferenza per la quale ci sentiremmo giustificati  ad una reazione pari e contraria secondo il principio della legittima difesa.

A meno che non si voglia introdurre una legge come in Germania che vieta le commemorazioni sulle tombe dei Caduti di Guerra (se ne farà carico questo governo tanto servo dei "liberatori" del 1945 !??? visto che non ci hanno pensato i "pronipoti" dei sicari prezzolati partigiani !), questo crediamo sia opportuno fare per creare compattezza tra chi non vuole essere tirato per la giacchetta da meri interessi di "bottega elettorale" ma intende proseguire sulla linea retta della coerenza per riappropriarci dell'iniziativa di essere nuova avanguardia per un Popolo, per una Nazione.

Sono considerazioni a titolo personale ma che proporrò senza indugi all'attenzione dell'intera direzione nazionale del Raggruppamento.

M.C.


Ci dispiace molto che l'Associazione Culturale VFS abbia emesso un comunicato di tal fatta. Forse non hanno ancora capito che la manifestazione é stata indetta a nome del RAGGRUPPAMENTO NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI R.S.I. - CONTINUITA' IDEALE (e da nessun altro gruppo politico partitico perché il RAGGRUPPAMENTO E' AUTONOMO !) e vi era la presenza sia del suo Presidente nazionale che del vicepresidente nelle persone dei COMBATTENTI (nei fatti e non a chiacchiere !!!) Gianni Rebaudengo e Stelvio Dal Piaz. Proprio da essi é nata la legittima indignazione di non voler venire considerati solo dei "vecchietti rincoglioniti" da portare a spasso in semiclandestinità in un bus per deporre frettolosamente una corona d'alloro a vantaggio - magari - del presenzialismo e della visibilità dell'europarlamentare della Lega Nord Borghezio (o di chi oggi - magari pure proveniente da un certo ambiente - flirta con il centro destra filoamericano ed antifascista a Roma !). Detto questo poi chi era in "delegazione" non era stato nemmeno ....delegato da nessuno dei due ! Per cui per quanto ci riguarda e mi riguarda anche personalmente (anche se non sono un "trentenne" ma, purtroppo, quasi un "cinquantenne") respingiamo al mittente (senza nome e cognome) le accuse di "omuncoli", di "egocentrismo" ed altre stupidaggini; forse qualche birra di meno..................................

Con forte perplessità

M.C.

Lonigo, 6 luglio 2008

Dopo le misere scene viste quest’oggi, in occasione della Commemorazione del 63° anniversario dell’eccidio di Schio, l’Associazione Culturale “Veneto Fronte Skinheads” esprime il proprio sdegno più totale di fronte all’atteggiamento ed alla condotta di alcuni partecipanti, convenuti solo con l’intento di ergersi a ruolo di protagonisti, senza diritto alcuno. L’aver impedito la partenza del pullman con le rappresentanze delle associazioni combattentistiche d’armi in nome di un assurdo dettame democratico “O tutti o nessuno”, evince una forte presunzione di pura facciata, del tutto insensata ed assolutamente inutile.
L’Associazione Culturale VFS sottolinea di non avere nulla da spartire con questi “veterani poco più che trentenni”, omuncoli che “vestono” degli ideali due o tre volte all’anno e che, animati da uno sterile ed autoescludente egocentrismo, hanno impedito, col loro sciocco comportamento, a degli anziani ex Combattenti e ad alcuni parenti delle vittime, di recarsi al Sacrario Militare e alle ex carceri di Schio per ricordare degnamente i propri morti. Con la gioia e i ringraziamenti del Sindaco Dalla Via...

Con forte rammarico
 

 

