CENTRO STUDI SOCIALISMO NAZIONALE



Regole Comunitarie di Socialismo Nazionale

  - Occorre essere sempre i primi nella capacità di offrire con dovere la propria fatica alla Comunità non temendo - se necessari alla sua autodeterminazione e sopravvivenza - il pericolo e l’avventura e accettandone coscientemente con responsabilità gli oneri più che gli onori.

  - Non cedere alle lusinghe dell’edonismo e dell’egoismo ma rimanere saldi nella propria coerenza, con virile autodisciplina, ligi ai propri compiti nella Comunità, come nel lavoro e come nella vita personale, sapendo innanzitutto ascoltare per essere autorevoli ad esporre i propri convincimenti agli altri.

    - La coscienza è un sentimento che deve appartenere all’anima di ogni appartenente alla Comunità come supremo giudice dei propri comportamenti e deve essere il faro che illumina la linea retta della fede dottrinaria a cui si vuole offrire il proprio contributo nel silenzio dell’operosità e del dovere, senza cedimenti negativi.

     - Non crediamo nella superiorità della ricchezza materiale, solo mezzo e strumento di utilità quotidiana, che deve essere semmai predisposta al bene della Comunità nel suo insieme la quale deve crescere attraverso l’elevazione spirituale di coesione organica dei singoli individui verso un unico Fine di Civiltà e Ordine regolato dai Valori espressivi di Continuità Ideale alle radici millenarie da cui traiamo linfa vitale.

     - Bisogna concepire la Comunità come luogo di adunata di Soldati Politici, sempre pronti , ma senza vanagloria e capaci di respingere l’avidità ed i piccoli egoismi personali a favore della sopravvivenza e dell’onore dell’intera Comunità.

      - Concepire la propria esistenza come dono ricevuto e da rinnovare quindi agli altri nella volontà di elevare la propria visione morale, etica e di stile di vita quale esempio da offrire con i fatti e le opere, disdegnando le piccolezze e le meschinità volgari. Riuscire a mantenersi – ognuno di noi - nella verità, operare il bene, confidare nella bontà dovranno essere i segni tangibili di tutta la Comunità nel suo insieme Identitario.


MODUS OPERANDI PER EVENTUALI INIZIATIVE CON ALTRI SOGGETTI:

Premessa

In questo momento gonfiare i muscoli non serve; rivendicare l'orgoglio di parte (per non dire di "setta") scatena, a livello individuale e di gruppo, reazioni speculari che non favoriscono certamente l'aggregazione di tutte quelle forze antagoniste che siano credibilmente ispirate al socialismo nazionale, divise e frazionate in una miriade di microcosmi non comprendibili  giustamente da molti.

Occorre riuscire a manifestare all'esterno, anche attraverso un "codice di comportamento" accettato e condiviso da tutti, quella intelligente volontà d’insieme che possa dare forza, sostanza programmatica e visibilità ad un progetto aggregativo che rappresenti la risposta credibile alternativa all'attuale bipolarismo che si fonda invece sulla filosofia dell'alternanza (che, ricordiamo, non é sinonimo di alternativa !) e che é diventato fattore essenziale di stabilità di un sistema corrotto e di un regime conservatore servilmente allineato e subordinato agli interessi plutocratici.

Deve essere chiaro per tutti che eventuali occasioni di elezioni non possono essere considerate fini a sé stesse, ma devono rappresentare il presupposto, il veicolo per la creazione di un "polo alternativo" nazionale e sociale da collegare con tutti i movimenti dei popoli che, in questa fase storica, lottano per la loro indipendenza e la loro sovranità, senza distinzione di razza o di religione contro l’appiattimento e l’omologazione globalizzatrice.