Il 6 luglio a Schio é stato rigettata l'immoralità compromissoria - promossa tra gli altri dall'on. Borghezio della Lega Nord -che voleva i Combattenti della R.S.I.  trattati alla stregua di animali da zoo (o peggio da vecchi rincoglioniti modello "garibaldini") per cui dovevano deporre la corona in commerazione dei Caduti dell'eccidio partigiano dopo un trasporto in bus anonimo lasciando i manifestanti a bollire sotto la calura del parcheggio di un albergo della periferia industriale sorvegliati da una intera brigata mobile dei CC in tenuta antisommossa mentre nel frattempo le zecche dei centri (a)-sociali tenevano occupata la biblioteca (ex- prigione dove furono detenuti i nostri Martiri prima dell'assassinio di massa) senza nessun intervento delle forze dell'ordine. Tutto questo per evidente incapacità dall'attuale Ministro dell'Interno, on . Roberto Maroni della Lega Nord (lo stesso partito di Borghezio, alleato di Berlusconi e soci !) che evidentemente "non comanda un..........zzo" come espresso verbalmente al Borghezio dal nostro Vice presidente nazionale del Raggruppamento R.S.I: - Continuità Ideale Stelvio Dal Piaz, non essendo in grado di far recedere il prefetto ed il questore di Vicenza dal divieto della manifestazione commemorativa. Alla fine il deciso intervento delle federazioni del Raggruppamento di Milano, Bergamo, Padova ed Arezzo e la posizione ufficiale assunta dal Presidente nazionale, Combattente Rebaudengo, e Vice presidente nazionale, Combattente Dal Piaz hanno fatto condividere la scelta di "o tutti o nessuno" anche all'on. leghista per cui alcuna "delegazione" si é mossa in bus  e tutti i presenti si sono fermati al punto di ritrovo per celebrare il Presente ai Martiri scledensi.

BASTA COMPROMESSI - I FASCISTI NON BARATTANO LA LORO DIGNITA'. NOI NON PORTIAMO CAMICIE VERDI, NOI SIAMO QUELLI IN CAMICIA NERA !!!

Eja Maurizio Canosci - Direttivo Nazionale R.N.C.R. - R.S.I. / Continuità Ideale

P.S. - apprendiamo dalla stampa locale del lunedì che "alle 14.00 dodici persone si sono recate a deporre una corona sul luogo dell'eccidio"; dodici persone evidentemente a titolo personale, perché il raduno commemorativo é terminato alle 13.00, dopo l'officio di Don Tamm. Quanto accaduto a Schio comunque sarà vagliato in ogni dettaglio nel prossimo Direttivo Nazionale del R.N.C.R. - R.S.I. / Continuità Ideale.
 

AI MEMBRI DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL RAGGRUPPAMENTO Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I. - Continuità Ideale

pc AGLI ISCRITTI AL RAGGRUPPAMENTO

 In rete è apparso sul sito www.ladestra.info il seguente comunicato:

«Con il presente comunicato si rende noto che le sezioni di Pisa, Livorno e Massa Carrara del movimento politico culturale RSI - Continuità ideale che si rifà ai valori dei reduci militari e civili della repubblica sociale italiana di cui Pisa e Livorno hanno una memoria storica particolare avendo il territorio di Coltano ospitato un campo di concentramento americano tristemente famoso. A seguito di un incontro preliminare tra Busceti ( portavoce provinciale la Destra Pisa ), Buti ( presidente RSI-CI ), Griselli ( vicepresidente RSI-CI ) , è stata convocata una riunione conclusa con votazione unanime che sancisce ufficialmente l'adesione del movimento politico culturale RSI-CI compattamente alla Destra di Francesco Storace, come avvenuto per altre sezioni del movimento nel resto di Italia, e specificatamente alla Federazione di Pisa. L'adesione è stata determinata dalla completa accettazione da ambo le parti dei principi e dei valori che caratterizzano entrambi i movimenti. Il portavoce provinciale della Destra di Pisa Giuseppe Busceti è felice per la decisione che va nella direzione di ricomporre la frammentata galassia delle tante Destre presenti in Italia per costruire un soggetto unitario e forte che possa dar voce alle istanze di sicurezza e di ideali che ci accomunano.
Il Portavoce della Provincia di Pisa Giuseppe Busceti >>

Si comunica che il Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci Rsi - Movimento politico culturale Continuità Ideale in esso inserito non hanno nessuna Federazione o sezione a Pisa, Livorno e Massa Carrara.

I nomi che compaiono nel comunicato non ci dicono assolutamente nulla, non risultano tra i nostri iscritti. Potrebbero essere degli individui collegati con l'UNC-RSI romana, ma questa è solo una supposizione, in realtà non sappiamo chi siano. Stiamo cercando di informarci, vi invitiamo a collaborare.

 Camerateschi saluti

 Il Presidente Gianni Rebaudengo ed il Vicepresidente per Continuità Ideale Pina Cardia
 

UNA MACABRA MESSA IN SCENA.

 

Da poco è stato presentato il film “Sanguepazzo", la tragica fine di un eroe. Tale film di Marco Tullio racconta la vita di Osvaldo Valenti, celebre attore che aderì orgogliosamente alla Repubblica Sociale Italiana, per salvare il proprio onore di italiano, e poi caduto vittima della prezzolata e sedicente “resistenza”.

Purtroppo però il film, forse e quasi sicuramente a causa della censura di potere della “democrazia” italiana, non ricalca perfettamente la verità di questo eroe quasi dimenticato, e di questo episodio che certamente come tanti altri “dimenticati” non può mettere in bella luce quella che fu propagandata come una guerra “giusta” e di “liberazione”. Da cosa?!

Questa volta però le istituzioni, e tutto il movimento “culturale” dell’antifascismo, l’hanno fatta proprio bassa.

Infatti nel proprio film Marco Tullio, ed è gia un buon segno, si ribella alla strumentalizzazione (arma molto adottata dall’antifascismo) nel  dipingere attraverso la solita vulgata “rozza” e stantia l’attore Valenti come un torturatore di partigiani. Coscientemente il regista del film evita questa ignobile messa in scena; ma non ha comunque il coraggio di andare a riepilogare fino in fondo la fine vergognosa e oscurata dell’attore.

Fortunatamente a raccontare, e a mettere in luce la verità, è stato Piero Vivarelli, ex giovanissimo combattente della RSI, dapprima nella X MAS, e dopo nel battaglione Nuotatori Paracadutisti dove in quel periodo si trovava proprio agli ordini dell’ attore-comabattente Valenti, dove ebbe modo di conoscerlo. Oggi Vivarelli pur membro del partito comunista cubano non ha certamente intenzione di oscurare la verità e rinnegare le proprie radici e  e può essere considerata voce oggettiva.

Attraverso il racconto di Vivarelli, si viene a conoscenza anche di un altro episodio.

Vivarelli infatti racconta della collaborazione che ci fu fra volontari della X MAS e taluni (ma non tutti) elementi delle Brigate Matteotti, con un pizzico di coscienza politica e morale, tesa ad evitare e ridurre il fatale bagno di sangue finale. Del resto lo stesso socialista della RSI Carlo Silvestri, all’epoca stretto consigliere di Benito Mussolini, dopo vari contatti come già detto con esponenti partigiani socialisti, dell’ala meno dura, come Bonfantini decise negli ultimi giorni gloriosi della RSI di uscire allo scoperto nelle trattative, attraverso una lettera scritta personalmente dal Duce, per trattare la resa almeno con il partito socialista: “Poiché la successione è aperta in seguito all’invasione anglo-americana, Mussolini desidera consegnare la Repubblica Sociale ai repubblicani e non ai monarchici; la socializzazione e tutto il resto ai socialisti e non ai borghesi…” . Questa lettera che prosegue a lungo, come già accennato, la scrisse proprio Mussolini, da consegnare immediatamente all’esecutivo del PSI attraverso l'intermediario Silvestri.

Si potrebbe credere che questo fu soltanto un gesto opportunistico di Mussolini per salvarsi la vita. Ma non è vero: il Duce, in quel momento, cercava di salvare prima di tutto l’Italia, e il programma socialista della Repubblica Sociale, lanciando un segnale, un “ponte” ai suoi vecchi compagni socialisti. Purtroppo la lettera che fu presentata a Pertini e Nenni, allora dirigenti del Partito Socialista, fu ignobilmente stracciata dal futuro Presidente della Repubblica in maniera alquanto vile.

Un gesto che servì a svelare la vera identità di costui e della maggioranza del suo partito, cioè quell'identità di venduti al capitalismo e all’occupante straniero che da sempre li contraddistingue nei loro vertici.

A volere la morte di  Valenti (simbolo della cultura rivoluzionaria fascista e della Repubblica Sociale), oltre che i “GAP” comunisti, fu ancora una volta la freddezza di Sandro Pertini, che ordinò di farlo fuori subito, dato che attraverso un regolare processo sarebbe stato sicuramente assolto da ogni accusa diffamatoria.

Subito dopo, con altrettanta freddezza, ordinò l’esecuzione anche di Luisa Ferida, con la vergognosa giustificazione che se sarebbe sopravvissuta avrebbe rappresentato un reale testimone al quanto imbarazzante.

Con questo duro articolo, ma che ricalca la pura verità,  è giusto che gli italiani sappiano chi fu il tanto “buono e caro” Presidente della Repubblica - per due legislature - Sandro Pertini.

Ma ci auguriamo che lo sappiano già, visto che proprio lui, il “caro” Presidente Pertini,  fu lo stesso che osò baciare la bara del dittatore comunista jugoslavo (croato) Tito,  il più grande sanguinario assassino di italiani che la storia ricordi.

Questo fu il “nostro” Presidente.