Il processo aggregativo deve caratterizzarsi per umiltà e al tempo stesso determinazione, in modo da creare un clima di reciproca fiducia e condizioni di pari dignità, nella consapevolezza della responsabilità di portata storica che ognuno, singolarmente o in rappresentanza di un raggruppamento comunitario, deve assumersi in questo particolare momento e nella speranza che attorno a questo progetto molteplici forze antagoniste nazionali e sociali possano ritrovare quella unità morale ed organizzativa che debba divenire punto di propulsione e riferimento per tutti quegli italiani che, vessati da obblighi, costrizioni, adempimenti a fare, a dare senza avere rendiconto da alcuno, sono stufi di vivere in uno stato a sovranità limitata e che ha abbandonato ogni principio di giustizia sociale, di dovere di solidarietà comune e di progetto e spirito identitario. Si tratta di pensare, già da oggi, di dare vita ad un nuovo soggetto politico che sia rappresentativo di tutte le esperienze e di tutte le storie particolari, ma che abbia la capacità di trovare la sintesi nei valori tradizionali comuni attraverso un nuovo concetto istituzionale e la formulazione di postulati ideologico-dottrinari che rappresentino le risposte adeguate ai problemi di una società complessa ed articolata qual'é quella odierna. Dobbiamo, in sostanza, ridare centralità al "cittadino" quale individuo inserito armonicamente in una società organica, un "uomo" cioé, che non va considerato soltanto quale forza lavoro e nel suo aspetto biologico, ma anche quale somma di valori, di capacità, di creatività, di potenzialità spirituale. Anche nella sua forma strutturale ed organizzativa, il nuovo soggetto politico che si ipotizzi, dovrà essere eticamente rivoluzionario: incarichi funzionali ed operativi sulla base della disponibilità, della competenza, della fedeltà ai principi, della onestà intellettuale, in modo che ognuno possa portare con spirito di servizio la sua "pietra al cantiere" secondo le proprie peculiari caratteristiche. Dobbiamo convincerci che l'attuale frammentazione di esperienze sociali nazionalrivoluzionarie altro non é che il risultato vincente dell'azione disgregatrice del nemico che, evidentemente, non ha trovato nella cosiddetta "comunità umana e politica" -che taluni erroneamente definiscono “area” e che tal’altri erroneamente configurano nel recinto stretto di un “missinismo” retrò e fuorviante -  le necessarie difese immunitarie. Ed é stato il disastro ! Nel merito vogliamo ricordare le parole pronunciate da Giovanni Gentile poco prima di essere assassinato:

" Perché la sciagura infinita d'oggi non é l'invasione straniera e la devastazione delle nostre città e la strage delle nostre famiglie e l'incertezza del domani assegnatoci dagli eventi che non sono nelle nostre mani. E' nell'animo nostro, nella discordia, nello struggimento che ci assale innanzi allo sfacelo di quella che era la nostra fede comune, per cui si guardava con gli stessi occhi al nostro passato e con la stessa passione al nostro avvenire; questo non riconoscersi, non comprenderci e perciò non ritrovarci più............."

Sono  parole adattabili, mutatis mutandis, al clima odierno nell'ambito più vasto della Nazione ma che, purtroppo, riguardano anche le "comunità" che dicono di perseguire una determinata “continuità ideale” con l’ispirazione del socialismo nazionale.

Nel dolore del filosofo di Castelvetrano - il quale cadendo alle "idi" di aprile del 1944, imprimeva il sigillo dell'esempio alla concezione filosofica dell'attualismo e documentava per i posteri la superiorità del carattere e del coraggio civile su tutte le altre virtù - in quel tormento interiore é chiaramente avvertibile il senso della comunità e della Nazione che non periscono e non devono perire anche sotto la coltre del temporaneo disfacimento. E' questo il senso che dobbiamo dare noi a quelle espressioni sgomente, se vogliamo legittimare la nostra appartenenza alle radici comuni. Ed é sulla base di queste analisi e di questa premessa che ci si dovrebbe dare, in questa fase, almeno un "codice di comportamento" condiviso ed accettato da tutti di cui qui sotto riportiamo una stesura. Altrimenti rimane solo l'aspetto "commerciale" di operazioni elettorali in cui si potrebbe essere coinvolti di volta in volta e su questa base non riusciremo a costruire nulla di buono, di credibile e di permanente come avvenuto puntualmente da dopo Fiuggi in poi e perdura anche in questa fase.