Qualcuno potrebbe dire che queste accuse riportate siano soltanto opere propagandistiche e opinioni di matrice fascista.

Peccato che tutto questo sia stato riportato anche sul settimanale “Famiglia Cristiana” che certamente non mi pare, e non può essere sicuramente, un giornale di stampo fascista.

“A buon intenditor poche parole”.           GIACOMO CIARCIA.

E’ REATO CRITICARE, OD OPPORSI A QUELLA CHE INDEGNAMENTE CHIAMANO “RESISTENZA”- OCCUPAZIONE; MENTRE E’ PERMESSO METTERE IN DISCUSSIONE IL VALORE DEL RISORGIMENTO. QUESTI SONO I PRINCIPI “DEMOCRATICI” DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: VERGOGNA!

 

Nel glorioso duecentesimo anniversario della nascita dell’ Eroe e combattente patriota Giuseppe Garibaldi, ancora una volta c’è chi come il partito xenofobo e secessionista facente capo a Bossi, non ha esitato a far sentire i suoi malefici, vergognosi ed antinazionali cori, paragonando nell’indegnità politica e morale la nascita dell’ Eroe, a un lutto “nazionale” della “Padania”.

Ricordando a questi signori che l’Italia è e sarà per sempre e soltanto una e indivisibile, con i suoi confini dettati dal sangue e dalla storia, ci chiediamo come sia ancora possibile che a distanza di quasi un secolo e mezzo ci sia sempre qualcuno che metti in discussione i valori dell’Unità Nazionale e Sociale d’Italia, e che sieda indisturbato nel parlamento romano, con la carica fra l’altro di ministro della Nazione.

Oltre a mostrare il nostro completo sdegno verso qualsiasi deriva e presa di posizione disintegratrice della Patria, la nostra rabbia si scaglia ancora una volta contro le famigerate istituzioni sorde verso queste dichiarazioni, e che invece vietano e fanno la caccia da oltre sessanta anni a chi in Continuità Ideale con l’idea che è stata e sempre sarà la più mediterranea, italiana, e sociale delle idee si oppone a festeggiare la sconfitta della Nazione e, di fatto, accettare pedissequamente una occupazione imperialista.

E’ dunque vietato mettere in discussione e opporsi formalmente a una data obbrobriosa per l’Italia che fu il 25 aprile 1945, dopo l’indegno armistizio dell’ 8 settembre, mentre mostrare il proprio accento antirisorgimentale, anti italiano e diffamare apertamente i fautori dell’Unità, è permesso e buon accetto. Ciò rappresenta una vera e amara Vergogna !

Del resto nessuna delle forze politiche che dovrebbero rappresentare il popolo italiano si oppone a queste presa di coscienza; nessuna formazione esiste che presti fede ai valori nazionali, a partire da talune forze materialiste capitaliste, e ultraliberiste (il quale unico ideale e progetto è il profitto), per arrivare a falsi nazionalismi che affiancano e abbracciano di fatto in coalizione il secessionismo.  Per non parlare dell’internazionalismo marxista che per inganno, nella guerra civile, usò la faccia dell’ Eroe combattente italiano per nascondere volontà egemoniche !

Solo il  Fascismo rivoluzionario, in nome anche dell’ideale del Socialismo Nazionale, trova appunto radici profonde nel pensiero e nell’opera nazional-rivoluzionaria di Mazzini, Pisacane e Garibaldi ed ha continuato a combattere la stessa guerra del "sangue contro l'oro" tradotta ed evoluta nel grande progetto mussoliniano, fino a difenderla fino alla morte, sotto la bandiera gloriosa della Repubblica Sociale Italiana; la stessa lotta e la stessa sorte che niente più e niente meno, ricorda e riporta ai nostri fratelli patrioti della Repubblica Romana del 1848.

Ed è proprio quella grande battaglia che partendo dal Risorgimento dei popoli più che della elite borghese e liberale si inoltra nell’arditismo e nel  fiumanesimo della Grande Guerra, fino alla Marcia su Roma del Ventennio, e al volontarismo R.S.I. che noi Socialisti Nazionali oggi vogliamo continuare e riformulare.

Tertium non datur.

 

GIACOMO CIARCIA.

Il 1° Congresso del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I. - Continuità Ideale ha eletto alla Presidenza il Combattente Camerata Gianni Rebaudengo ed alla Vicepresidenza il Combattente Camerata Stelvio Dal Piaz. E' stata eletta anche la Direzione Nazionale composta dai camerati di Continuità Ideale:

Pina Cardia ~ Carlo Viale ~ Adriano Rebecchi ~ Valeriano Androni ~ Luciano Sonego ~ Alessandro Vailati ~ Maurizio Canosci ~ Andrea Frassinetti ~ Giuseppe Luciani ~ Fabio Zampiron.

Eletti anche i componenti del Collegio Revisori dei Conti, camerati: Luigi Moretto ~ Diego Michelini.

Secondo Statuto il Presidente ha provveduto poi a nominare la Commissione di Accettazione e Disciplina chiamandone a far parte i camerati Cacciatori come Presidente e i camerati Tagliaferro e Giuseppe Filié.

Pozzolengo (Bs) - 30 Marzo 2008.


COMUNICATO

Arezzo, 21 Febbraio 2008

In vista del Congresso Nazionale i componenti la Federazione aretina "Don Emilio Spinelli" si sono riuniti sotto la presidenza del C.R. Stelvio Dal Piaz ed hanno eletto all'unanimità il membro di Continuità Ideale Piero Renzoni a rappresentare la Federazione quale delegato assieme ai due delegati di diritto Dal Piaz e Canosci. Sono stati anche approvati i seguenti ordini del giorno di cui i sopraddetti delegati aretini dovranno farsi portatori al Congresso:

ORDINE DEL GIORNO

Gli iscritti alla Federazione aretina,

-premesso che allo stato attuale nessuno dei partiti politici presenti nello scenario italiano é da considerarsi rappresentativo dei Valori e dei principi che costituiscono i fondamenti costitutivi del R.C.N.R. della RSI

-considerato che gli appartenenti al Raggruppamento sono moralmente impegnati a rispettare quanto stabilito dallo Statuto associativo particolarmente in ordine ai principi dell'Onore, della Lealtà e della Coerenza

-valutato che, sul piano strettamente personale, ognuno degli associati é libero di avvalersi del diritto di voto e di non voto a seconda dei propri principi e convincimenti;

CHIEDONO

-alla Direzione Nazionale che verrà eletta nel prossimo Congresso di dichiarare la incompatibilità tra incarichi ai vari livelli nel Raggruppamento ed eventuali candidature nei partiti e movimenti che saranno presenti nella scheda elettorale delle prossime elezioni politiche ed amministrative.

ORDINE DEL GIORNO             

-gli iscritti alla Federazione aretina chiedono al Congresso Nazionale che nello statuto venga espressamente menzionata la incompatibilità assoluta la l'associazione al Raggruppamento e l'appartenenza alle sette segrete ed alla massoneria laica e clericale di qualunque loggia ed affiliazione nazionale ed internazionale.

ORDINE DEL GIORNO

-gli iscritti della Federazione aretina chiedono al Congresso Nazionale di inserire nello Statuto una norma specifica che preveda che, qualunque iniziativa ed ogni partecipazione personale e collettiva a manifestazioni e cerimonie locali o nazionali in rappresentanza ufficiale del Raggruppamento, venga preventivamente sottoposta alla valutazione di merito della Direzione Nazionale che, a sua volta, potrà o meno autorizzare, onde evitare iniziative e partecipazioni estemporanee ed irrituali in contrasto con i principi statutari.


Qualche considerazione  - alla luce di quanto sta accadendo a livello di "fibrillazione" elettorale - é necessaria per schiarirsi le idee e comunque sarà oggetto senza meno di un nostro intervento in sede congressuale. Per evitare disastri come già avvenuto in un recente passato nell'Unione Combattenti (per i quali é sorta la decisione della maggioranza delle federazioni aderenti di abbandonare tale soggetto per formare il Raggruppamento) per cui si é dato incondizionato appoggio a partiti politici che avevano dichiarato il loro ANTIFASCISMO (leggasi la fu Alleanza Nazionale, n.d.a.) non potremo che indicare al congresso la necessità di bloccare sul nascere ogni possibilità di altra "infiltrazione" antifascista. Gli appartenenti di qualunque federazione che si troveranno a partecipare attivamente come candidati in una qualsiasi lista partitica-politica che non riconosce ufficialmente la Repubblica Sociale Italiana quale elemento giuridicamente fondante della Nazione non possono pensare perciò di poter ricoprire qualsivoglia incarico locale o nazionale nei quadri dirigenti del Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci - Continuità Ideale R.S.I. Per esempio, chi aderirà al partito di Azione Sociale (o Alleanza Nazionale) confluito nel contenitore del "Popolo della libertà", o ad altri partiti che pur presentandosi da soli avranno come fine il successivo sostegno parlamentare  a tale compagine, una volta candidato in lista - indipendentemente se poi eletto o meno - dovrà dimettersi da qualsiasi incarico attivo e non avrà diritto di voto attivo e passivo in nessun organo del Raggruppamento (locale o nazionale); anche il rinnovo della sua iscrizione dovrà essere vagliata da un collegio di garanzia.