N.B. – IL RAGIONAMENTO COMPLESSIVO NON PUO’ RIGUARDARE OVVIAMENTE LE ELEZIONI DEGLI ENTI REGIONALI CHE RITENIAMO COMUNQUE NON COMBACIANTI CON I PRINCIPI ISPIRATI AL SOCIALISMO NAZIONALE CHE DA SEMPRE RITIENE PRIORITARIE LE REALTA’ TERRITORIALI INTERMEDIE OMOGENEE (distretti e comuni) A DISCAPITO DI VUOTI CONTENITORI CLIENTELARI DI INDIRIZZO PSEUDO ”FEDERALISTA” CHE SONO LA PRINCIPALE VORAGINE DELLA SPESA PUBBLICA A DANNO DEI CITTADINI.

 

CODICE DI COMPORTAMENTO

Premesso che senza ratifiche a maggioranza delle realtà statuali di ogni singola raggruppamento e a seguire dei rappresentanti dei gruppi nella confederazione il fine da perseguire rimane l’assoluta indipendenza ed equidistanza dal centro-sinistra e dal centro-destra senza possibilità alcuna di apparentamenti, desistenze od altre alchimie elettoralistiche. In funzione di ciò si prevede un codice regolamentare che tutti devono osservare.

a) simbologia: il simbolo elettorale, dal momento che é stato definito ed accettato, deve risultare in maniera prevalente in tutte le manifestazioni esterne; la presenza delle bandiere dei gruppi aderenti al "cartello confederale" può essere consentita ma solo come riaffermazione di una adesione al cartello e quindi ne basta una per singolo gruppo,

b) presenze "mediatiche":  a livello centrale deve sempre essere garantita una presenza collegiale dei rappresentanti nazionali; a livello periferico privilegiare la nomina di un portavoce che sia in grado di garantire un messaggio univoco concordato con gli altri e quindi rappresentativo di tutti. Gli argomenti vanno concordati preventivamente. Ogni atteggiamento "personalistico" dovrà essere censurato,

c) in periferia dovrà essere costituito un comitato elettorale paritetico i cui rappresentanti dovranno essere delegati a prendere decisioni definitive ognuno in nome e per conto del proprio gruppo; ciò deve valere per quanto riguarda i programmi elettorali (da quello nazionale fino a quello per le amministrative del più piccolo centro), la cui linea politica generale dovrà essere decisa a livello centrale, per essere poi integrata in periferia con le problematiche locali,

d) eventuali situazioni di "contenzioso" dovranno essere risolte all'interno della coalizione; ogni iniziativa individuale o di gruppo che utilizzasse i mezzi di informazione per dirimere questioni interne, dovrà essere censurato con sanzioni che arrivino fino all'espulsione,

e) occorre definire innanzi tutto un programma condiviso per quanto riguarda le elezioni di qualunque ordine e grado (amministrativo e politico); questo deve divenire per tutti la "bibbia" da trasmettere agli elettori; ogni interpretazione che alterasse sul piano concettuale gli "equilibri" raggiunti nella stesura del programma dovrà essere censurato,

f) la scelta dei candidati per le elezioni dovrà essere fatta sulla valutazione del massimo risultato elettorale possibile conseguibile nei vari collegi, fatti salvi gli accordi nel frattempo raggiunti per quanto riguarda i capolistati; stesso criterio per quanto riguarda le elezioni amministrative di ogni ordine e grado laddove si presenterà – se possibile – il “cartello”. Eventuali divergenze in periferia dovranno essere risolte tempestivamente dal comitato elettorale paritetico sentiti i rispettivi rappresentanti,

g) eventuali tentativi di prevaricazione, sia a livello centrale che periferico, dovranno essere censurati e sanzionati adeguatamente; la lealtà, la reciproca fiducia e la pari dignità dovranno rappresentare il fondamento morale dell'accordo, che dovrà risultare un "patto tra uomini d'onore"

Letto, sottoscritto e approvato