Ciò per ovvii motivi di coerenza e di etica morale e politica; perché se é vero come é vero che il Raggruppamento non ha finalità partitiche é altrettanto vero che ha e mantiene comunque finalità non solo storico- culturali ma anche politiche e che rifiuta - come da Statuto - qualsivoglia collegamento con esponenti e partiti che indicano, precisano e statutariamente confermano che "ritengono l'antifascismo un valore", che "ringraziano gli americani di averli liberati dalla tirannide nazifascista", che "si riconoscono nei principi e nei valori espressi dalla lotta di resistenza partigiana", che "non si possono accomunare chi combatté dalla parte dei Giusti con chi combatté dalla parte sbagliata", che "il Fascismo é stato il Male assoluto"......

Il Raggruppamento é non solo testimonianza ma anche Continuità Ideale e perciò ritiene di continuare a combattere - oggi con le armi della dialettica - per l'Onore d'Italia, per il Socialismo Nazionale, per sconfiggere un modello di (sotto)sviluppo, quello capitalistico democratico assembleare, contrario al principio dello Stato Etico fondato sull'umanesimo del Lavoro e sul concetto partecipativo. Per questo non guarda in faccia nessuno (indipendentemente pure da cognomi illustri ma indegnamente portati) e non intende cedere a nessuna lusinga che offuschi il suo compito di tenere alto il Tricolore con l'Aquila repubblicana.

Maurizio Canosci - dirigente provinciale Continuità Ideale Federazione di Arezzo R.N.C.R. - R.S.I. e componente della Direzione Nazionale.

 


INTANTO ANCORA PEGGIO, IL PARTITO DEI "BAMBA"

Alleanza nazionale può essere definito ormai come il "partito dei bamba" dal momento che una ristretta oligarchia con al vertice l'unto del Signore, e consacrato dal rabbino di Gerusalemme, che risponde al nome di Gianfranco Fini, può presndere qualsiasi decisione senza che gli iscritti o gli organi statuari vengano consultati in merito. Da anni non viene tenuto il congresso nazionale ai sensi di statuto, le federazioni che sollevano il problema vengono commissariate, la gerarchia é scelta in base ad equilibri interni fra i soliti amici. Sinceramente non si riesce a comprendere come si possa continuare ad aderire ad un partito che non mostra alcuna considerazione ed alcun rispetto per i propri iscritti e che modifica la propria linea politica secondo l'umore e la convenienza personale del suo presidente, personaggio che si é caratterizzato per contraddire clamorosamente sé stesso anche nell'arco di poco tempo, come viene rilevato polemicamente un pò da tutti. Un bel primato di coerenza ! Dopo aver espresso giudizi a dir poco negativi su Berlusconi e le sue scelte, adesso cambia idea e si pronuncia per una unificazione tra Forza Italia e A.N., unificazione che, in mancanza di una legge quadro che in Italia regolamenti i partiti politici, pone quanto meno una serie di problemi in ordine alla soluzione giuridica attraverso la quale raggiungere lo scopo. Anche in tale circostanza nessuna consultazione con la base né tanto meno il famoso congresso. Ovviamente la cosa non ci interessa e non ci riguarda; siamo soltanto curiosi di vedere - se ci sarà - la reazione dei "giovani leoni" di Azione Giovani (che fanno il paio con i "fiammisti" costretti a fare campagna elettorale per l'animatrice del "Billionaire", donna Santanché, alla faccia delle istanze sociali !!!) che, qualche volta, ci ritroviamo tra i piedi - e non graditi - in alcune cerimonie ed in certe circostanze, dove questi "bamba" di nuova generazione gonfiano il petto e, sfidando il loro presidentissimo, abbozzano pure un "saluto romano". Continueranno a prendersi palate di me....da in faccia com'é successo finora ? Staremo a vedere ! Se non sapranno mostrare le palle almeno in questa circostanza dovranno attendersi - da parte nostra - salutari e definitivi calci in culo !

STELVIO DAL PIAZ - Federale Arezzo Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci R.S.I. - Contiuità Ideale

 

alla tana